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	<title>SOCIALCOM</title>
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	<description>Blog del corso di Comunicazione Sociale, Facoltà di Lettere e Filosofia, Sassari</description>
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		<title>Mangiare sano.</title>
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		<pubDate>Sun, 08 May 2011 16:43:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>socialmediares</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanto e cosa fanno le istituzioni per informare su una corretta alimentazione?Una sana alimentazione aiuta i bambini e gli adolescenti a crescere in modo armonico prevenendo i problemi correlati al sovrappeso e all&#8217;obesità. Le campagne di sensibilizzazione in Italia sono molto spesso rivolte all’età adolescenziale e tendono, come tutte le campagne istituzionali, ad avere un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialmediares.wordpress.com&amp;blog=12218479&amp;post=3421&amp;subd=socialmediares&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto e cosa fanno le istituzioni per informare su una corretta alimentazione?<a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/immagine-bambino-obeso1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3423" title="immagine.bambino obeso" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/immagine-bambino-obeso1.jpg?w=500" alt=""   /></a>Una sana alimentazione aiuta i bambini e gli adolescenti a crescere in modo armonico prevenendo i problemi correlati al sovrappeso e all&#8217;obesità.</p>
<p>Le campagne di sensibilizzazione in Italia sono molto spesso rivolte all’età adolescenziale e tendono, come tutte le campagne istituzionali, ad avere un indirizzo educativo ed informativo.</p>
<p>Un esempio di questa tendenza è dato dall’iniziativa “ Food4U” 2011. Si tratta di una campagna per promuovere un’alimentazione sana rivolta a studenti dei 24 Paesi europei. Patrocinata dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, é giunta alla 7<sup>a </sup>edizione e coinvolgerà insegnanti e studenti tra i 14 e i 19 anni. I ragazzi dovranno realizzare un messaggio pubblicitario per divulgare il valore di un regime alimentare corretto. I gruppi finalisti vinceranno un soggiorno premio in Italia per conoscere i luoghi simbolo della dieta mediterranea.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/08/mangiare-sano/"><img src="http://img.youtube.com/vi/9GMWdJPoR_s/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>Il premio “Food 4U” 2009, Trofeo del Presidente della Repubblica Italiana, è andato allo spot “Bill Kill” della scuola portoghese di Santo Tirso. Lo spot portoghese è molto efficace nel suo messaggio che sottolinea un aspetto spesso ignorato dalle nuove generazioni e dalle stesse istituzioni: il costo individuale e quello sociale che si celano dietro alle cattive abitudini alimentari. Tra i premiati anche lo spot italiano “Spring is Sprint” dell’Istituto Statale d’Arte “Napoleone Nani” di Verona.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/08/mangiare-sano/"><img src="http://img.youtube.com/vi/6dxJa3yay3c/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>L’aria profumata e pulita della campagna compie una magia; a scuola un distributore di merendine si trasforma, tra lo stupore ma anche la gioia di tutti, diventando quasi un albero pieno di frutta e verdura che sostituiscono le merendine. Un messaggio poetico, originale, colto e molto efficace.</p>
<p>Una ulteriore iniziativa sempre rivolta alle scuole è stata quella di “Italia in Forchetta”, presentata a Rimini lo scorso Agosto all’interno del parco “Italia in Miniatura” che voleva essere un percorso di educazione ad una corretta alimentazione e rivolto anche ai visitatori del parco. A Maggio 2011 è previsto l’inizio di laboratori di cucina rivolti alle scuole per sensibilizzare i giovani ad una sana alimentazione. “Mangiare Bene “ è la mission affidata a FE.DA srl con il patrocinio della Commissione Agricoltura della Camera dei deputati, di quello dell’Emilia Romagna e del Patrocinio dell’INRAN ( Istituto Nazionale di Ricerca per gli alimenti e la Nutrizione) <a href="http://www.inran.it">www.inran.it</a>.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/08/mangiare-sano/"><img src="http://img.youtube.com/vi/jOMcgbqBlw8/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/mangia_bene_cresci_meglio1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3433" title="mangia_bene_cresci_meglio" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/mangia_bene_cresci_meglio1.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p>Un’altra campagna, anch’essa istituzionale, è quella “ Mangia Bene Cresci Meglio” del Mipaaf (Ministero delle Politiche Agricole) rivolta anch’essa alle scuole per la sensibilizzazione verso la provenienza e quindi la qualità del cibo, con una particolare attenzione allo spreco. Si tratta di creare degli annunci pubblicitari che sollecitino una maggiore attenzione ai Paesi del Terzo Mondo, a privilegiare le filiere ecocompatibili, l’agricoltura biologica e portino l’attenzione ai benefici per la salute e l’ambiente.</p>
<p>In Inghilterra una coppia di Bristol ha deciso di festeggiare il matrimonio in un fast food specializzato in pollo fritto.<a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/matrimonio-fast-food1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3438" title="matrimonio fast food" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/matrimonio-fast-food1.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p>La “Cultura del Fast Food” è talmente radicata in Inghilterra che il Governo britannico è stato spinto ad agire con diverse campagne sociali per promuovere una corretta educazione alimentare. Un video molto speciale è “ Change4Life”</p>
<p><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/changeforlife.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3441" title="changeforlife" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/changeforlife.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p>Questo è il nome della nuova campagna per la prevenzione dell’obesità e per una corretta alimentazione rivolta alle famiglie inglesi e ai giovani. E’ iniziata il 3 Gennaio 2009 con filmati tv, inserzioni sulla stampa e iniziative online. La parola obeso non viene mai menzionata, né nei manifesti né nei volantini che completano la campagna che comunque ha suscitato molte critiche in quanto è stata definita semplicistica ed insufficiente.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/08/mangiare-sano/"><img src="http://img.youtube.com/vi/dyvfSmB0YOQ/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>L’utilizzo dei cartoni rappresenta sicuramente un sistema molto centrato di sistema comunicativo, rivolto sia ad un pubblico adolescente che ad uno adulto; inoltre un personaggio di uno spot di animazione può permettersi un atteggiamento più libero sia nel lessico che nei contenuti, suscitando il divertito interesse di un target molto ampio. Altro motivo di critica è dato dal fatto che quest’anno il piano di 250mil. di sterline è finanziato dall’industria, la stessa che produce i cibi spazzatura e che vede così eliminate le restrizioni legislative che la colpivano.</p>
<p>Negli USA la testimonial più autorevole ed in vista per promuovere uno stile di vita attivo ed una sana alimentazione è la First Lady Michelle Obama che, fin dall’insediamento alla Casa Bianca, ha promosso molte iniziative per correggere l’alimentazione. Gli USA, infatti detengono il primato mondiale sull’obesità. Il suo obiettivo: “che la gente mangi la verdura, vada a correre, faccia esercizio fisico e abbia lo spazio per godersi una mangiata senza rimorsi ogni tanto”.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/08/mangiare-sano/"><img src="http://img.youtube.com/vi/t1Bv_Pc-0ME/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>In questo video la First lady si serve dei muppets, molto seguiti ed appezzati anche per il loro tono irriverente e spiritoso, per veicolare il messaggio in maniera scherzosa ma, allo stesso tempo, con scopo educativo e adatto ad un pubblico vasto ed eterogeneo. Sicuramente i due testimonial sono molto convincenti e probabilmente coinvolgono un pubblico molto vasto; allo stesso tempo però, è chiaro che, nonostante il target a cui il messaggio è rivolto sia ampio, non pare credibile che possa fare presa su una fascia considerevole di popolazione in quanto cibarsi con cibi naturali, poter piantare un proprio orto, fare moto tutti i giorni, migliorare insomma la propria qualità della vita, non sembra essere per tutti una meta raggiungibile. Non bisogna dimenticare che la maggioranza della popolazione obesa americana appartiene alla fascia con minor reddito e che quindi ha maggiori difficoltà a recepire il messaggio essendo “in altre faccende affaccendata”.</p>
<p>Felicita Careddu</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/socialmediares.wordpress.com/3421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/socialmediares.wordpress.com/3421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/socialmediares.wordpress.com/3421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/socialmediares.wordpress.com/3421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/socialmediares.wordpress.com/3421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/socialmediares.wordpress.com/3421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/socialmediares.wordpress.com/3421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/socialmediares.wordpress.com/3421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/socialmediares.wordpress.com/3421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/socialmediares.wordpress.com/3421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/socialmediares.wordpress.com/3421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/socialmediares.wordpress.com/3421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/socialmediares.wordpress.com/3421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/socialmediares.wordpress.com/3421/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialmediares.wordpress.com&amp;blog=12218479&amp;post=3421&amp;subd=socialmediares&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Campagna contro il nucleare</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2011 12:49:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>socialmediares</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Titolo progetto: “Per una Sardegna senza scorie”. Scadenza temporale: 3 Maggio 2011 in occasione del referendum regionale sul nucleare; Durata fase creazione: 1 mese; Obbiettivo: informare i destinatari della campagna sui rischi del nucleare, e sensibilizzarli all&#8217;uso delle energie rinnovabili; Target di riferimento: tutti gli utenti votanti della Regione Sardegna, indifferentemente dalla classe sociale di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialmediares.wordpress.com&amp;blog=12218479&amp;post=3415&amp;subd=socialmediares&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/nucleare.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3416" title="nucleare" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/nucleare.jpg?w=500&#038;h=382" alt="" width="500" height="382" /></a></p>
<p>Titolo progetto: “Per una Sardegna senza scorie”.</p>
<p>Scadenza temporale: 3 Maggio 2011 in occasione del referendum regionale sul nucleare;<br />
Durata fase creazione: 1 mese;<br />
Obbiettivo: informare i destinatari della campagna sui rischi del nucleare, e sensibilizzarli all&#8217;uso delle energie rinnovabili;<br />
Target di riferimento: tutti gli utenti votanti della Regione Sardegna, indifferentemente dalla classe sociale di appartenenza, con particolare attenzione ai soggetti indecisi;<br />
Tono da utilizzare:<br />
shockante e allarmante per i rischi derivanti dall&#8217;utilizzo del nucleare;<br />
informativo riguardo ai benefici e ai vantaggi delle energie rinnovabili;<br />
Messaggio: Votare Si al referendum del 15 Maggio;<br />
Limiti:<br />
budget 80000 euro;<br />
campagna stampa (quotidiani regionali, volantini/opuscoli, manifesti 6&#215;3);</p>
<p>Punti essenziali:<br />
confronto tra immagini positive e negative;<br />
contrasto tra colori scuri (grigio e nero) e colori chiari (azzurro, verde, bianco);</p>
<p>Parole chiave:<br />
SI (VOTA SI al referendum, per dire NO al nucleare).</p>
<p>Careddu Felicita</p>
<p>Delrio Franco Giuseppe</p>
<p>Gabriel Marta</p>
<p>Pilo Chiara</p>
