Non astenerti dalla prevenzione!

Come tutti sanno la Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (SIDA in francese, spagnolo e italiano) o Acquired Immune Deficiency Syndrome (AIDS in inglese) è un insieme di manifestazioni dovute alla diminuizione del numero di linfociti T, derivante da infezione con virus hiv-1 o hiv-2. Sindrome che, con tutta probabilità, ebbe origine nell’Africa sub-sahariana, per mutazione di un retrovirus animale, che nel XX secolo fu trasmesso alla popolazione umana assumendo le dimensioni di un’epidemia globale, tanto che oggi ben 33 milioni di persone convivono con questa malattia.

Il primo caso di AIDS fu diagnosticato il 1° dicembre 1981, da allora l’AIDS ha ucciso oltre 25 milioni di persone, diventando una delle epidemie più distruttive della storia. In Italia, per esempio, secondo i dati accertati nel 2008, i casi di AIDS sono più di 1400, mentre il numero delle nuove infezioni di HIV è di circa 4000, ma è quasi impossibile stabilire il numero reale.

Al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica, nel 1988, in occasione del Summit dei ministri della sanità sui programmi per la prevenzione, ci fu l’idea di istituire una Giornata Mondiale contro l’AIDS (1° dicembre), che in seguito fu adottata da governi, organizzazioni internazionali ed associazioni di tutto il mondo.

Nonostante tutto, oggi in Italia, si continua a parlare poco e male di AIDS, con campagne di prevenzione ed informazione troppo deboli, messaggi inefficaci, e slogan dallo scarso impatto comunicativo. Ne è un chiaro esempio la campagna sociale, promossa dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, del 2009. Lo spot, girato da Ferzan Ozpetek, ed interpretato da Valerio Mastandera, si propone di “contrastare l’abbassamento dell’attenzione della popolazione italiana nei confronti dell’AIDS e di incentivare i giovani adulti ad effettuare il test HIV”, attraverso lo slogan Non abbassare la guardia, fai il test. AIDS. La sua forza finisce dove comincia la tua.  http://www.youtube.com/watch?v=Er9yENBcRYE. Ma è davvero possibile parlare di AIDS e di prevenzione senza mai nominare il condom? A quanto pare, nell’Italia cattolica dei giorni nostri, una lacuna di questa portata è possibile, così come è possibile che l'”innominabile” profilattico torni ad essere un tabù inspiegabile, con il potere di annullare la propaganda e le campagne anti-contagio degli anni precedenti. Una tra tutte, forse una delle più significative, quella datata 1989, nella quale si parlava esplicitamente, senza pudore di alcun tipo, di trasmissione del virus HIV attraverso rapporti sessuali occasionali e non, e di uso del profilatico al fine di ridurre il rischio contagio http://www.youtube.com/watch?v=MRtWtX-njwc.

In Italia tutto è possibile, anche retrocedere in quanto a comunicatività. Ho scelto quindi di riportare di seguito alcuni esempi di campagne sociali sulla lotta all’AIDS, realizzate in alcuni stati europei, con lo scopo di mettere in evidenza la diversità di linguaggio comunicativo, ma soprattutto dimostrare il divario che c’è tra l’Italia ed altri paesi europei come Francia, Germania e Spagna, in quanto a comunicazione.

Il primo esempio è rappresentato dalla Francia, per la quale ho preso in considerazione tre diverse campagne sociali. La prima, promossa da AIDES, organizzazione francese impegnata nella lotta all’AIDS, è intitolata “Graffiti in movimento” ed è datata 2010. Il video, ambientato all’interno di un bagno pubblico, racconta la storia di un pene-cartoon che insegue disperatamente una serie di graffiti di sesso femminile, che scappano inorriditi al solo vederlo, fino al momento in cui una ragazza lo vede e gli disegna addosso un preservativo. Da quel momento tutti i graffiti femminili gli si fiondano addosso http://www.youtube.com/watch?v=4Q7hSG0tdNM&feature=related. La seconda,  realizzata anch’essa dall’AIDES, è caratterizzata da toni decisamente più crudi, visto e considerato che l’AIDS prende le sembianze di uno scorpione gigante e della vedova nera durante un rapporto sessuale.

Ed infine la terza, anch’essa piuttosto efficace ed immediata, e dal forte impatto emotivo, promossa da Sidaction, ensemble contre le sida http://www.youtube.com/watch?v=l4Kj7qgIBwY.

Per il secondo esempio ci si sposta, invece, in Germania, con la campagna sociale realizzata dall’agenzia Das Comitee, che ha suscitato una serie di critiche e polemiche feroci, come quella da parte del Comitato Britannico Anti-AIDS che ha definito la campagna in questione “inappropriata e di cattivo gusto”. Infatti, la campagna ha per protagonisti Adolf Hitler, Joseph Stalin e Saddam Hussein, e riporta lo slogan L’AIDS è un serial killer, un pluriomicida, uno sterminatore proprio come Hitler/Stalin/Saddam. Difendetevi.

Per concludere, il terzo esempio è la campagna sociale spagnola, realizzata dalla Fundacion Anti-Sida de Espana http://www.youtube.com/watch?v=h7kfVqn9S_E.

Come si può notare sono tutte campagne sociali nelle quali il messaggio di base – che l’AIDS possa condurre alla morte – è fin troppo chiaro ed esplicito, ma soprattutto non dimenticano, nè hanno il pudore di sottolineare, un passaggio fondamentale, ossia che la PREVENZIONE oggettivamente può essere fatta soltanto attraverso l’uso del PROFILATTICO.

NON ASTENERTI DALLA PREVENZIONE

http://www.facebook.com/home.php?ref=home#!/pages/Questo-preservativo-avra-piu-fan-di-Benedetto-XVI/309411524556?ref=nf

NADIA RONDELLO

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Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
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