Take your hands off me

La violenza sui bambini è stata da sempre attestata nella storia dell’umanità, infatti le sue testimonianze storiche, artistiche e scientifiche, hanno dimostrato la sua esistenza in tutte le civiltà e classi sociali.

Il maltrattamento dei minori è riconducibile sia ad una condotta attiva – percosse, lesioni, atti sessuali, ipercura – che ad una condotta omissiva – incuria, trascuratezza, abbandono. Il caso specifico dell’abuso sessuale si concretizza non soltanto nel rapporto completo, ma anche nelle carezze sui genitali, nei palpeggiamenti, nell’esibizionismo e nella pornografia via internet destinata ai pedofili, e non ultimo, nello sfruttamento sessuale commerciale dei bambini, definito dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro nel testo del Worst Forms of Child Labour Convention del 1999.

“Si stima che circa un milione di bambini ogni anno viene introdotto nel commercio sessuale e l’India (400mila), gli USA (244/325mila) e la Thailandia (200mila) sono rispettivamente ai primi posti nello sfruttamento sessuale dei minori. Questo fenomeno è in crescita in tutto il mondo ed è alimentato dalla crescente povertà dei paesi poveri e dalla domanda di danarosi clienti; un aspetto ancor più inquietante è non solo l’aumento della presenza di bambini e bambine molto piccoli fra le vittime di abuso, ma anche l’abbassamento dell’età dei “clienti”. Nella Repubblica Dominicana si calcola che 25mila bambini siano lavoratori del sesso, mentre nell’Africa occidentale sono circa 35mila. Si ritiene che in Lituania un numero oscillante fra il 20 e il 50% delle prostitute sia costituito da minorenni, che bambine appena undicenni lavorino come prostitute nei bordelli e che bambini provenienti da istituti, alcuni persino fra i 10 e i 12 anni, vengono utilizzati per girare film pornografici.” (Telefono Azzurro, Eurispes, 2005, 6° Rapporto Nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza)

Negli ultimi cinquant’anni, il problema è stato a lungo studiato in tutte le sue dimensioni storiche, sociali e culturali, oltre ad essere diagnosticato e trattato secondo rigorose metodologie scientifiche che, nel tempo, hanno permesso di conoscere i devastanti impatti e danni della violenza, rendendo possibile anche la cura di centinaia di migliaia di bambini in tutto il m0ndo. Da allora, le istituzioni hanno strutturato sistemi di protezione, tutela e cura dei minori, grazie anche al sostegno e lavoro da parte di organizzazioni e società scientifiche nazionali ed internazionali, come per esempio l’International Society for Prevention of Child and Neglect (ISPCAN), fondata da Henry Kempe e presente in tutto il mondo.

E’ cresciuta così l’esigenza di proteggere e curare i bambini vittime di maltrattamenti, che ha portato alla nascita, in tutto il mondo, di leggi di tutela e protezione, affiancate da servizi specializzati, sia pubblici che privati, che hanno iniziato ad applicare metodi, tecniche ed approcci di diagnosi e di cura dei minori vittime di violenza. Un esempio tra tanti la Convenzione dell’ONU e l’articolo 19 dedicato interamente al diritto alla protezione.

Questo processo di identificazione dei danni della violenza sui minori, e di attivazione di provvedimenti adeguati ad affrontare il problema, ha avuto un forte impatto anche in Italia, soprattutto a partire dagli anni Ottanta, nel momento in cui alcuni centri specialistici ed equipe interprofessionali, in diverse aree del Paese, hanno avviato percorsi di cura dei minori.

Nonostante questo, però, il fenomeno sembra essere aumentato a dismisura, infatti, ancora oggi, i bambini continuano a soffrire di abusi, violenza e sfruttamento. In realtà, secondo quanto afferma la dottoressa Metella Dei – Ginecologa Endocrinologa del Servizio di Ginecologia dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Università di Firenze, e nuovo Presidente della Società Italiana di Ginecologia Pediatrica e Adolescenziale – il fenomeno è solo apparentemente in aumento, perchè in realtà si sta verificando soltanto un aumento delle denunce (ancora poche) ed una maggiore presa di coscienza.