<p>Spada Francesca</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/socialmediares.wordpress.com/3415/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/socialmediares.wordpress.com/3415/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/socialmediares.wordpress.com/3415/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/socialmediares.wordpress.com/3415/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/socialmediares.wordpress.com/3415/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/socialmediares.wordpress.com/3415/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/socialmediares.wordpress.com/3415/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/socialmediares.wordpress.com/3415/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/socialmediares.wordpress.com/3415/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/socialmediares.wordpress.com/3415/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/socialmediares.wordpress.com/3415/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/socialmediares.wordpress.com/3415/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/socialmediares.wordpress.com/3415/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/socialmediares.wordpress.com/3415/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialmediares.wordpress.com&amp;blog=12218479&amp;post=3415&amp;subd=socialmediares&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Campagna Sociale: &#8220;Emergenza immigrazione e responsabilità civile&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2011 08:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>socialmediares</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Brief Titolo: emergenza immigrazione e responsabilità civile. Missione: sensibilizzazione alla problematica dell’attuale immigrazione nordafricana. Target: popolazione adulta in età lavorativa. Tono: scioccante-drammatico. Messaggio da comunicare: specificare che non si tratta di un’invasione barbarica, ma di una fuga per la sopravvivenza. Grafica: grande immagine (6X3) a colori, slogan in alto con colore (a scelta) forte [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialmediares.wordpress.com&amp;blog=12218479&amp;post=3405&amp;subd=socialmediares&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="text-decoration:underline;">Il Brief</span></strong></p>
<p><strong>Titolo</strong>: emergenza immigrazione e responsabilità civile.</p>
<p><strong>Missione</strong>: sensibilizzazione alla problematica dell’attuale immigrazione nordafricana.</p>
<p><strong>Target</strong>: popolazione adulta in età lavorativa.</p>
<p><strong>Tono</strong>: scioccante-drammatico.</p>
<p><strong>Messaggio da comunicare</strong>: specificare che non si tratta di un’invasione barbarica, ma di una fuga per la sopravvivenza.</p>
<p><strong>Grafica</strong>: grande immagine (6X3) a colori, slogan in alto con colore (a scelta) forte e leggibile. In basso dati percentuali su crimini commessi da italiani comparati a quelli commessi dagli stranieri nel nostro Paese, dati su ingressi, età, sesso dei profughi.</p>
<p><strong>Background</strong>: comunicazione istituzionale, Ministero degli Interni.</p>
<p><strong>Parole-chiave</strong>: immigrazione, disperazione, speranza, vita, uguaglianza, rispetto, dignità.</p>
<p>Per sensibilizzare la popolazione italiana sull&#8217;emergenza immigrazione dell&#8217;ultimo periodo, abbiamo pensato di paragonare l&#8217;attuale situazione a quella che vide protagonisti all&#8217;inizio del secolo migliaia di nostri connazionali.</p>
<p>Dopo un&#8217;attenta ricerca e analisi dei dati forniti dal Ministero dell&#8217;Interno, abbiamo realizzato la seguente campagna:</p>
<p><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/campagna-immigrazione-61.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3409" title="CAMPAGNA IMMIGRAZIONE 6" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/campagna-immigrazione-61.jpg?w=500&#038;h=283" alt="" width="500" height="283" /></a></p>
<p>Elisa Pucci</p>
<p>Alice Secchi</p>
<p>Carlo Serra</p>
<p>Francesca Vargiu</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/socialmediares.wordpress.com/3405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/socialmediares.wordpress.com/3405/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/socialmediares.wordpress.com/3405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/socialmediares.wordpress.com/3405/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/socialmediares.wordpress.com/3405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/socialmediares.wordpress.com/3405/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/socialmediares.wordpress.com/3405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/socialmediares.wordpress.com/3405/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/socialmediares.wordpress.com/3405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/socialmediares.wordpress.com/3405/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/socialmediares.wordpress.com/3405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/socialmediares.wordpress.com/3405/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/socialmediares.wordpress.com/3405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/socialmediares.wordpress.com/3405/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialmediares.wordpress.com&amp;blog=12218479&amp;post=3405&amp;subd=socialmediares&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>I cattivi genitori nuociono gravemente alla salute.</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 22:51:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>socialmediares</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Sempre più spesso si sente parlare di bullismo nelle scuole, insegnanti, alunni più deboli (spesso anche disabili) sono le vittime preferite di ragazzi che non trovano niente di meglio da fare che maltrattare altri individui, molte volte questi maltrattamenti hanno anche causato il suicidio di diversi ragazzi, che pur di non dover tornare a scuola [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialmediares.wordpress.com&amp;blog=12218479&amp;post=3403&amp;subd=socialmediares&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre più spesso si sente parlare di bullismo nelle scuole, insegnanti, alunni più deboli (spesso anche disabili) sono le vittime preferite di ragazzi che non trovano niente di meglio da fare che maltrattare altri individui, molte volte questi maltrattamenti hanno anche causato il suicidio di diversi ragazzi, che pur di non dover tornare a scuola ed essere picchiati e derisi hanno preferito togliersi la vita.<span id="more-3403"></span></p>
<p>Purtroppo i comportamenti dei bulli non si limitano all’interno delle mura scolastiche, spesso le vittime sono barboni che vengono bruciati mentre dormono. A volte, invece, il passatempo diventa lanciare pietre dai cavalcavia, questo simpatico gioco a già causato la morte di diverse persone.</p>
<p>Ma le campagne sociali scarseggiano, a mio giudizio soprattutto i governi si dovrebbero impegnare a sensibilizzare i cittadini verso questo importante problema.</p>
<p>Spesso i bulli non sono ragazzi di famiglia povera, come spesso erroneamente si pensa, anzi provengono da famiglie ricche, i genitori sono spesso fuori di casa per lavoro, i figli hanno quasi sempre troppi soldi in tasca, non lavorano fino ad età molta avanzata e non hanno un minimo di senso civico.</p>
<p>Infatti, a mio giudizio i maggiori responsabili del bullismo sono gli stessi genitori, basta uscire di casa per vedere una miriade di bambini viziati, i genitori non hanno un minimo di polso nel gestire i comportamenti della loro prole; pur di non sentire i figli piangere e lamentarsi sono disposti ad accontentare qualsiasi capriccio, di conseguenza i figli sono pieni di giocattoli ma non hanno un minimo di cuore e mostrano sempre più raramente affetto verso la loro parentela.</p>
<p>I rari spot di comunicazione sociale sul bullismo sono girati nelle scuole, il livello non è elevato in quanto sono puramente amatoriali, ma comunque servono a sensibilizzare i pochi fruitori, che li possono vedere solo tramite internet.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/02/i-cattivi-genitori-nuociono-gravemente-alla-salute/"><img src="http://img.youtube.com/vi/4rlaHb2nH4k/2.jpg" alt="" /></a></span>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/02/i-cattivi-genitori-nuociono-gravemente-alla-salute/"><img src="http://img.youtube.com/vi/nWJut7KQhI4/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>All’estero, soprattutto nei paesi anglosassoni, il problema è vissuto in maniera più intensa, gli spot sono mandati anche nelle tv nazionali. Però bisogna sottolineare che ogni tanto nei telegiornali italiani la tematica è affrontata, anche se a volte in maniera totalmente inadeguata, ad esempio nel 2006 il telegiornale del canale Mediaset Italia1 Studio Aperto, mostrò un servizio dove veniva spacciata la promessa che fanno i lupetti (gli aspiranti scout) come una legge del “branco”, tale giuramento, secondo i giornalisti di Studio Aperto, porterebbe al subire violenze da parte degli altri membri del gruppo, la bugia fu smascherata dal tg satirico Striscia la notizia.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/02/i-cattivi-genitori-nuociono-gravemente-alla-salute/"><img src="http://img.youtube.com/vi/HLbHcvG18R0/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>La tematica dovrebbe essere affrontata in maniera sicuramente più decisa, educando soprattutto i genitori a non essere troppo remissivi con i figli, perché avere dei ragazzi migliori porterà ad avere una società migliore.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/socialmediares.wordpress.com/3403/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/socialmediares.wordpress.com/3403/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/socialmediares.wordpress.com/3403/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/socialmediares.wordpress.com/3403/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/socialmediares.wordpress.com/3403/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/socialmediares.wordpress.com/3403/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/socialmediares.wordpress.com/3403/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/socialmediares.wordpress.com/3403/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/socialmediares.wordpress.com/3403/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/socialmediares.wordpress.com/3403/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/socialmediares.wordpress.com/3403/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/socialmediares.wordpress.com/3403/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/socialmediares.wordpress.com/3403/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/socialmediares.wordpress.com/3403/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialmediares.wordpress.com&amp;blog=12218479&amp;post=3403&amp;subd=socialmediares&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Predatori di bambini: l&#8217;abominevole vergogna del turismo sessuale</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 16:58:15 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Comunicazione Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicazione e trasporti sempre più veloci, moderne strutture turistiche, offerte destinate a ogni tipo di pubblico e per ogni budget, hanno fatto sì che il turismo dai paesi del Nord al Sud del mondo avesse, negli ultimi 25 anni, uno sviluppo esponenziale. Si tratta di un elemento economico fondamentale e di una fonte di reddito [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialmediares.wordpress.com&amp;blog=12218479&amp;post=3366&amp;subd=socialmediares&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Comunicazione e trasporti sempre più veloci, moderne strutture turistiche, offerte destinate a ogni tipo di pubblico e per ogni budget, hanno fatto sì che il turismo dai paesi del Nord al Sud del mondo avesse, negli ultimi 25 anni, uno sviluppo esponenziale. Si tratta di un elemento economico fondamentale e di una fonte di reddito importantissima per tantissimi paesi ancora sottosviluppati. All’interno di questi paesi però, si annida un fenomeno drammatico, che sta contribuendo a distruggere sia l’immagine dei turisti, sia l’infanzia di milioni di bambini, costretti a soddisfare le sporche richieste di chi “viaggia” per loro. Stiamo parlando della piaga del turismo sessuale, un fenomeno cresciuto a dismisura e che, in alcuni paesi sta addirittura prendendo caratteristiche di massa. L’Asia, l’Est Europeo, l’America Latina e Meridionale sono tra le mete di questa nuova aberrante forma turistica, che fa spostare ogni anno milioni di persone in cerca di sesso a pagamento. Nuove forme di prostituzione quindi, unite alla globalizzazione mondiale, che, invece di aiutare i paesi più svantaggiati, aumenta in modo esponenziale il divario già esistente.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/pedofilia_turismo_sessuale.