IN BICI CONTRO LO SMOG: UNA “MASSA CRITICA” PARTE DALL’AMERICA E ARRIVA IN SARDEGNA.

Per cosa sono fatte le strade? ..sono posti dove si passeggia, ci si incontra e si socializza, si va in bici e si gioca con i propri figli?

Le strade sono “spazi pubblici” per la comunità o sono semplicemente parcheggi e canali per lo scorrimento incessante del traffico automobilistico?

Sono principalmente queste le domande che si pongono coloro che prendono parte al “Critical Mass” in tutto il Mondo.

La manifestazione alla quale partecipano tutti, ma proprio tutti gli amanti della cara, vecchia bicicletta: dalla mamma col seggiolone attaccato al portapacchi allo stradista super equipaggiato con tanto di pedalini a gancio rapido; dal bmx-biker acrobatico all’anziano in graziella; dal “giramondo” coi borsoni attaccati al telaio e al manubrio al bimbo con le rotelle.

“Critical Mass” nasce a San Francisco, nel 1992.  Chris Carlsson lanciò l’iniziativa. Era semplicemente un cittadino esasperato dal traffico della sua città. In breve tempo si è diffusa negli Stati Uniti e poi in tutto il mondo. In Italia le prime manifestazioni si sono tenute a Milano e Roma intorno al ‘99. Oggi sono oltre quattrocento le città dove si svolge regolarmente, comprese le due più grandi città della Sardegna: Cagliari e Sassari.

Sono sempre di più, infatti, coloro che, anche nei due più grandi centri della nostra isola, prendono parte, una volta al mese (a Sassari l’ultimo giovedì di ogni mese), ad un corteo su due ruote che non ha nè leader nè padroni; non ha nessuna marca e non è protetta da alcun tipo di copyright.  È un semplicissimo appuntamento di ciclisti abituali e improvvisati che percorrono tutti la stessa strada, magari lentamente, al centro della carreggiata…in una via solitamente trafficata,  all’ora di punta.

Si parte pedalando tranquillamente e si costringono le macchine ad andare alla velocità delle bici.

Mano a mano che si procede nel percorso ci si scambiano le postazioni, in modo tale che, chiunque ne abbia voglia, si metta in testa e guidi il corteo. Questo tipo di organizzazione rispecchia appieno la mentalità della “massa critica”, che non delega i compiti più importanti a un esponente, ma si pone come entità unica e indivisibile, nel pieno rispetto delle volontà dei singoli.  Il corteo non ha, dunque, percorso e durata predefiniti. Semplicemente, quando ci si stanca, finisce!

Qualcuno potrebbe pensare che l’unica intenzione dei ciclisti sia quella di disturbare il traffico; ma non è forse vero che gli automobilisti hanno disturbato e disturbano quotidianamente la salute di tutti, la vita di pedoni e ciclisti e il futuro del nostro ecosistema?

Potremmo chiamarla “manifestazione”, ma in fin dei conti è semplicemente la dimostrazione pratica e reale di come un’altra città sia possibile, bella e divertente. Una città dove l’automobile non venga considerato l’unico mezzo di trasporto, ma bensì il più dannoso!   Purtroppo, i dati in proposito, sono estremamente sconfortanti: in tutta la penisola ci sono soltanto 1.300 Km di pista ciclabile (equivalenti a quelli della sola città di Copenaghen).

È innegabile il fatto che, oggigiorno, la “società dell’automobile” abbia preso il sopravvento sui nostri stili di vita, e continua a farlo in modo sempre più inevitabile: la forza delle multinazionali del petrolio è dominante e spadroneggia in modo chiaro e assoluto. Basta prestare un po’ di attenzione alle scelte che governanti e amministratori effettuano ogni giorno sulle nostre teste: vengono aiutate le industrie automobilistiche ad arricchirsi imponendo per legge il rinnovo di auto e motorini circolanti, applicando gli “ecoincentivi”, fatti intendere da tutti i media come il passaggio da vecchi catorci inquinanti a nuovi e sofisticati mezzi “ecologici”, alimentali a benzina “verde”.

La riflessione generale del “Critical Mass” è che parlare di motori ECOLOGICI o di benzina VERDE sia una vera e propria antitesi!  I messaggi che ci vengono propinati ogni giorno dai più svariati mezzi di comunicazione di massa suonano agli amanti della bicicletta come uno schiaffo in faccia alla propria intelligenza perché nessuno può negare che automobili e petrolio sono sinonimo di inquinamento e distruzione della qualità della vita all’interno delle città.

Il capitalismo ha una sola logica: conquistare nuovi mercati!

Potremmo pensare di essere arrivati al pieno sviluppo della “società dell’automobile”, ma purtroppo non è così…    La motorizzazione di massa intende acquisire ancora nuovi mercati in paesi come Cina e India, ripetendo il lucroso affare del petrolio e dell’automobile. La conseguenza ovvia sarà l’aumento del disastro ambientale e sociale già prodotto nei paesi del Nord del Pianeta.

