Archivio per marzo 2010

Una merenda di colori

 

All’educazione alimentare viene prestata ultimamente particolare attenzione, visti i casi di obesità in aumento anche nelle fasce di età più basse. Una corretta alimentazione è importante sia per assicurare uno stato nutrizionale ottimale sia per tutelare la salute e garantire un buon livello di vita, diminuendo i rischi di malattie croniche. Le abitudini sono cambiate al punto che la dieta è spesso sbilanciata, si prediligono alimenti di provenienza animale, manca il giusto apporto di fibre e molti dei cibi consumati sono soggetti a trattamenti che ne alterano le proprietà. Tali comportamenti sono dannosi e causano disturbi tra i quali stitichezza, emorroidi, carie, sovrappeso e obesità che, col tempo, portano all’insorgenza di importanti patologie come diabete, malattie cardiovascolari e tumori.

I ragazzi a scuola si nutrono con alimenti troppo dolci o salati con basso apporto nutrizionale e hanno una dieta scarsamente varia.  Ormai da anni si cerca di inibire il consumo di merendine e di cibi ipercalorici che oltre a provocare danni alla salute, producono un calo dell’attenzione.

Si è pensato pertanto di mettere a punto dei programmi che, utilizzando la scuola come vettore, diffondano la buona abitudine di consumare maggiori quantità di frutta e di verdura e che diano una migliore educazione alimentare a partire dalla prima infanzia, momento in cui si formeranno le inclinazioni future dei bambini.

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“Orfane” in attesa di adozione

Rare come pietre preziose ma non altrettanto lucenti, sono le malattie che hanno una percentuale apparentemente limitata di persone che ne sono affette e per questo vengono, troppo spesso, messe in ombra.

La bassa prevalenza di questo genere di patologie nella popolazione, circa 5 persone ogni 10.000 abitanti, può erroneamente indurre a pensare che coloro che ne vengono colpiti siano pochi. Si tratta in realtà, complessivamente, di milioni di persone ammalate solo in Italia, e di decine di milioni in tutta Europa.

È consuetudine indicare le malattie rare nella loro esistenza complessiva e generica, come se ci si stesse riferendo a un contenitore dalle grandi dimensioni di cui, però, si ignorano le differenze e le peculiarità di ciò che contiene. È come se ci si ritrovasse all’interno di un orfanotrofio denominato “malattie rare”, al cui interno vi è una miriade di bambini, ognuno con un nome proprio che, però, si tende a ignorare, a non conoscere, spogliando così le singole esistenze di una propria dignità e attenzione. Continua a leggere ‘“Orfane” in attesa di adozione’

Vecchie e nuove schiavitù

La prostituzione rappresenta uno dei problemi più controversi della nostra società.

Da molti tollerato come una necessità storica: è il mestiere più antico del mondo, persino produttivo, e poi, del proprio corpo ognuno fa quel che vuole, no?

Magari, a sostegno della propria tesi, si immaginano le prostitute come tante Bocca di Rosa.

Altri, invece, considerano la prostituzione una questione di “ordine pubblico”, e le “operatrici del sesso” come della spazzatura da rimuovere dalle strade perché, mostrandosi pubblicamente in abiti succinti, offendono la morale pubblica. Come se la televisione non ci avesse già abituati a modelli simili!

Ma tutte le remore e i dubbi su questo tema sono leciti. Non è mia intenzione proporre una soluzione ma, morale a parte, porre l’attenzione sul fatto che nella maggior parte dei casi si parla di donne, uomini e bambini, privati dei loro diritti umani e ridotti in schiavitù.

Si ha una vera e propria “tratta di schiavi” nel momento in cui si verifica il trasferimento di persone, magari dai loro paesi d’origine, con l’inganno o la violenza, finalizzato al lavoro forzato, alla servitù o a pratiche assimilabili alla schiavitù. Questo fenomeno rappresenta una forma di prigionia perché i trafficanti usano la violenza, minacce e altre forme di intimidazione per costringere le vittime a lavorare contro il proprio volere.

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Giornata Mondiale dell’Acqua

La Giornata Mondiale dell’Acqua è stata istituita dalle Nazioni Unite  nel 1992,  durante la conferenza di Rio.

Il 22 marzo di ogni anno si celebra la ricorrenza di questa importante giornata mondiale  per ricordare che nonostante le chilometriche distese di acqua che bagnano le nostre coste, la percentuale di persone che non hanno accesso all’acqua potabile è ancora altissima e lo è altrettanto la percentuale di persone che non hanno accesso ai servizi igienico sanitari.