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-3367" title="pedofilia_turismo_sessuale" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/pedofilia_turismo_sessuale.png?w=500&#038;h=287" alt="" width="500" height="287" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Per turismo sessuale non s’intende il fatto che uno straniero, durante una vacanza, abbia una relazione, anche a pagamento, con una donna adulta e libera di scegliere come usare il proprio corpo (si pensi ad Amsterdam, dove la prostituzione è legale). Il turismo sessuale è qualcosa di estremamente infimo e spregevole: ossia lo sfruttamento illegale della prostituzione, in cui il turista sessuale cerca delle “merci rare” che non si trovano nel suo paese d’origine, come i minori, bambini e bambine sotto i 18 anni d’età, oppure la possibilità di avere rapporti violenti o spesso brutali, fino all’omicidio, con donne, uomini, transessuali e bambini. È facile capire come in questi casi il turista non cerchi solamente sesso poco costoso lontano da casa, ma luoghi dove mettere in atto comportamenti criminali gravissimi e deplorevoli, garantendosi comunque l’impunità. Inoltre, in molti di questi paesi, si chiude un occhio perché, “quei” viaggiatori, portano denaro: naturalmente è ingenuo pensare che il turismo sessuale “faccia bene all’economia di quei paesi” poiché ogni quattrino, rimane nelle mani di un’èlite criminale che manovra questo vergognoso mercato, mentre il paese continua a rimanere povero, fermo, in difficoltà, sottomesso e sfruttato per scopi inammissibili. Inoltre, l’industria turistica, si è spesso attrezzata di strutture che solo apparentemente sono legali, ma che invece nascondono attività illecite, spesso legate alla criminalità organizzata, al traffico di droga, di armi, all’evasione fiscale, allo sfruttamento minorile e al traffico di esseri umani.<span id="more-3366"></span><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">È la nuova prostituzione disposta dalla globalizzazione più riprovevole, che punta a sfruttare senza alcun rispetto, anche a costo di sacrificare esseri umani, bambini indifesi, coinvolti in violenze, abusi sessuali, pedofilia, pedopornografia. È cosi che l’uomo occidentale va in cerca di avventure a buon mercato, non impegnative né vincolanti, sia sotto il profilo emotivo che mentale, come l’invasore europeo, che si reca in nuove terre da conquistare per reperire e sfruttare schiavi, per poi gettarli via appena si parte per ritornare a casa.</p>
<p style="text-align:justify;">Dalle stime recenti dell’Ecpat (End child prostitution pornography and trafficking), oggi sono 2,5 milioni i bambini e le <a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/turismo-sessuale-stop.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3398" title="turismo sessuale stop" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/turismo-sessuale-stop.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a>bambine che nel mondo sono sfruttati sessualmente. Il 40% ha meno di 12 anni e il 75% sono femmine. Spesso sono venduti già da piccoli ai bordelli dagli stessi genitori in cambio di denaro, appena sufficiente per sfamare gli altri figli. Nelle case di Bangkok in Thailandia o di Fortaleza nel nord est del Brasile, si trovano drammaticamente bambini di tutte le età, anche di 4, 5 o 6 anni, che si possono “comprare” per pochi euro, andando così ad alimentare un business da 10 miliardi di dollari, che fa muovere un milione di persone all’anno con un’età media tra i 45 e i 55 anni.</p>
<p style="text-align:justify;">Nella civilissima Europa ad esempio, si contano circa 300 mila baby prostitute/i che forniscono servizi con prezzi dai 10 ai 40 euro. Il mercato più ricco è quello dei paesi dell’est, dove i clienti, mariti, padri e nonni, sono francesi, tedeschi, svizzeri e, in percentuale maggiore, vergognosamente italiani. Per quando riguarda l’Asia invece, sono la Thailandia, la Cambogia e la Cina, i paesi in cima alla squallida classifica del turismo sessuale, per l’America si registra la triste ascesa del Brasile e in Africa, Kenya e Madagascar.</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi il turismo sessuale è punito da una legge italiana del 1998 che perseguita penalmente chi è denunciato di pedofilia all’estero, anche una volta tornato in Italia. Nel 2000 inoltre, è stato approvato un “Codice di Condotta” promosso dall’industria turistica italiana e sottoscritto dalla stragrande maggioranza degli operatori di viaggio. Il turismo sessuale oggi è una gravissima piaga del nostro tempo, ecco perché sono state lanciate tante campagne sociali per sensibilizzare il pubblico sul tema, sia da associazioni no profit, sia governative.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel 2008 il <em>Governo Italiano</em> ha promosso una campagna contro lo sfruttamento sessuale dei minori intitolata “<strong>E se <a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/campagna_stampa_occhi_001.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3375" title="campagna_stampa_occhi_001" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/campagna_stampa_occhi_001.jpg?w=500" alt=""   /></a>fosse tuo figlio? Insieme per un turismo responsabile</strong>”. “In certi paradisi quello che vedono i bambini è un inferno. E se quel bambino fosse tuo figlio?” è lo slogan efficace e molto valido che sovrasta l’immagine degli occhi, alquanto tristi, di un bambino. La campagna è stata promossa dal sottosegretario con delega al turismo Michela Brambilla e ha come punti chiave sia l’informazione e la sensibilizzazione, sia l’acquisizione, da parte di tour operator e viaggiatori stessi, di un codice di condotta per il turismo responsabile. Gli operatori, con manifesti, spot, brochure, ecc da affiggere e mostrare in tutti i luoghi di transito, come ad esempio gli aeroporti, devono rendere reattivo e cosciente il viaggiatore sulla gravità del fenomeno. Con il “Codice Di Certificazione Del Turismo Responsabile” invece, si regolamentano le attività e i comportamenti di molti viaggiatori in modo concreto, ad esempio con clausole che l’agenzia deve stipulare con partner stranieri per non far incorrere il turista in situazioni poco consone, oppure obbliga a non usare manifesti pubblicitari vaghi, ma comunque riferiti allo sfruttamento sessuale, oppure impone alle strutture alberghiere di denunciare l’ingresso nelle stanze di minori, cosa che comunque vieta esplicitamente, a meno che non siano figli o assistiti. Tra gli obiettivi della campagna c’è altresì la divulgazione delle leggi italiane contro chi compie abusi sui minori, come il già citato articolo 5 della legge 269/98, che punisce chi organizza viaggi indirizzati al fine di fruire di prostituzione minorile con la reclusione dai sei ai 12 anni e con una multa fino ai 300 milioni di vecchie lire e chi compie reati di pedofilia e pedopornografia anche se l’illecito è commesso all’estero.</p>
<p style="text-align:justify;">L’associazione “<em>Stop Sexual Tourism</em>” è da anni impegnata nella lotta contro il turismo sessuale e lo sfruttamento della <a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/il_manifesto_della_campagna_italiana_contro_il_turismo_sessuale_large.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3380" title="il_manifesto_della_campagna_italiana_contro_il_turismo_sessuale_large" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/il_manifesto_della_campagna_italiana_contro_il_turismo_sessuale_large.jpg?w=500" alt=""   /></a>prostituzione minorile cercando di documentare, sensibilizzare e denunciare questo gravissimo fenomeno. Essa cerca di avvicinarsi agli operatori turistici per promuovere l’eticità dei viaggi, il turismo sostenibile, la valorizzazione delle risorse locali, in associazione con organizzazioni e istituzioni anche per la costruzione di progetti d’aiuto, educazione e sviluppo. La campagna “<strong>L’altra Faccia Del Turismo</strong>” usa con un linguaggio semplice ma estremamente efficace per accusare e diffamare i “porci” che vanno in altri paesi per ottenere prestazioni sessuali con minorenni. L’immagine è d’impatto e fortemente incisiva vista la faccia del protagonista e la bambolina che tiene in mano. La scritta in sottoimpressione è riferita a tutti gli osservatori e recita sinteticamente, ma energicamente “fermiamoli”.</p>
<p style="text-align:justify;">Altra campagna di “<em>Stop Sexual Tourism</em>” è quella riferita al Brasile, dove ogni anno si recano 500 mila turisti in cerca <a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/manifesto_campagna.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3382" title="manifesto_campagna" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/manifesto_campagna.jpg?w=500" alt=""   /></a>di sesso con minorenni, tra cui si contano tra i 70 mila e gli 80 mila italiani. La campagna si presenta in maniera forte e scioccante con la scritta “Vacanza in Brasile, alla scoperta del sesso degli angeli”. In questo manifesto c’è la volontà di far sentire il pedofilo come un vile perché si paragona la bambina ad un angelo, un essere puro, etereo e intoccabile, cosi come dovrebbero essere le bambine e i bambini che troppo spesso sono vittime innocenti di un abuso che va oltre l’umana concezione.</p>
<p style="text-align:justify;">L’<em>Ecpat</em> (<em>End child prostitution pornography and trafficking</em>) lavora dal 1990 per trasformare i piccoli schiavi del sesso in bambini liberi di vivere la loro infanzia. L’associazione, presente in 70 paesi, combatte attivamente la pornografia, la prostituzione, la tratta, lo sfruttamento e il turismo sessuale. La sua è una mission precisa: porre fine alla prostituzione, alla pornografia minorile e al traffico di bambini per scopi sessuali. Per questo i suoi spot sono molto forti e puntano soprattutto a scoraggiare il turismo sessuale, come ad esempio il seguente, realizzato da <em>Ecpac</em> e Air France.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/02/predatori-di-bambini-la-vergogna-del-turismo-sessuale/"><img src="http://img.youtube.com/vi/ephOktn0qqg/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p style="text-align:justify;">Lo spot mostra immagini delle bambine, con il loro nome e la loro età, in varie situazioni ma sempre accompagnate da uomini occidentali, alla fine gli anni delle bambine si trasformano negli anni di carcere che sconteranno coloro che compiono atti di pedofilia. Altro spot è quello che fa parte della campagna “<strong>Viaggi da non fare</strong>” girato con immagini animate e realizzato dal regista Gabriel Zagni, autore di video musicali per Francesco De Gregori e Lucio Dalla, con il prezioso contributo di Arnoldo Foà che dà voce all’<em>Ecpac</em>, consigliando a tutti di non restare a guardare davanti al turismo sessuale a danno dei minori.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/02/predatori-di-bambini-la-vergogna-del-turismo-sessuale/"><img src="http://img.youtube.com/vi/UG9AMJmrNn8/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p style="text-align:justify;">Altro spot molto forte è quello che fu censurato in Italia, ritenuto troppo forte dalle nostre autority, ma che spiega benissimo il problema del turismo sessuale e lascia poco spazio all’immaginazione. Comincia con l’avvertimento che l’abuso sui minori non è un “peccatuccio”.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/02/predatori-di-bambini-la-vergogna-del-turismo-sessuale/"><img src="http://img.youtube.com/vi/kNhNbS9ML0s/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p style="text-align:justify;">Nelle immagini si vede un turista che, su una tipica spiaggia caraibica con tanto di palme e mare cristallino, spoglia, accarezza e tocca una bambola dalla fisionomia non occidentale. Lo spot è molto drammatico perché la bambina è equiparata alla bambola che non può ne difendersi ne reagire all’abuso che sta subendo. Le ultime frasi sono riferite al pedofilo stupratore e gli ricordano che la violenza sui minori non è soltanto una vergogna, ma è anche e soprattutto un crimine punito in tutto il mondo.</p>
<p style="text-align:justify;">“Sempre più delinquenti sono arrestati sulla scena del crimine o nel loro paese d&#8217;origine”, è questo il messaggio di un altro spot di <em>Ecpac France</em> che punta ad “impaurire” i pedofili rendendo noto che anche nel loro paese d’appartenenza verranno processati, condannati e arrestati.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/02/predatori-di-bambini-la-vergogna-del-turismo-sessuale/"><img src="http://img.youtube.com/vi/ttWoROXNFow/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Ecpac</em> e <em>Terre Des Hommes</em> hanno realizzato insieme uno spot per la Germania che punta ad informare e sensibilizzare il pubblico, mettendo a confronto quelli che sono i giochi preferiti dai bambini, come i pastelli, il trenino, l’orsacchiotto e la bambola, ecc, con i giochi prediletti dai viaggiatori adulti, ossia Cinthia 11 anni, Suong 13 anni, Manolo 4 anni, Santhal 5 anni, ecc.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/02/predatori-di-bambini-la-vergogna-del-turismo-sessuale/"><img src="http://img.youtube.com/vi/q_mqMxg2Xsk/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p style="text-align:justify;">Le didascalie finali avvertono poi che lo sfruttamento sessuale è perseguito in tutto il mondo e che si può fare qualcosa <a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/amorebig.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3392" title="amorebig" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/amorebig.jpg?w=223&#038;h=300" alt="" width="223" height="300" /></a>per sconfiggerlo, ma tocca soprattutto ai cittadini. Infatti, lo scopo di queste campagne, oltre ad informare e sensibilizzare è anche portare le persone a contribuire economicamente col sostegno dei bambini a distanza, come chiede ad esempio questa campagna <em>Ecpac</em>riferita ai bimbi Cambogiani. Infatti, anche un piccolo aiuto può far sì che il sorriso sui volti dei bambini resti tale, garantendogli l’accesso alla scuola e i controlli medici e assicurando alle famiglie ridotte al limite della povertà, il sostegno economico.</p>
