Piccole attenzioni verso un grande problema: l’abbandono degli animali

Ogni estate la televisione pubblica, i giornali e i cartelloni ai margini delle strade ci fanno notare un fenomeno che – a mio parere – non merita l’attenzione dovuta: sto parlando dell’abbandono degli animali, soprattutto dei cani.

È il periodo estivo, infatti, quello dove si concentra il maggior numero di abbandoni, creando un fenomeno che presenta differenti conseguenze. Parte di questi animali muore subito dopo l’abbandono per denutrizione o per avvelenamento; nei peggiori dei casi, soprattutto i cani, dopo aver causato un incidente stradale. Sono infatti le strade trafficate dai veicoli i luoghi prescelti dai veri e propri “animali”che scelgono di tradire i loro compagni di vita…magari per una futile vacanza estiva.

In altri casi, i cani senza più padrone vengono individuati e rinchiusi in un affollato canile; infine, quelli che restano liberi andranno ad alimentare il randagismo.

Quest’ultimo è un fenomeno che implica varie conseguenze: esse riguardano aspetti igienici, sanitari e sociali. I numerosi incidenti stradali causati da animali, abbandonati o randagi, infatti, sono solo uno dei danni che il fenomeno arreca alla società.  Varie patologie possono essere diffuse anche all’uomo e al bestiame al pascolo dagli animali randagi, ma di ciò non parla nessuno…

Vediamo qualche dato:

Cani abbandonati in Italia                ca. 100.000/anno
Cani randagi                                           200.000
Cani vaganti                                            600.000
Cani rinselvatichiti                                  80.000

Negli ultimi dieci anni, nella sola rete autostradale ci sono stati 40.000 incidenti d’auto causati dagli animali vaganti, e 200 persone hanno perso la vita.  Ecco perché oggi l’abbandono di un cane o di un qualsiasi altro animale costituisce un reato penalmente perseguito (ai sensi dell’art. 727 del codice penale così come modificato dalla legge n.189/2004).

Ma cosa fa il nostro paese per contrastare questo fenomeno?
Molti comuni, enti, associazioni e testate giornalistiche si preoccupano di diffondere il messaggio contro l’abbandono, ma il provvedimento viene adottato nei soli mesi estivi.


Negli ultimi anni, il Ministero propone una campagna di comunicazione per sensibilizzare il paese contro il gesto incivile. Gli obiettivi sono:

–         Diffondere la cultura del possesso responsabile, contrastando l’abbandono degli animali d’affezione;

–         Informare che l’abbandono di un animale costituisce un reato penale.

Il target di riferimento è la società intera, visto che in Italia una famiglia su due ha un animale domestico. In particolare, si cerca di arrivare all’attenzione dei proprietari di cani.
Gli strumenti utilizzati sono:

–         Uno spot TV di 15” trasmesso negli spazi gratuiti messi a disposizione per le pubbliche amministrazioni dal Dipartimento dell’informazione e dell’editoria della Presidenza del consiglio dei ministri sui canali RAI 1, RAI 2 e RAI3.

http://www.youtube.com/watch?v=d84Rl-kKkbg

–         L’affissione di cartelloni sugli impianti posizionati sulle principali strade extraurbane e autostrade e negli autogrill, presso le stazioni di servizio e nelle grandi città (Roma, Napoli, Milano, Palermo, Verona). In particolare, sono state considerate soprattutto le zone del Centro-Sud dove, purtroppo, si registrano i dati più elevati sul randagismo.


–    In collaborazione con l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) vengono coinvolti i   Comuni italiani con affissioni locali

–     Informazione on-line sul sito del Ministero della Salute.

Il messaggio che viene lanciato nella campagna 2008, e riproposto nel 2009 è “Tu di che razza sei? Umana o disumana?”. La domanda viene posta dal cane al suo padrone. Questo interrogativo di coscienza vuole puntare alla responsabilizzazione del proprietario, spingendolo a non abbandonare il suo cane, ma previene anche il fenomeno, promuovendo un’adozione consapevole degli animali.

L’interrogativo provocatorio utilizza un tono diretto, un linguaggio semplice, un messaggio chiaro e facilmente comprensibile. Nel messaggio è inoltre presente il richiamo al fatto che l’abbandono di un animale costituisce un reato penalmente perseguito.
La campagna è stata sviluppata in modo diretto ed efficace: un provvedimento studiato in modo intelligente per inculcare nella testa degli italiani che l’abbandono è un gesto ignobile e, come tale, punibile penalmente (chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro).

L’aspetto negativo sta nel fatto che la campagna promossa dallo Stato si concentra solamente in coincidenza del periodo estivo, in particolare da metà luglio a metà agosto, e – considerando il mezzo televisivo, che è il primo dal quale gli italiani traggono “ispirazione”- con un solo spot pubblicitario della brevissima durata di 15 secondi…

Ma il fenomeno dell’abbandono e soprattutto quello del randagismo meriterebbero una maggiore attenzione!  La campagna dovrebbe avere un periodo più lungo, visto che il crudele evento degli abbandoni non si verifica soltanto nell’arco di un mese e, soprattutto, non implica conseguenze che si ripercuotono nel solo periodo estivo. È infatti vero che gli abbandoni si concentrano in modo sostanziale tra luglio e agosto, ma è anche vero che la diretta conseguenza di queste azioni alimenta il randagismo tutto l’anno, creando non pochi problemi.

Cristian Barracu.

1 Response to “Piccole attenzioni verso un grande problema: l’abbandono degli animali”



  1. 1 Notizie dai blog su Enpa e Barbara Monte contro l’abbandono degli animali Trackback su 11/06/2010 alle 18:45

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Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
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