“Critical Mass”, con i suoi vistosissimi quanto inaspettati cortei, cerca di comunicare a tutti coloro che si trovano a passeggiare per la strada o imbottigliati in mezzo al traffico, attraverso la sua semplice presenza, le frasi urlate al megafono e la distribuzione di volantini, che il problema c’è; è sotto gli occhi di tutti…ogni giorno! L’obiettivo fondamentale è lo stesso in tutto il Mondo: sensibilizzare le persone comuni, che ogni giorno si recano da una parte all’altra della città intrappolate nelle proprie autovetture, facendogli capire che questo modello di società non è sostenibile ancora per molto tempo dal nostro ecosistema.

La “massa critica” propina un modello che metta al  centro le relazioni sociali e metta da parte le automobili, l’asfalto, i parcheggi, il caos, lo smog, lo stress, gli incidenti….i morti (l’automobile è la causa principale di morte nella fascia di età tra i 18 e i 25 anni; ogni anno gli incidenti stradali uccidono 42.000 persone e ne mandano all’ospedale circa un milione solo negli USA).

È stupido pensare che sia la tecnologia a salvarci da altra tecnologia e sarebbe molto più semplice adottare degli stili di vita compatibili con la Terra.

Fortunatamente i centri urbani della nostra isola non conoscono il traffico esasperato delle più grandi metropoli americane.  È estremamente probabile, dunque, che tutti coloro che usano abitualmente l’automobile per fare brevi tratti all’interno di centri abitati, siano stati pedoni e siano andati in bici, almeno per un periodo della propria vita.

La tattica utilizzata dalla “massa critica” è quella di evidenziare che ci si batte CONTRO IL MEZZO e non contro il guidatore! La semplice presa di coscienza da parte dell’automobilista che esista un’alternativa allo smog e al traffico è già una vittoria e un successo per la manifestazione.

Loro pensano che l’automobile sia essenziale, ma il corteo rappresenta la vita senza di essa!  Anche il rifiuto dei ciclisti isolani di rimanere nell’ombra potrebbe spingere l’automobilista a rivedere le proprie “scelte”, e quell’esempio potrebbe favorire loro una valida “alternativa”.

I sardi amano la loro terra, e sono molte le persone che ancora vanno in bicicletta e non in macchina. Ma l’esempio americano è ormai arrivato dappertutto “modernizzando” la società.

È per questo che il “Critical Mass”, avendo come slogan: “Noi non stiamo bloccando il traffico, noi SIAMO traffico”, vuole mandare un chiaro messaggio a chi è così fortunato da risiedere in questo paradiso e non si rende conto che basta veramente poco per rovinarlo.

Se settant’anni fa avessero detto ai nostri nonni che in un futuro non troppo lontano avrebbero dovuto pagare l’acqua che bevevano, si sarebbero sicuramente messi a ridere…   Ciò che non fa ridere per nulla, invece, è il fatto che in alcune metropoli cinesi e giapponesi sono già attivi negozi che vendono boccate d’aria pura a ore!

Ciò che la “massa critica” sarda vuole comunicare ai cittadini dei suoi più grandi centri urbani è che la bicicletta sarà anche più faticosa, ma non inquina! È un mezzo che non scende a compromessi: niente tasse di circolazione, assicurazioni, bolli e contro bolli e niente soldi alle multinazionali del petrolio.  Viene rifiutata in pieno la logica “il tempo è denaro”.

Attraverso uno stile di vita più salutare, la mente e il corpo vengono salvaguardati appieno. Poniamo un semplice esempio: se, camminando su un marciapiede, ci si urta tra pedoni, chi ha urtato chiede scusa e riceve, in genere, contemporaneamente, le scuse dell’atro. Cosa identica succede tra ciclisti.

Ma cosa succede nel caso in cui ad urtarsi siano due automobilisti? ….apriti cielo! Le liti sono all’ordine del giorno, quando non degenerano e si trasformano in situazioni ben più pesanti. L’imbottigliamento nel traffico e l’essere costretti al ristretto spazio dell’abitacolo sono spesso origine di stress e violenza.

Tutt’altro per chi va in bici: ci si sente liberi, non vincolati! Si può stabilire dove e come fermarsi senza alcun problema e si riesce a percepire tutto l’orizzonte ed i dettagli dello spazio che ci circonda; si è più votati alla felicità e al sorriso…

Sono semplicemente questi i concetti che il “Critical Mass” cerca di diffondere in tutto il Pianeta, attraverso una mobilitazione che parte da lontano e arriva anche in Sardegna.

Un evento che proviene dagli Stati Uniti si è insediato ormai nelle nostre città. Anche gli automobilisti cagliaritani e sassaresi, trovandosi rallentati nel traffico a causa di un corteo di biciclette, dovrebbero porsi il problema su quale sia veramente la libertà: quella che ci viene mostrata dalla pubblicità del settore automobilistico, che ci fa apparire le auto nelle situazioni più irreali (in mezzo ai ghiacci, nei deserti, nelle foreste..in zone frequentate da soli animali e chi più ne ha più ne metta!), o semplicemente quella che è in grado di vedere in quel momento…un po’ più avanti del proprio cofano-motore.

Cristian Barracu

Per maggiori informazioni vai su:

www.criticalmass.it

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Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
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