<p style="text-align:justify;">Ultimo spot dell’<em>Ecpac </em>(disponibilie sul sito <a href="http://www.ecpat.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=164&amp;Itemid=81">http://www.ecpat.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=164&amp;Itemid=81</a>) indirizzato al pubblico italiano e non cosi edulcorato come spesso succede nel nostro paese, è quello che ritrae un marito e padre di famiglia in una camera d’hotel che si lamenta con la moglie oltreoceano della pesantezza degli asiatici, dicendo poi che andrà subito a letto per la stanchezza. Dalla moglie si fa passare la figlia cui dice di tornare tra due giorni. Al cambio d’inquadratura invece si vede di spalle una bambina della quale l’uomo italiano abuserà di lì a poco. Lo spot è molto efficace e indicativo perché fa davvero vedere quello che spesso gli uomini fanno in viaggi apparentemente “di lavoro” che altro non sono che deplorevoli viaggi della vergogna.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>Alice Secchi</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/socialmediares.wordpress.com/3366/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/socialmediares.wordpress.com/3366/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/socialmediares.wordpress.com/3366/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/socialmediares.wordpress.com/3366/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/socialmediares.wordpress.com/3366/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/socialmediares.wordpress.com/3366/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/socialmediares.wordpress.com/3366/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/socialmediares.wordpress.com/3366/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/socialmediares.wordpress.com/3366/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/socialmediares.wordpress.com/3366/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/socialmediares.wordpress.com/3366/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/socialmediares.wordpress.com/3366/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/socialmediares.wordpress.com/3366/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/socialmediares.wordpress.com/3366/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialmediares.wordpress.com&amp;blog=12218479&amp;post=3366&amp;subd=socialmediares&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Morire per delle idee&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 12:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>socialmediares</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Il compito di un dottore è guarire i pazienti, il compito di un cantante è cantare. L&#8217;unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede&#8221; Anna Politkowskaja L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (1993) ha proclamato il 3 maggio la Giornata Mondiale per la Libertà di Stampa per condannare la repressione della libertà di opinione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialmediares.wordpress.com&amp;blog=12218479&amp;post=3221&amp;subd=socialmediares&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:right;">&#8220;Il compito di un dottore è guarire i pazienti, il compito di un cantante è cantare. L&#8217;unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede&#8221;</div>
<div style="text-align:right;">Anna Politkowskaja</div>
<p>L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (1993) ha proclamato il 3 maggio la Giornata Mondiale per la Libertà di Stampa per condannare la repressione della libertà di opinione e stimare il livello di oppressione nel mondo. Quest’anno l’argomento riguarda la libertà di stampa nell’era del digitale: <em>21st Century Media: New Frontiers, New Barriers</em>. Internet rappresenta infatti una nuova frontiera e allo stesso tempo una barriera che respinge la libertà di opinione perché va contro l&#8217;interesse dei potenti.</p>
<p><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/may2011-lr1.jpg"><span id="more-3221"></span><img class="aligncenter size-full wp-image-3342" title="MAY2011-lr" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/may2011-lr1.jpg?w=500&#038;h=353" alt="" width="500" height="353" /></a></p>
<p>L’immagine è quella del calendario <em>screen saver</em> 2011 del COSV (Comitato di Coordinamento delle Organizzazioni per il Servizio Volontario) realizzato dall’artista libanese Fouad Mezher. Essa mostra un uomo ridotto pelle e ossa, deforme, con la bocca serrata dalle sbarre che tiene in mano un foglio con lo stampo della sua dentatura. La sua bocca, ovvero le sue parole sono sulla carta ma essa è stata chiusa da sbarre di ferro ed egli denuncia la propria condizione spingendo in avanti la mano con cui tiene il foglio su cui giace la sua bocca muta, perché è stata censurata, gli è stata tolta fisicamente la possibilità di parlare attraverso la prigionia, la tortura e la morte. L’immagine è molto efficace e rende bene la reale condizione in cui si trovano i giornalisti incarcerati, torturati o uccisi per aver voluto esprimere la propria opinione.</p>
<p><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/immagine1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3355" title="immagine1" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/immagine1.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a><a href="http://rsfitalia.org/2010/12/30/il-bilancio-2010-di-reporters-sans-frontieres-giornalisti-nel-2010-obiettivi-e-merce-di-scambio/">http://rsfitalia.org/2010/12/30/il-bilancio-2010-di-reporters-sans-frontieres-giornalisti-nel-2010-obiettivi-e-merce-di-scambio/</a></p>
<p>Il calendario del mese di maggio viene riportato per intero e il giorno 3 maggio è cerchiato di rosso per ricordare la Giornata Mondiale per la Libertà di Stampa.</p>
<p>Secondo il bilancio 2010 di Reporters sans frontières il controllo sull&#8217;informazione che passa attraverso Internet è ormai un fenomeno accertato e la repressione da parte degli stessi governi sui cybernauti che cercano di superare i limiti imposti alla libertà di stampa attraverso le risorse offerte dalla Rete si manifesta in forme anche violente e repressive che violano i diritti dell&#8217;uomo.</p>
<ul>
<li><strong>Giornalisti:</strong>
<ul>
<li><strong>57 uccisi (25% in meno rispetto al 2009)</strong></li>
<li><strong>51 rapiti</strong></li>
<li><strong>535 arrestati</strong></li>
<li><strong>1.374 aggrediti o minacciati</strong></li>
<li><strong>127 fuggiti dal loro paese</strong></li>
</ul>
</li>
<li><strong>blogger e “cittadini della rete”</strong>
<ul>
<li><strong>152 arrestati</strong></li>
<li><strong>52 aggrediti</strong></li>
</ul>
</li>
<li><strong>504 media censurati</strong></li>
<li><strong>62 paesi colpiti dalla censura di Internet</strong></li>
</ul>
<div>Come emerge dai dati del rapporto i blogger e i &#8220;cittadini della rete&#8221;  fanno ormai parte della realtà giornalistica e usano Internet come risorsa per sfuggire alle maglie del controllo da parte del &#8220;potere&#8221;.</div>
<div>La tabella che segue riporta i dati riguardanti gli anni 2008-09:</div>
<div>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="118"></td>
<td width="130"><strong>2008</strong></td>
<td width="213"><strong>2009</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="348">Giornalisti uccisi</td>
<td width="118">60</td>
<td width="130">76</td>
<td width="213">+ 26 %</td>
</tr>
<tr>
<td width="348">Giornalisti arrestati</td>
<td width="118">673</td>
<td width="130">573</td>
<td width="213">- 14 %</td>
</tr>
<tr>
<td width="348">Giornalisti aggrediti o minacciati</td>
<td width="118">929</td>
<td width="130">1456</td>
<td width="213">+ 56 %</td>
</tr>
<tr>
<td width="348">Media censurati</td>
<td width="118">353</td>
<td width="130">570</td>
<td width="213">+ 61 %</td>
</tr>
<tr>
<td width="348">Giornalisti rapiti</td>
<td width="118">29</td>
<td width="130">33</td>
<td width="213">+ 13 %</td>
</tr>
<tr>
<td width="348">Blogger morti</td>
<td width="118">1</td>
<td width="130">1</td>
<td width="213">-</td>
</tr>
<tr>
<td width="348">Blogger o cyber-dissidenti arrestati</td>
<td width="118">59</td>
<td width="130">151</td>
<td width="213">+ 155 %</td>
</tr>
<tr>
<td width="348">Blogger aggrediti</td>
<td width="118">45</td>
<td width="130">61</td>
<td width="213">+ 35 %</td>
</tr>
<tr>
<td width="348">Paesi colpiti dalla censura di internet</td>
<td width="118">37</td>
<td width="130">60</td>
<td width="213">+ 62 %</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div>Secondo la Classifica 2010 della Libertà di Stampa (178 Paesi) tra i 4 Paesi del Bric (acronimo di Brasile, Russia, India e Cina) che sono oggi le maggiori potenze del Pianeta, in forte crescita economica, vi sono differenze significative in proposito. Il Brasile è 58°  e rispetto all&#8217;anno 2009 è salito di 12 posti, l&#8217;India al contrario è scalata di 17 posti e si colloca al 122° , la Russia occupa i posti più bassi della classifica e resta al 140° posto preceduta dalla Cina che si trova al 171°.</div>
<div>Reporters sans frontières mette in luce come crescita economica e sviluppo di una condizione di maggior rispetto dei diritti umani non vadano in parallelo ma rivelino anzi forti contraddizioni.</div>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/02/morire-per-delle-idee/"><img src="http://img.youtube.com/vi/QSoNTYUPlTs/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>Il video è stato promosso nel 2009 da varie organizzazioni che operano a livello mondiale per la difesa della libertà di parola. Un occhio esterno si cala attraverso le vie di una città attraversate dai nomi di giornalisti assassinati per essere andati contro il potere e ogni tanto si sofferma su un nome in particolare, vengono ricordati Anna Politkowskaja, giornalista russa, che ha lottato per i diritti umani, ha realizzato reportage dalla Cecenia e si è opposta all&#8217;operato del presidente Vladimir Putin, è stata assassinata il 7 ottobre 2006 per mano di un killer ancora sconosciuto; Alisher Sayipou, ucciso il 27 ottobre 2007 davanti al suo ufficio in Kirghizistan dove lottava contro la violazione dei diritti umani nel vicino Uzbekistan; Kenji Nagai, fotoreporter giapponese, ucciso il 27 settembre da un soldato mentre documentava una rivolta in Birmania; Anastasia Baburova, giornalista ucraina che ha investigato sui gruppi neonazisti ed è stata uccisa insieme all&#8217;avvocato Stanislav Markelov impegnato nella lotta per i diritti umani, il 19 gennaio 2009 a Mosca; Daniel Pearl, giornalista statunitense, ucciso in Pakistan il 1 febbraio 2002 e infine i tre giornalisti iracheni, Musab Mahmood Al-Ezawi, Ahmed Salim e Ihab Mud uccisi a Mosul il 13 settembre 2008. lo spot si conclude con il conteggio progressivo 827-828-829, che potrebbero corrispondere agli ultimi tre giornalisti uccisi, delle vittime della repressione della libertà di stampa a partire dal 20 dicembre 1993, anno in cui la Nazioni Unite hanno proclamato il 3 maggio <em>Word Press Freedom Day</em>.</p>
<p>Tra questi Kenji Nagai è stato fotografato da un collega mentre, con la macchina fotografica in mano, affrontava la morte di fronte ad un soldato. Il giornalista giapponese è stato ucciso perché documentava le rivolte anti-dittatoriali a Rangoon, Myamar (ex-Birmania) dai soldati mandati dal governo per reprimere la sommossa popolare in favore della democrazia.</p>
<p><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/deadphotog2709_468x338.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3360" title="deadphotog2709_468x338" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/deadphotog2709_468x338.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p>La mappa che segue è stata realizzata dalla Freedom House, un&#8217;organizzazione statunitense che porta avanti azioni per la difesa dei diritti umani nel mondo. Essa mette in relazione le cifre relative alla popolazione nel mondo con la libertà di stampa. Le aree verdi sono state definite libere dal rapporto 2007 di Freedom House, quelle gialle sono libere solo in parte mentre le blu sono le zone di oppressione.</p>