L’ONU stima che 884 milioni di persone nel mondo non hanno la possibilità di usufruire di acqua potabile e che la maggioranza di loro fanno parte di nazioni in via di sviluppo. Nelle aree urbane l’uso di fonti controllate di acqua potabile si aggira intorno al 96% fino al 2000, con oltre un miliardo di persone in più rispetto al 1990. Il vero problema sorge nelle aree rurali dove trovare acque potabili è sempre più raro in particolare nell’area del Sud Africa dove si concentra il 37% delle persone che non possono avere accesso all’acqua potabile. In queste zone infatti vi è una naturale desertificazione che però si appresta a crescere sempre di più a causa del riscaldamento globale.(Progress on sanitation and drinking water, 2010 update: http://www.wssinfo.org/datamining/introduction.html). Continua a leggere ‘Giornata Mondiale dell’Acqua’

Acqua pulita per un mondo sano

La Giornata mondiale dell’acqua è una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, prevista all’interno delle direttive dell’Agenda 21, risultato della Conferenza di Rio.

“Acqua pulita per un mondo sano”. È il tema  per l’edizione 2010 della Giornata mondiale dell’acqua che si è celebrato il 22 marzo data simbolo in tutto il mondo. E non è solo un motto, visti i 3 milioni di morti ogni anno per mancanza d’acqua: l’84% sono bambini e quasi tutti (98%) vivono nel Sud del mondo.  Ma in problema non è solo l’Africa.

L’accesso all’acqua e a condizioni igienico-sanitarie accettabili sono ancora oggi importanti sfide per lo sviluppo che la comunità internazionale non è riuscita a fronteggiare. Più di 1 miliardo di persone non dispone di sufficiente acqua potabile e sicura; oltre 2 miliardi non hanno accesso a servizi igienici adeguati. Per l’anno 2025 si stima che circa 1,8 miliardi di persone vivranno in Paesi o regioni con assoluta mancanza d’acqua, e che oltre due terzi dell’intera popolazione mondiale potrebbero dover far fronte a una situazione di scarsità. Secondo i dati Ue, sebbene l’oro blu sia relativamente abbondante in Europa, la domanda è spesso superiore alla disponibilità per via dell’aumento di fenomeni climatici estremi, dalla siccità a tempeste e inondazioni.  Secondo quanto è emerso sull’uso dell’acqua nei Paesi Ue, il 44% viene destinato alla produzione di energia, il 24% all’agricoltura (nell’Europa meridionale tocca anche quota 80%), il 21% all’acqua pubblica e l’11% all’industria. Secondo le stime, un 20% dell’acqua viene sprecata, con punte del 40%. Per il 2030, la Commissione Europea indica un aumento del 16% dei consumi di acqua pubblica, per l’industria e l’agricoltura. Ma se ci spostiamo di nuovo nel Sud del mondo, nello Yunman, Cina del Sud, lasiccità minaccia 10 milioni di persone; nelle Filippine sono ormai allo stemo delle forze; e secondo Water.org, la Ong fondata dall’attore Matt Damon, metà dei letti d’ospedale del mondo sono occupati per malattie legate all’acqua.   Continua a leggere ‘Acqua pulita per un mondo sano’

Tumori:la plastica torna sul banco degli imputati

Alla fine dell’estate del 2008 circolava da una casella di posta elettronica all’altra la seguente mail:

“A tutte le mie amiche e miei amici così che la girino anche loro
alle ragazze, alla moglie, alle sorelle, alla mamma, alle zie ed amiche ecc.
Acqua in bottiglia di plastica che si lascia in macchina:
Se sei una di quelle persone che lascia la sua bottiglia di plastica
in macchina, durante I giorni caldi e bevi l’acqua dopo, quando
torni in macchina, corri il rischio di ammalarti di cancro al seno!
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“Guerrilla Gardening”: diffusione di importanti messaggi sociali attraverso il ripristino volontario del verde urbano.

Il termine “Guerrilla Gardening” venne utilizzato per la prima volta nel 1973, da parte di Liz Christy ed il suo gruppo, nell’area di Bowery Houston, a New York.  Quei ragazzi trasformarono un’area abbandonata in uno splendido giardino che, dopo trent’anni, è ancora ben curato. Ora gode addirittura della protezione del dipartimento dei parchi di N.Y.