Gli esperti affermano che gli abusi e le incurie su minori avvengono prevalentemente dentro casa, e non riguardano soltanto le famiglie degradate, ma tutte le classi sociali e le categorie di professionisti, anche se i bambini appartenenti a classi sociali più basse e disagiate ne soffrono 12 volte più degli altri. Circa il 70% di questi abusi avviene dentro le mura domestiche, in famiglia e nella cerchia delle conoscenze, o presso i luoghi maggiormente frequentati come palestre, circoli sportivi, oratori e scuole. Gli autori, infatti, nella maggior parte dei casi, sono membri della famiglia (specie se allargata), parenti, amici e vicini di casa, ma anche allenatori sportivi, sacerdoti, baby sitter e medici curanti, mentre solo una minima parte di queste violenze avviene per mano di sconosciuti. Ciò che maggiormente preoccupa, soprattutto in questi ultimi anni, è la diffusione di nuove forme di violenza ad opera degli stessi bambini su bambini più piccoli, e degli adolescenti che premeditatamente agiscono in branco.

Diverse sono le organizzazioni impegnate a contrastare il fenomeno. Una delle tante Terre de Hommes, organizzazione non governativa fondata in Svizzera da Edmond Kaiser, che da cinquant’anni opera per cancellare la violenza sui bambini, adoperandosi per prevenire lo sfruttamento e mettere in atto sistemi efficaci per la protezione dei minori. L’organizzazione punta a sottolineare il fenomeno dell’abuso sui bambini, facendo pressione sugli Stati e gli organismi internazionali per arrivare ad un approccio onnicomprensivo che renda più efficace la prevenzione e la repressione di ogni tipo di abuso e violenza sui bambini.

Nel 2009 Terre des Hommes ha lanciato la campagna sms 48543, alla quale hanno partecipato ben 800 organizzazioni non governative di 128 Stati, che hanno invitato ad indossare per tutto il mese di novembre il “nastro giallo”, simbolo della Campagna mondiale per la prevenzione dell’abuso sull’infanzia, e a donare 2 euro con un sms al grido di “IO proteggo i bambini, SI alla prevenzione contro gli abusi”.

Una campagna piuttosto d’effetto, capace al tempo stesso di coinvolgere e sconvolgere, quella realizzata dall’Australian Childhood Foundation, che propone un manichino coperto da un manifesto con su scritto “Neglected children are made to feel invisible” accompagnato da un programma volto a fermare gli abusi sui minori.

Altra campagna stampa, un vero e proprio pugno allo stomaco, ma allo stesso tempo molto intelligente ed efficace, quella promossa dalla Casa de Menor, organizzazione non lucrativa di utilità sociale in Italia e Brasile, fondata nel 1986 da padre Renato Chiera, che fino ad oggi è riuscita ad accogliere 100mila bambini di strada o in stato di abbandono. L’immagine è reperibile sia sul web che su cartolina, ed in entrambi i casi l’utente può interagire ed aiutare materialmente a cancellare le mani, infatti passandovi sopra con il mouse, o grattandole con una moneta nel caso della cartolina, è possibile liberare la bambina, tanto che al posto delle mani comparirà un vestitino.

Ad opera della stessa organizzazione Casa de Menor è il video che segue.

Altra associazione onlus, impegnata nella tutela e salvaguardia dei diritti dei bambini, è l’Albero della Vita, promotrice dei due video che seguono, il primo datato 2003, e il secondo del 2009.

Ultimo esempio di campagna sociale, volta nello specifico alla prevenzione della pedofilia e della pedopornografia, quella realizzata da Moige (Movimento Italiano Genitori) e Polizia delle Comunicazioni – Ministero dell’Interno che attraverso spot radiofonici e televisivi, quotidiani nazionali e regionali, ha lo scopo di sensibilizzare genitori e bambini sui nuovi mezzi utilizzati dai pedofili per l’adescamento.

NADIA RONDELLO

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Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
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