<p><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/3331133360_8952d466681.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3248" title="3331133360_8952d46668" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/3331133360_8952d466681.jpg?w=500&#038;h=254" alt="" width="500" height="254" /></a></p>
<p>Il video che segue riprende le stesse modalità di analisi e risale al 2011:</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/02/morire-per-delle-idee/"><img src="http://img.youtube.com/vi/UvVL2bn3fLc/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/wpfd2011-300x199.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3246" title="WPFD2011-300x199" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/wpfd2011-300x199.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p>La Knight Foundation vuole celebrare il World Press Freedom Day per la prima volta negli U.S.A.</p>
<p>La Fondazione è un’organizzazione privata, non-profit, che investe sulla difesa della libertà di stampa nei luoghi in cui i fratelli Knight possiedono giornali e ha iniziato la sua azione istituendo il Knight Memorial Education Fund per finanziare gli studenti disagiati attraverso la vendita dei giornali.</p>
<p>Nel 2010 l&#8217;UNESCO Guillermo Cano World Press Freedom Prize è stato vinto da Mónica González Mujica, giornalista cilena che ha lottato contro il regime di Pinochet e ha subito per questo l&#8217;esilio, la prigionia e la tortura.</p>
<p>Nel 2011 l&#8217;UNESCO ha assegnato il Premio al giornalista iraniano Ahmad Zeidabadi che sta scontando una pena di sei anni con l&#8217;accusa di aver lottato contro il regime.</p>
<p>Il Rapporto Annuale 2010 di Amnesty International mette in rilievo i seguenti dati:</p>
<p><strong>81 paesi</strong>, tra i quali sette membri del G20, non hanno ratificato lo <strong>Statuto della Corte penale internazionale</strong></p>
<p>In almeno <strong>111 paesi</strong> si sono verificate <strong>torture o altre forme di maltrattamento</strong></p>
<p>In almeno <strong>61 paesi</strong> i responsabili delle <strong>torture</strong> sono rimasti impuniti</p>
<p>In almeno <strong>55 paesi</strong> sono stati celebrati <strong>processi iniqui</strong></p>
<p>In almeno <strong>96 paesi</strong> la <strong>libertà d&#8217;espressione</strong> è stata sottoposta a restrizioni</p>
<p>In almeno <strong>48 paesi</strong><strong> </strong>sono stati incarcerati <strong>prigionieri di coscienza</strong></p>
<p>In <strong>18 paesi</strong> hanno avuto luogo <strong>esecuzioni</strong> di condanne a morte</p>
<p>In <strong>56 paesi</strong> sono state emesse <strong>condanne a morte</strong></p>
<p><strong>Processi iniqui</strong> sono stati celebrati nel 35% dei 159 paesi citati nel Rapporto annuale e nel 47% dei paesi del G20*</p>
<p><strong>La libertà d&#8217;espressione</strong> è stata sottoposta a restrizioni nel 60% dei 159 paesi citati nel Rapporto annuale e nel 53% dei paesi del G20*</p>
<p><strong>Prigionieri di coscienza</strong> sono stati incarcerati nel 30% dei 159 paesi citati nel Rapporto annuale e nel 42% dei paesi del G20*</p>
<p>*ai fini di questo documento, l&#8217;espressione G20 si riferisce a 19 paesi, escludendo l&#8217;Unione europea.</p>
<p><a href="http://www.amnesty.it/Rapporto-Annuale-2010/dati-percentuali">http://www.amnesty.it/Rapporto-Annuale-2010/dati-percentuali</a></p>
<p><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/cina_-_free_liu_xiaobo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3267" title="CINA_-_Free_Liu_Xiaobo" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/cina_-_free_liu_xiaobo.jpg?w=500" alt=""   /></a>Di questi fa parte la Cina che è stata in più occasioni sottoposta a pressioni a causa delle ripetute violazioni della libertà di espressione ma il suo potere sta nel finanziamento del debito pubblico americano che dipende dagli investimenti cinesi e non può dunque agire oltre i propri interessi nei confronti del &#8220;drago rosso&#8221;.</p>
<p>Emblematico il caso dell&#8217;intellettuale cinese Liu Xiaobo, insignito del premio Nobel per la Pace nel 2010, mentre si trovava in carcere con l&#8217;accusa di &#8220;incitamento alla sovversione del potere dello Stato&#8221;.</p>
<p>I giochi olimpici hanno rappresentato un&#8217;occasione per fare appello pubblicamente allo Stato cinese, ma non hanno sortito alcun effetto concreto.</p>
<p>Per tornare in Italia, quella che segue è una Campagna realizzata dalla Fondazione Pubblicità Progresso che risale al 1973 e si rivolge direttamente al &#8220;dittatore di turno&#8221; mettendolo al corrente della sua ridicola condizione di solitudine.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/02/morire-per-delle-idee/"><img src="http://img.youtube.com/vi/YsipSh3EVF0/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>Il 3 maggio a Valencia, la direttrice dell&#8217;Unità, Concita de Gregorio, riceverà il PREMIOS LIBERTAD DE EXPRESIÓN 2011, per la lotta condotta insieme ad altri quotidiani contro &#8220;<em>el sistema establecido por Silvio Berlusconi</em>&#8220;.</p>
<p><a href="http://diversitatfuncional.blogspot.com/2011/03/premios-libertad-de-expresion.html">http://diversitatfuncional.blogspot.com/2011/03/premios-libertad-de-expresion.html</a></p>
<p>Nella Classifica di Reporters sans frontierès 2010 (178 Paesi) l&#8217;Italia si trova al 49° posto a causa del conflitto di interesse del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, politico-imprenditore, &#8220;proprietario del gruppo Fininvest, che detiene partecipazioni nei settori televisivo (Mediaset), editoriale (Arnoldo Mondadori Editore), assicurativo/bancario (Mediolanum), sportivo (Milan) e teatrale (Teatro Manzoni)&#8221;.</p>
<p>(<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Conflitto_di_interessi#Il_conflitto_di_interessi_di_Silvio_Berlusconi">http://it.wikipedia.org/wiki/Conflitto_di_interessi#Il_conflitto_di_interessi_di_Silvio_Berlusconi</a>)</p>
<p>Anche il in Italia potremmo festeggiare i nostri eroi della libertà di stampa!</p>
<p>Marta Gabriel</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/socialmediares.wordpress.com/3221/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/socialmediares.wordpress.com/3221/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/socialmediares.wordpress.com/3221/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/socialmediares.wordpress.com/3221/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/socialmediares.wordpress.com/3221/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/socialmediares.wordpress.com/3221/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/socialmediares.wordpress.com/3221/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/socialmediares.wordpress.com/3221/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/socialmediares.wordpress.com/3221/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/socialmediares.wordpress.com/3221/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/socialmediares.wordpress.com/3221/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/socialmediares.wordpress.com/3221/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/socialmediares.wordpress.com/3221/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/socialmediares.wordpress.com/3221/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialmediares.wordpress.com&amp;blog=12218479&amp;post=3221&amp;subd=socialmediares&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Chi trova un amico trova un tesoro.</title>
		<link>http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/02/chi-trova-un-amico-trova-un-tesoro/</link>
		<comments>http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/02/chi-trova-un-amico-trova-un-tesoro/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 May 2011 23:06:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>socialmediares</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione Sociale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://socialmediares.wordpress.com/?p=3261</guid>
		<description><![CDATA[Campagne contro l’abbandono degli animali.  Grazie alla legge 189 del 2004, chi uccide o abbandona un animale rischia il carcere. Questo gesto, infatti, è divenuto un reato punibile dalla legge con l’arresto fino ad un anno di carcere e con un’ammenda da 1000 a 10.000 euro. Non esistono significative indagini statistiche e quindi è impossibile [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialmediares.wordpress.com&amp;blog=12218479&amp;post=3261&amp;subd=socialmediares&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Campagne contro l’abbandono degli animali.</p>
<p><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/pict0038.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3266" title="PICT0038" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/pict0038.jpg?w=500&#038;h=375" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p> Grazie alla legge 189 del 2004, chi uccide o abbandona un animale rischia il carcere. Questo gesto, infatti, è divenuto un reato punibile dalla legge con l’arresto fino ad un anno di carcere e con un’ammenda da 1000 a 10.000 euro. Non esistono significative indagini statistiche e quindi è impossibile fornire dati certi sul fenomeno; sicuramente ogni anno, e non solo in estate, gli animali abbandonati sono centinaia di migliaia e appartengono ad un altissimo numero di specie: cani, gatti, conigli, uccelli, pesci, criceti, tartarughe, furetti, iguana, porcellini d’India, serpenti, persino asini, maialini e piccoli uccelli. Solo i cani e i gatti abbandonati si pensa raggiungano ogni anno il numero di 150.000.</p>
<p>L’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) <a href="http://www.enpa.it">www.enpa.it</a> è la più antica e una delle più grandi associazioni animaliste italiane. È diffusa capillarmente in tutto il territorio. E’ un Ente Morale, Associazione non lucrativa di utilità sociale ed è riconosciuta Associazione di Tutela Ambientale dal Ministero dell’Ambiente. Ogni anno promuove, sia attraverso le sedi nazionali che quelle regionali, numerose campagne pubblicitarie contro l’abbandono degli animali, campagne veicolate attraverso stampa, radio e tv.</p>
<p>Campagna ENPA 2005.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/02/chi-trova-un-amico-trova-un-tesoro/"><img src="http://img.youtube.com/vi/xeBoJ4yCklM/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>Gli spot dell’ENPA sono sempre molto forti, caratterizzati da un linguaggio provocatorio e accusatorio ma che, contemporaneamente, vogliono anche toccare il lato sensibile di chi guarda. In questo video un giovane uomo sembra muoversi all’interno di un canile. Ma, dopo un veloce cambio d’inquadratura, appare evidente che siamo in un carcere e che la gabbia è per lui e non per i cani. Questa è una campagna ideata con il patrocinio di Pubblicità Progresso. Lo spot è molto inquietante e, a livello emotivo, rende molto l’idea del cambio di prospettiva e il capovolgimento della situazione. Alla fine del video l’informazione sulla legge 189/04 è resa con parole dattiloscritte su un foglio da una vecchia macchina da scrivere, accompagnata da una musica incalzante che sottintende i battiti dei tasti della macchina stessa. In questo caso diviene molto efficace il tono accusatorio e il tentativo di suscitare sensi di colpa.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/02/chi-trova-un-amico-trova-un-tesoro/"><img src="http://img.youtube.com/vi/xW1uNQY00tI/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>Anche questo spot, sempre ENPA ma per il 2007, è altrettanto crudo, sebbene meno violento in quanto vi sono accuse meno dirette; si cerca piuttosto di ricreare una situazione abbastanza comune utilizzando il paradosso, facendo uso di un’amara ironia.</p>
<p><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/seduto-cuccia-muori1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3300" title="seduto cuccia muori" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/seduto-cuccia-muori1.jpg?w=213&#038;h=300" alt="" width="213" height="300" /></a></p>
<p>L’OCIM, (Osservatorio Cinologico Multidisciplinare del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali) istituito nel 2001 dal Ministro Pecoraro Scanio, in seguito alla L. 189/04, lancia una campagna di comunicazione partita a Luglio 2005 e terminata a fine Agosto, che aveva lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’abbandono degli animali, divenuto un gesto penale. Lo slogan della Campagna si presentava molto scioccante e di forte suscettibilità emotiva: “Seduto. Cuccia. Muori.” Utilizzare dei comandi utili ed innocui e compararli con quello finale, terribile , sottolinea l’obbedienza cieca del cane al suo padrone e la sua fiducia anche quando lo si manda a morire. Le locandine erano esposte negli autogrill e anche Radio Italia trasmetteva lo spot radiofonico ideato da alcuni cantanti come Francesco Renga, Massimo Di Cataldo, DJ Francesco e tanti altri. Coinvolgere come testimonial dei personaggi ammirati e seguiti dal pubblico si rivela spesso una strategia vincente.</p>