Ad un primo impatto, il nome sembrerebbe suggerire scenari violenti o comunque “ribelli”; in realtà è tutto il contrario!  I protagonisti di questo evento sono dei veri e propri guerriglieri, ma al posto delle armi imbracciano vanghe e zappe e lanciano bombe di semi e concimi.

Si tratta di un movimento del tutto pacifista che si (ri)appropria di uno spazio verde abbandonato o incustodito dalle amministrazioni comunali e lo ritrasforma in un microsistema vivo.

Ma come funziona? Molto semplice: si individua un pezzo di terra abbandonato al centro della città e ci si arma di buona volontà per ripristinarlo, arricchendo il terreno e piantandoci arbusti e fiori.

La componente di “lotta” esiste, ma è contro la speculazione edilizia (ben visibile nelle nostre città) e contro lo stato di totale abbandono e degrado in cui versano molti spazi urbani, e viene messa in atto attraverso la buona volontà e il buon esempio… non certo attraverso l’uso della forza!

I protagonisti del “Guerrilla Gardening” sono dei semplici appassionati del verde che, attraverso i loro “attacchi”,  interagiscono  in maniera pacifica e positiva con lo spazio urbano, compiendo piccoli atti dimostrativi, ma altamente significativi. Comunicano i loro ideali a chiunque si trovi nei paraggi durante i lavori, diffondendo lo spirito ecologista nella “giungla” d’asfalto e di cemento.

Il messaggio sociale che viene lanciato è semplice e chiaro, e si concretizza nell’azione non violenta contro ogni forma di degrado urbano. Un’idea che, è il caso di dirlo, merita di essere coltivata!

Dal punto di vista delle competenze, una minima formazione in materia di botanica e agraria è consigliata, ma è sufficiente anche il semplice il lavoro fianco a fianco con chi ha già esperienza, e l’emulazione e la buona volontà fanno il resto.

Prima di agire, si deve tener conto della morfologia dello spazio in cui si va a lavorare: si scelgono le aiuole e gli appezzamenti di giardino o parco bene esposti alla luce, e si valuta bene la possibilità di avere un irrigazione quotidiana. Nonostante quello di “Guerrilla Gardening” sia un gesto per lo più simbolico, infatti, non avrebbe senso piantare alcun genere di pianta se non si ha la possibilità poi di mantenerla in vita…  A volte capita che ci siano negozi, uffici o enti collaborativi nelle immediate vicinanze, e che siano loro a mettere a disposizione i loro rubinetti ai quali ci si aggancia con una pompa. Spesso sono gli stessi residenti del posto che, a turno, innaffiano personalmente le piante con i classici ‘bottiglioni’.  L’azione genera dunque consensi, e contribuisce a risvegliare un po’ di “spirito ecologista” anche in chi è semplicemente felice di avere ricevuto in regalo un pezzettino di verde.

Ci sono gruppi di “giardinieri” che agiscono di notte, preferendo un’azione più anonima e tranquilla; ve ne sono altri che, invece, lavorano più apertamente, cercando di coinvolgere le comunità locali. 

Esiste anche un libro, intitolato appunto Guerrilla Gardening”, dove Michele Trasi e Andrea Zabiello illustrano tutti i trucchi del mestiere.

Negli ultimi anni, il fenomeno si sta ramificando in modo capillare in tutta Europa, Italia compresa. I “Guerriglieri” dal pollice verde hanno anche fatto parlare di se in televisione: nella puntata di Report di domenica 6 Dicembre 2009 è andato in onda un interessante servizio dal titolo “Piantiamola!”

http://www.youtube.com/watch?v=MZlGyAlEO1g

A Milano, l’8 Marzo, le azioni di ripristino volontario del verde pubblico sono state organizzate da Action Aid (organizzazione internazionale indipendente impegnata nella lotta alle cause della povertà). In occasione della festa della donna, si è voluto strappare un lembo di terra al cemento della città come gesto simbolico, per ricordare la fatica che milioni di donne devono fare ogni giorno per avere accesso ad un pezzetto di terra da coltivare in Brasile, India e Sierra Leone, ad esempio.

A Sassari, il “Guerrilla Gardening” è stato adottato dal “Critical Mass”, la manifestazione che si tiene ogni ultimo giovedì del mese, e che tenta di incentivare la società all’uso della bicicletta come mezzo di trasporto alternativo, non inquinante.

Il primo tentativo di ripristino del verde si terrà nel bel mezzo del corteo, una volta arrivati nei pressi di piazza Colonna Mariano, giovedì 25 Marzo.  Venite numerosi!

Cristian Barracu.


About us

Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
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