<p>La LAV, (Lega Antivivisezione) <a href="http://www.lav.it">www.lav.it</a> è nata nel 1977 e si batte contro ogni forma di sfruttamento e violenza sugli animali, sull’ambiente e sugli ecosistemi e per il rispetto del diritto alla vita di ogni essere vivente. E’ un Ente Morale e una Onlus. Anche la LAV ha prodotto numerose campagne di successo. Nel 2010 ne ha patrocinato due, molto differenti tra loro ma altrettanto efficaci.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/02/chi-trova-un-amico-trova-un-tesoro/"><img src="http://img.youtube.com/vi/_cOPWseOjZw/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>Il primo video contro l’abbandono è un video bellissimo, molto divertente se non fosse per l’argomento che tratta, in cui viene ripetuto lo schema di tanti film dove gli animali parlano direttamente agli uomini, minimizzando, attraverso scene di vita familiare, i disordini che può provocare un cane in una casa. L’invito forte che gli animali rivolgono agli uomini è quello di non abbandonarli. Loro non lo farebbero mai. </p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/02/chi-trova-un-amico-trova-un-tesoro/"><img src="http://img.youtube.com/vi/u5Knl6W8FCI/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>Il secondo video è vincitore del Premio Speciale SIAE 2009 per l’impegno sociale e, a differenza di molti video studiati per vincere dei premi e che quindi celebrano solo se stessi, questo video risulta veramente convincente. Il cantante Paolo Belli ha scritto la canzone “Una piccola bestia di razza di cane” collaborando con la LAV e inserendola nel suo nuovo CD, devolvendo inoltre parte degli incassi all’associazione. Il brano fa da sfondo a due differenti prospettive della stessa storia. La storia è girata a colori quando è proposta dal punto di vista  dell’uomo e racconta la vicenda dell’uomo che lo cerca, che poi è l’autore stesso. Quando narra la vicenda del cane, è girata in bianco e nero, dal punto di vista “canino”; tutta la storia narra di un padrone che cerca il suo cane e di un cane che riesce a scappare e forse ritrova la strada di casa. Si avvale dell’interpretazione di numerosi nomi dello spettacolo, volti noti che hanno gratuitamente collaborato alla realizzazione del video. Molto toccante, emozionante. Bellissimo.</p>
<p>Accanto a quelle che sono le numerose associazioni riconosciute a livello nazionale ed internazionale, vi sono molti video e campagne di sensibilizzazione promosse da privati cittadini amanti degli animali, video amatoriali che hanno come unico veicolo la rete. Si tratta di video che godono di molta libertà stilistica, che a volte sono veramente girati con pochi mezzi per cui il livello qualitativo è molto basso. Anche il lessico è volutamente forte e utilizza parole violente e spesso anche scurrili. Siamo di fronte ad esempi di comunicazione irriverente, accusatoria, che si serve dello scandalo come mezzo di comunicazione o che semplicemente si rivolge ad un target giovanile che non utilizza per comunicare nessun eufemismo o edulcoramento della realtà.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/02/chi-trova-un-amico-trova-un-tesoro/"><img src="http://img.youtube.com/vi/LhKv_TwdgfY/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Un esempio di questo metodo comunicativo è dato dal video contro l’abbandono degli animali andato in onda su internet la prima volta nel 2008. Per questo video sono stati utilizzati diversi codici comunicativi: comicità, ironia, spiegazione, accusa. In principio i due sempliciotti che si scambiano battute e notizie fanno sorridere, finchè non abbandonano il cane in autostrada; a questo punto si cambia registro e una voce fuori campo si rivolge agli animali invitandoli a non fidarsi degli uomini. Poi la spiegazione, in tono serio ed educativo infine l’accusa, forte, esplicita, accompagnata da un’inquadratura inequivocabile.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/02/chi-trova-un-amico-trova-un-tesoro/"><img src="http://img.youtube.com/vi/x6gc7gw87AA/2.jpg" alt="" /></a></span> </p>
<p>Ed infine questo video dei Baypass Project, compositori/musicisti trevigiani. Essi hanno composto questa canzone per il loro ultimo album. Anche il video è di loro proprietà ma lo rendono pubblico gratuitamente pregando chi lo guarda di dargli massima visibilità, con lo scopo di attivare una campagna sociale contro il fenomeno dell’abbandono. Per fortuna, oltre alle “persone” che hanno il coraggio di abbandonare un animale, ve ne sono altre, e sono moltissime di più, che li amano e che si danno da fare per combattere questo terribile costume.</p>
<p>Felicita Careddu</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/socialmediares.wordpress.com/3261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/socialmediares.wordpress.com/3261/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/socialmediares.wordpress.com/3261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/socialmediares.wordpress.com/3261/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/socialmediares.wordpress.com/3261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/socialmediares.wordpress.com/3261/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/socialmediares.wordpress.com/3261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/socialmediares.wordpress.com/3261/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/socialmediares.wordpress.com/3261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/socialmediares.wordpress.com/3261/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/socialmediares.wordpress.com/3261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/socialmediares.wordpress.com/3261/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/socialmediares.wordpress.com/3261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/socialmediares.wordpress.com/3261/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialmediares.wordpress.com&amp;blog=12218479&amp;post=3261&amp;subd=socialmediares&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Shock Adversting &amp; Ambient Adversting: cosa si è disposti a fare per attirare l&#8217;attenzione (PARTE DOS)</title>
		<link>http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/01/shock-adversting-ambient-adversting-cosa-si-e-disposti-a-fare-per-attirare-lattenzione-parte-dos/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2011 22:28:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>socialmediares</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[“Cosa dobbiamo fare per avere la tua attenzione? Preparati”: è lo slogan della campagna attuata dalla Croce Rossa di San Francisco per sensibilizzare la popolazione della zona sul pericolo dei terremoti. Questa iniziativa sfrutta, unendole insieme, le tecniche di shock e ambient adversting per creare un messaggio che scuota i suoi destinatari e, al contempo, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialmediares.wordpress.com&amp;blog=12218479&amp;post=3268&amp;subd=socialmediares&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Cosa dobbiamo fare per avere la tua attenzione? Preparati</em>”: è lo slogan della campagna attuata dalla Croce Rossa di San Francisco per sensibilizzare la popolazione della zona sul pericolo dei terremoti. Questa iniziativa sfrutta, unendole insieme, le tecniche di <em>shock</em> e <em>ambient adversting</em> per creare un messaggio che scuota i suoi destinatari e, al contempo, che sia fortemente penetrante; attraverso delle installazioni mobili posizionate davanti agli edifici più importanti e conosciuti di diverse città, si vogliono mostrare alla popolazione della Bay Area alcuni scenari apocalittici che potrebbero verificarsi in caso di terremoto: le immagini estremamente violente hanno non solo l&#8217;obiettivo di attirare l&#8217;attenzione dei passanti, ma puntano soprattutto a smuovere le coscienze delle persone portandole ad una più seria riflessione sull&#8217;argomento; la scelta di diffondere queste immagini attraverso delle installazioni di ambient, poi, è funzionale alla diffusione del messaggio negli ambienti più vari e visibili, e questo porta ovviamente ad un aumento del potenziale di penetrazione della campagna.</p>
<p><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/imm1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3274" title="imm1" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/imm1.jpg?w=500" alt=""   /></a><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/imm2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3275" title="imm2" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/imm2.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p><span id="more-3268"></span></p>
<p>Spesso e volentieri, <em>shock adversting</em> e <em>ambient adversting</em> vengono sfruttate per creare delle campagne che hanno come tema centrale la prevenzione degli incidenti stradali.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3276" title="imm3" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/imm3.jpg?w=500" alt=""   /></p>
<p>Un esempio di shock adversting può essere la campagna dell&#8217;associazione venezuelana fondata da Jacqueline Saburido, la donna che dopo essere rimasta sfigurata dopo un incidente stradale ha offerto il suo volto alla lotta contro la guida in stato d&#8217;ebbrezza: l&#8217;immagine del suo volto orribilmente mutilato è il fulcro del messaggio che la campagna vuole trasmettere, e lo shock che questa provoca ne è la cifra assoluta.</p>
<p>Quando l&#8217;intento di scuotere attraverso le immagini si realizza sfruttando le modalità dell&#8217;ambient adversting, la risonanza del messaggio aumenta notevolmente.</p>
<p>Si vedano ad esempio queste due campagne, una portoghese e una proveniente dall&#8217;est Europa:</p>
<p><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/imm4.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3281" title="imm4" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/imm4.jpg?w=300&#038;h=248" alt="" width="300" height="248" /></a><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/imm5.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3282" title="imm5" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/imm5.jpg?w=300&#038;h=255" alt="" width="300" height="255" /></a></p>
<p>entrambe si concentrano sulla prevenzione degli incidenti stradali, ma anziché utilizzare tecniche “tradizionali”, preferiscono colpire in maniera clamorosa i destinatari, e uniscono quindi delle immagini estremamente forti a messaggi chiari e semplici, ma anche grottescamente ironici.</p>
<p>Il primo caso è quello della campagna portoghese “<em>Atravesse na faixa</em>” (“Attraversa sulle strisce”), che ha deciso di motivare i pedoni ad utilizzare le strisce pedonali attraverso questo ambient adversting decisamente “splatter”: sui parabrezza dei mezzi pubblici è stato raffigurato un uomo letteralmente spiaccicato, con tanto di sangue, che rappresenta l&#8217;unica alternativa possibile per chi decide di non seguire il “consiglio” trasmesso dal messaggio.</p>
<p>La seconda campagna è, come se fosse possibile, ancora più grottesca: un enorme manifesto raffigura un uomo infilzato per metà in una parete, presumibilmente scaraventato a seguito di un incidente stradale; il messaggio dice (più o meno) “<em>Se ti distrai alla guida, il prossimo potresti essere tu</em>”: una campagna che si basa non solo sull&#8217;idea di prevenzione, quindi, ma anche e soprattutto sulla scossa provocata dall&#8217;immagine e dallo slogan che la accompagna, oltre che sulla riflessione che queste dovrebbero provocare.</p>
<p>Molto spesso i bambini diventano i protagonisti di campagne sociali di shock adversting, non solo quando si tratta di argomenti che li riguardano da vicino, ma spesso come simboli di innocenza, di vita o di futuro.<a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/imm6.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3285" title="imm6" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/imm6.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p>È il caso di questa campagna prodotta dal WWF per sensibilizzare ad un maggiore rispetto del pianeta Terra: un bambino è servito su un piatto con una mela in bocca (immagine che riporta alla mente il classico maialetto al latte delle tavole natalizie americane), e rappresenta l&#8217;allegoria di quel futuro che l&#8217;umanità “consuma” e mette ogni giorno in pericolo. Il messaggio è costruito interamente sulla metafora visiva; in questo caso però essa sembra non esprimere pienamente il concetto, ma anzi sembra volerlo superare e nascondere dietro l&#8217;ambiguità dell&#8217;immagine stessa.</p>
<p><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/imm7.jpg"><img class="size-medium wp-image-3286 alignleft" title="imm7" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/imm7.jpg?w=225&#038;h=300" alt="" width="225" height="300" /></a>Questa seconda campagna riguarda invece un argomento più vicino ai bambini, ovvero quello delle violenze nell&#8217;ambiente familiare: proprio per questo si è scelto di utilizzare un bambino per l&#8217;immagine, e proprio per questo si è scelto di frantumargli gli arti. L&#8217;immagine estremamente shockante che ne viene fuori è accompagnata da uno slogan terribile: “<em>Puoi perdere più della tua pazienza</em>”; questa commistione fa si che il messaggio sia di grande incidenza.</p>
<p><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/imm8.jpg"><img class="size-medium wp-image-3289 alignright" title="imm8" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/imm8.jpg?w=197&#038;h=300" alt="" width="197" height="300" /></a></p>
<p>In questa campagna di sensibilizzazione al tema della fame nei paesi sottosviluppati si è scelto di unire shock e ambient adversting per creare dei carrelli animati che riportano sul fondo l&#8217;immagine di un bambino di colore raffigurato nell&#8217;atto di chiedere l&#8217;elemosina: le sue mani protese, i suoi occhioni sofferenti e la sporcizia sul suo viso servono a creare forti sentimenti di pietà; in più generano una serie di sensi di colpa che costituiscono la base della riflessione che la campagna mira a provocare.</p>
<p>Insomma, da questa piccolissima panoramica su alcune delle campagne sociali che sfruttano le tecniche dello <em>shock</em> e dell&#8217;<em>ambient adversting</em>, si può notare come la comunicazione sociale sia spesso disposta a superare i limiti della “decenza” per far sì che la trasmissione dei suoi messaggi sia più incisiva e penetrante possibile; è però vero che concentrarsi su uno stile shockante la porta altrettanto spesso ad allontanarsi dal tema affrontato: capita a volte così che la cifra dell&#8217;immagine scelta metta in secondo piano il messaggio che essa deve esprimere, facendo sì che esso perda molta della sua incisività.</p>
<p>Francesca Vargiu</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/socialmediares.wordpress.com/3268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/socialmediares.wordpress.com/3268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/socialmediares.wordpress.com/3268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/socialmediares.wordpress.com/3268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/socialmediares.wordpress.com/3268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/socialmediares.wordpress.com/3268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/socialmediares.wordpress.com/3268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/socialmediares.wordpress.com/3268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/socialmediares.wordpress.com/3268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/socialmediares.wordpress.com/3268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/socialmediares.wordpress.com/3268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/socialmediares.wordpress.com/3268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/socialmediares.wordpress.com/3268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/socialmediares.wordpress.com/3268/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialmediares.wordpress.com&amp;blog=12218479&amp;post=3268&amp;subd=socialmediares&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Dignità Imprigionate</title>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2011 22:01:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>socialmediares</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[« E di&#8217; alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciar scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare i loro ornamenti ad altri che ai loro mariti, ai loro padri, ai padri dei loro mariti, ai loro [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialmediares.wordpress.com&amp;blog=12218479&amp;post=3249&amp;subd=socialmediares&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/burqa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3250" title="Two women, one wearing the niqab, a veil worn by the most conservative Muslims that exposes only a woman's eyes, right, walk side by side, in the Belsunce district of downtown Marseille, central France, Friday June 19, 2009. The French government's spokesman says he favors the creation of a parliamentary commission to study the small but growing trend of burqa wear in France. Luc Chatel says the commission could possibly propose legislation aimed at banning the burqa and other fully covering garments worn by some Muslim women. (AP Photo/Claude Paris)" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/burqa.jpg?w=218&#038;h=300" alt="" width="218" height="300" /></a></p>
<p align="right"><strong>«</strong> E di&#8217; alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciar scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare i loro ornamenti ad altri che ai loro mariti, ai loro padri, ai padri dei loro mariti, ai loro figli, ai figli dei loro mariti, ai loro fratelli, ai figli dei loro fratelli, ai figli delle loro sorelle, alle loro donne, alle schiave che possiedono, ai servi maschi che non hanno desiderio, ai ragazzi impuberi che non hanno interesse per le parti nascoste delle donne.<br />
E non battano i piedi, sì da mostrare gli ornamenti che celano.<br />
Tornate pentiti ad Allah tutti quanti, o credenti, affinché possiate prosperare. <strong>»</strong><br />
(Verso 31 della Sura XXIV)</p>
<p style="text-align:justify;">Il <strong><em>burqa</em></strong> è un indumento femminile che appartiene alla tradizione di alcuni paesi di religione islamica ed è principalmente diffuso in Afghanistan.</p>
<p style="text-align:justify;">Fu imposto per la prima volta nel 1900 dall’Habibullah (= Prediletto di Dio) allora regnante, per evitare che le 200 donne del suo harem inducessero in tentazione gli uomini. Inizialmente, quindi, diffuso tra i ceti più ricchi, divenne mano a mano sempre più di uso comune e oggi, con il regime dei Talebani, si vieta categoricamente a tutte le donne di mostrare il proprio volto.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-3249"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Ma vediamo le campagne che sono state realizzate sia a favore che contro l’uso del burqa.</p>
<p style="text-align:justify;"> <a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/lolipop-campaign.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3252" title="lolipop campaign" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/lolipop-campaign.jpg?w=300&#038;h=211" alt="" width="300" height="211" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">A prima vista, questa campagna intitolata “LOLLIPOP”, sembra realizzata a favore della prevenzione contro le malattie trasmesse attraverso rapporti sessuali non protetti (es. HIV, ecc.).</p>
<p style="text-align:justify;">In realtà nasce in seguito ad un allarmante studio pubblicato dall’ECWR (Centro per i Diritti della Donna Egiziana), in cui si dichiara che l&#8217;83% delle donne egiziane e il 98% delle donne straniere hanno subito molestie sessuali e che il 62% degli uomini egiziani intervistati ammette di avere violentato almeno una donna nella sua vita.</p>
<p style="text-align:justify;">In merito a ciò, si è pensato, quindi, di realizzare campagne contro questi terribili atti di violenza commessi da parte del genere maschile cercando, non di denunciare l’atto come qualcosa di orribile e sbagliato, ma facendo ricadere la colpa sulle vittime di queste vicende.</p>
<p style="text-align:justify;">Il messaggio della campagna, infatti, è il seguente &#8220;Non si possono fermare, ma è possibile proteggersi&#8221; ed esorta le donne a coprirsi per proteggersi ed evitare così le molestie da parte degli uomini.</p>
<p style="text-align:justify;">Tale dichiarazione è ancor più rafforzata dalle immagini utilizzate, che raffigurano due lecca-lecca: uno coperto e “al sicuro” e l’altro scoperto e “attaccato” dalle mosche.</p>
<p style="text-align:justify;"> La campagna “LOLLIPOP” viene diffusa tramite e-mail con mittente sconosciuto.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/campaigns.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3253" title="campaigns" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/campaigns.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Anche questa campagna è molto simile alla precedente. Diffusa via e-mail, ma anche su cartelloni pubblicitari, mostra due caramelle analoghe ai lecca-lecca precedentemente analizzati. Tuttavia, qui il riferimento è ancora più esplicito in quanto si mostra, sul retro della caramella “coperta”, l’immagine di una donna velata e, sul retro della caramella scartata e attaccata dalle mosche, due donne con capelli sciolti e un tipo di abbigliamento qui concepito come immorale. Inoltre, il messaggio che si manda è il seguente &#8220;O indossi un velo per proteggerti dagli sguardi o vieni molestata&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Queste campagne, indipendentemente dal tipo di messaggio che vogliono inviare (a mio avviso nemmeno commentabile), non hanno tenuto conto di un altro importantissimo dato ossia che la maggior parte delle donne che sono state molestate erano velate. E ciò la dice lunga su come queste imposizioni nascano, in realtà, soltanto da una forma di dittatura patriarcale e maschilista e niente più.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma vediamo ora alcuni esempi di campagne nate a favore dei diritti delle donne, in merito all’utilizzo del burqa.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/france.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3254" title="france" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/france.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p style="text-align:justify;">In Francia, l’11 ottobre del 2010 è uscita una legge che vieta di indossare questo tipo di “capo d’abbigliamento” e nello specifico di nascondere il proprio volto quando si è in pubblico.</p>
<p style="text-align:justify;">Questa legge è entrata in vigore effettivamente l’11 aprile c.a. e a tal proposito è stata realizzata questa campagna che riporta il seguente messaggio: &#8220;La Repubblica si vive a viso scoperto. In tutti i luoghi pubblici: per le strade, nei mezzi di trasporto, nei negozi e nei centri commerciali, nelle scuole, negli uffici postali, negli ospedali, nei tribunali, negli uffici amministrativi… Nessuna persona, in pubblico, può indossare abiti progettati per nascondere il proprio volto&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/a_visoscoperto.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3256" title="a_visoscoperto" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/a_visoscoperto.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Anche in Italia ci si è mossi da poco riguardo a questo argomento. Nello specifico, il Comune di Sassuolo ha attivato la campagna “A viso scoperto”, nata agli inizi dell’aprile del c.a. con l’obiettivo di cercare di promuovere una legge che imponga il divieto del burqa in tutta la nostra nazione.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/20044d7bc7db48ea1b8c0af28c54270b-small.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3257" title="20044d7bc7db48ea1b8c0af28c54270b.small" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/20044d7bc7db48ea1b8c0af28c54270b-small.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Anche il leader del Partito della Libertà olandese, Geert Wilders, ha cercato di vietare il burqa nel suo Paese. In una sua intervista egli asserisce che “indossare il burqa è il segnale di una cultura arretrata che reprime le donne e le considera inferiori agli uomini”. Ed è proprio per questo motivo che ne propose il divieto assoluto.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/burka1_fondo-magazine.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3258" title="burka1_fondo-magazine" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/burka1_fondo-magazine.jpg?w=300&#038;h=212" alt="" width="300" height="212" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Riporto inoltre la campagna realizzata dall’International Society for Human Rights (ISHR) in cui si legge il seguente messaggio “Fermiamo l’oppressione delle donne nel mondo islamico”. L’immagine che viene scelta è quella di due occhi dietro una grata, paragonando il burqa ad una prigione. Peccato solo che manchino dei dati che ci informino sulla situazione attuale e su come poter agire per evitare questo tipo di violenze.</p>
<p style="text-align:justify;">Infine vorrei citare due esempi di come due importanti riviste, quali P-Magazine e MarieClaire, scelgano di affrontare questa problematica. Il primo, infatti, decise di distribuire i vari numeri in uscita all’interno di un sacchetto nero (di cui offrì 100.000 copie) con una fessura centrale in corrispondenza degli occhi della modella in copertina, mentre il secondo scelse di farlo, in maniera analoga, creando una sorta di “maschera” alla prima pagina.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/p_sac_en.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3259" title="p_sac_en" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/p_sac_en.jpg?w=300&#038;h=212" alt="" width="300" height="212" /></a><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/immagine.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3263" title="Immagine" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/immagine.jpg?w=500&#038;h=251" alt="" width="500" height="251" /></a></p>
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:right;"><strong>Elisa Pucci</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/socialmediares.wordpress.com/3249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/socialmediares.wordpress.com/3249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/socialmediares.wordpress.com/3249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/socialmediares.wordpress.com/3249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/socialmediares.wordpress.com/3249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/socialmediares.wordpress.com/3249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/socialmediares.wordpress.com/3249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/socialmediares.wordpress.com/3249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/socialmediares.wordpress.com/3249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/socialmediares.wordpress.com/3249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/socialmediares.wordpress.com/3249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/socialmediares.wordpress.com/3249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/socialmediares.wordpress.com/3249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/socialmediares.wordpress.com/3249/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialmediares.wordpress.com&amp;blog=12218479&amp;post=3249&amp;subd=socialmediares&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Two women, one wearing the niqab, a veil worn by the most conservative Muslims that exposes only a woman&#039;s eyes, right, walk side by side, in the Belsunce district of downtown Marseille, central France, Friday June 19, 2009. The French government&#039;s spokesman says he favors the creation of a parliamentary commission to study the small but growing trend of burqa wear in France. Luc Chatel says the commission could possibly propose legislation aimed at banning the burqa and other fully covering garments worn by some Muslim women. (AP Photo/Claude Paris)</media:title>
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		<title>De-etnicizzazione somatica: la globalizzazione sulla pelle</title>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2011 20:03:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>socialmediares</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[In Asia e Africa è boom di cosmetici sbiancanti e chirurgia estetica etnica, specializzata, cioè, nell’occidentalizzazione dei tratti somatici. Se è vero che l’imposizione di un unico canone di bellezza riguarda tutto il mondo, come testimoniano il business globale della esthetic surgery e la preoccupante diffusione di disturbi alimentari quali anoressia e bulimia, il culto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=socialmediares.wordpress.com&amp;blog=12218479&amp;post=3228&amp;subd=socialmediares&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Asia e Africa è boom di cosmetici sbiancanti e chirurgia estetica etnica, specializzata, cioè, nell’occidentalizzazione dei tratti somatici.</p>
<p>Se è vero che l’imposizione di un unico canone di bellezza riguarda tutto il mondo, come testimoniano il business globale della <em>esthetic surgery </em>e la preoccupante diffusione di disturbi alimentari quali anoressia e bulimia, il culto della perfezione fisica nei Paesi orientali e africani  ha subito negli ultimi anni una drammatica degenerazione.</p>
<p>Quando si parla di razzismo si propende a contestualizzare il fenomeno in Occidente, senza tener conto che in uno Stato come l’India, tra le potenze economiche che svolgeranno un ruolo di primo piano a livello internazionale nel prossimo futuro,  ancora oggi l’appartenenza ad una casta è spesso dettata dal colore della pelle.</p>
<p>La discriminazione razziale nelle ex Colonie è una realtà di cui si parla poco, per assecondare il grande mercato che vi dietro.</p>
<p>Le radici concettuali della carnagione diafana come pura, vergine e positiva sono ovviamente antiche e collegate all’interpretazione spirituale del bianco nell’iconografia di tutte le religioni.</p>
<p>Tuttavia la globalizzazione ha contribuito ad alimentare queste credenze vetuste, attraverso i regimi culturali che essa ha imposto in queste regioni, spodestando o influenzando i sistemi locali.</p>
<p>È soprattutto il corpo femminile a subirne le conseguenze. Così assistiamo a casi di donne pakistane, cinesi, thailandesi disposte a ricorrere ad aggressive creme sbiancanti, a volte molto pericolose per la salute, pur di compiacere il volere dell’uomo e i suoi modelli estetici.</p>
<p>In particolare, i corticosteroidi topici e l’idroquinone, agenti chimici basilari in questi tipi di prodotti, possono causare bruciori, acne, ma anche diabete e gravi disfunzioni ormonali fino alla sterilità.</p>
<p>Altrettanto allarmante è la situazione tra gli immigrati di colore, soprattutto spagnoli e francesi.</p>
<p>Secondo un’indagine promossa dal comune di Parigi, circa il 20% delle donne di origine africana che abitano nella capitale, utilizza cosmetici illegali e dannosi per schiarire la pelle.<a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/blanchiment_peau0611093001.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3241" title="Blanchiment_Peau061109300" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/blanchiment_peau0611093001.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p><span id="more-3228"></span>Nasce così nel 2009 la campagna ”Séduire oui, se détruir non”, “Sedurre sì, distruggersi no”, promossa dal gruppo comunista del consiglio parigino, e indirizzata alle giovani donne di colore, affinché riacquistino consapevolezza del proprio aspetto e conoscano i danni della depigmentazione epidermica.<a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/sc3a9duire-oui-se-dc3a9truire-non-spot-mairie-paris.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3229" title="séduire-oui-se-détruire-non-spot-mairie-paris" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/sc3a9duire-oui-se-dc3a9truire-non-spot-mairie-paris.jpg?w=300&#038;h=236" alt="" width="300" height="236" /></a><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/015022011181557000000aya-cissoko.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3231" title="015022011181557000000aya-cissoko" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/015022011181557000000aya-cissoko.jpg?w=300&#038;h=171" alt="" width="300" height="171" /></a></p>
<p>Sono stati affissi manifesti e diffusi opuscoli informativi in tutti i luoghi più frequentati dalla comunità afro, ed infine il 7 novembre ha preso vita, nel 18 <em>arrondissement,</em> l’evento “Beauté ébène” “Bellezza color ebano”, con la partecipazione di volti noti dello sport, come i pluricampioni mondiali di box francese Aya Cissoko e Enoch Effah.<a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/beaute-ebene-montage31.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3236" title="beaute-ebene-montage3" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/beaute-ebene-montage31.jpg?w=300&#038;h=214" alt="" width="300" height="214" /></a><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/2097062009_small_1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3232" title="2097062009_small_1" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/2097062009_small_1.jpg?w=254&#038;h=300" alt="" width="254" height="300" /></a><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/beaute-ebene-montage3.jpg"><br />
</a></p>
<p>L’ossessione per i tratti caucasici viene alimentata <em>ad hoc</em> dalle grandi aziende di cosmetici.</p>
<p>L’Oréal è stata condannata nel 2007 per discriminazione razziale, e sono innumerevoli le procedure penali che coinvolgono grandi aziende e riviste patinate per l’uso sfrenato del fotoritocco, al fine di “correggere” i caratteri etnici e omologare i soggetti, maschili e femminili, allo standard occidentale.</p>
<p>I due seguenti spot thailandesi della linea <em>whitening</em> Nivea hanno come protagonisti degli uomini, a dimostrazione che il fenomeno coinvolge ambo i sessi.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/01/de-etnicizzazione-somatica-la-globalizzazione-sulla-pelle/"><img src="http://img.youtube.com/vi/0pmSGOPZHh8/2.jpg" alt="" /></a></span>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/01/de-etnicizzazione-somatica-la-globalizzazione-sulla-pelle/"><img src="http://img.youtube.com/vi/Sypw9MiAZFI/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>Si noti come il modello del primo video abbia tratti somatici etnici minimi, quasi impercettibili, mentre nel secondo caso i testimonial sono occidentali.</p>
<p>Il prossimo filmato, trasmesso dalle televisioni giapponesi, promuove una marca di prodotti schiarenti.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/01/de-etnicizzazione-somatica-la-globalizzazione-sulla-pelle/"><img src="http://img.youtube.com/vi/ytSCgTkteFY/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>Il bianco domina la scena. La casa, l’abito della ragazza, il suo viso d’alabastro, unite all’elemento dell’acqua, riconducono all’archetipo di purezza.</p>
<p>Talvolta la discriminazione è esplicita, come nel caso del prossimo spot, che pubblicizza la crema Skin White, e il cui <em>slogan</em> finale è “Defy color”, “Sfida il colore”.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/01/de-etnicizzazione-somatica-la-globalizzazione-sulla-pelle/"><img src="http://img.youtube.com/vi/kpJeV2D8bd8/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>Ci sono poi numerosi trattamenti d’urto, che promettono effetti immediati miracolosi.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://socialmediares.wordpress.com/2011/05/01/de-etnicizzazione-somatica-la-globalizzazione-sulla-pelle/"><img src="http://img.youtube.com/vi/sGo3y368LwE/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>Vediamo una giovane ragazza indiana che dichiara di aver risolto le proprie insicurezze adolescenziali, che nello spot vengono attribuite esclusivamente alla sua pelle scura, grazie al rimedio-<em>flash</em>, efficace in sole 8 settimane, di depigmentazione.</p>
<p>Per quanto riguarda la chirurgia estetica etnica, il Giappone è al primo posto, seguito da vicino da Cina e Corea del Sud.<a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/chirurgia_estetica_etnica.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3233" title="chirurgia_estetica_etnica" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/chirurgia_estetica_etnica.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p>Gli interventi più richiesti sono quelli di blefaroplastica, ovvero la correzione dell’occhio a mandorla attraverso la sollevazione della palpebra, il riempimento degli zigomi e l’assottigliamento del mento, mentre tra le comunità africane sono molto diffuse la cheiloplastica riduttiva, per ridimensionare il volume delle labbra, e la rinoplastica, per occidentalizzare il naso negroide.</p>
<p>Nel nostro Paese è totalmente assente una campagna sociale che si occupi di questo problema, e nel resto del mondo è comunque sottovalutato, spesso per motivi legati ad interessi economici.<a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/rinoplastica-etnica-s.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3237" title="rinoplastica-etnica-s" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/rinoplastica-etnica-s.jpg?w=500" alt=""   /></a><a href="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/chirurgia_estetica_etnica_2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3234" title="chirurgia_estetica_etnica_2" src="http://socialmediares.files.wordpress.com/2011/05/chirurgia_estetica_etnica_2.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p>Occorre investire nella diversità, per abbattere le discriminazioni e facilitare l’integrazione, soprattutto alla luce degli attuali moti migratori verso le coste italiane.</p>
<p>Il mercato della bellezza è un pericoloso strumento di omologazione, che è necessario sottoporre a rigide normative e controlli severi, affinché non lucri sulla salute umana e non contribuisca ad alimentare l’odio razziale.</p>
<p>Francesca Spada.</p>
<p><em> </em></p>
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