Il farmaco sociale

La modernità porta con sè  una serie di vantaggi indiscutibili ma anche una serie di problematiche legate alla nostra salute e a un crescente numero di malattie, solo fino a pochi anni fa sconosciute. Nel mondo moderno anche una semplice influenza è percepita come un terribile pericolo ne è un esempio il caso “Influenza A” che ha polarizzato l’attenzione dei media per parecchio tempo a tal punto da creare l’esigenza di una campagna pubblicitaria da parte del Ministero della Salute per tranquillizzare i cittadini sui rischi del contagio ribadendo a chiare lettere che l’Influenza A “è una semplice influenza”.

Il simpatico topolino, testimonial della campagna di prevenzione, ci insegna le regole per evitare il contagio. Consigli del tutto banali come lavarsi bene le mani, portare la mano alla bocca se si starnutisce ma evidentemente necessari. Il messaggio trasmesso arriva forte e chiaro: per combattere il virus non sono necessari potenti medicinali o vaccini ma semplicemente una efficace profilassi preventiva. Nonostante ciò la discussione riguardo i pericoli di contagio non ha risparmiato nessun salotto televisivo e domestico, l’argomento è diventato di dominio pubblico la tensione talmente alta da far pensare al rischio epidemia. Ora che il rischio contagio e quasi scongiurato e che le statistiche ci dicono che i casi di decesso sono pressoché inesistenti si conferma ciò che già era chiaro da tempo e cioè che tutto il rumore creato intorno al virus dell’ “Influenza A”  era un bluff e ciò che resta è solo un vago ricordo di un’ influenza “mediatica”, ossia l’ennesima falsa emergenza creata dai media.

Sarebbe interessante discutere di quanti vaccini e quanti farmaci antivirali siano stati venduti in questo ultimo trimestre a seguito del “passa-parola” dovuto alla nuova emergenza del secolo. Pubblicità a costo zero e innumerevoli vantaggi per le multinazionali dei farmaci assicurati.

Sempre più spesso, infatti, le multinazionali dei farmaci acquistano spazi pubblicitari in cui disporre strategicamente i propri spot incentrati sul principio della pillola miracolosa per ogni esigenza che: “tutto guarisce e tutto può!”.

Il business che si genera è di indiscutibile portata, l’International Narcotics Control Board (INCB – Consiglio Internazionale per il Controllo dei Narcotici) dichiara che circa il 70% delle prescrizioni di farmaci non sono necessarie, ma avvengono per “ragioni sociali”. Parliamo di farmaci per gran parte prescritti a bambini e ad adulti per il controllo della personalità, che curano malattie dai nomi fantasiosi , malattie  definite della modernità. “Recentemente la stampa americana ha rivelato che l’agenzia pubblicitaria di una casa farmaceutica ha condotto una sostenuta campagna stampa che ha messo in evidenza il cosiddetto “disordine da ansia sociale” , un disturbo fino ad allora sconosciuto, facendolo apparire su un milione circa di articoli giornalistici nel corso di un anno, menzionando, nel contempo, un farmaco della casa farmaceutica come “l’unica cura conosciuta”. L’intensa campagna di marketing ne ha aumentato in modo eccezionale le vendite e i profitti. La competizione nell’industria psichiatrica è feroce”(http://www.freedommag.org/italian/12_21/page04.htm).

Ogni anno  viene acquistata una quantità sempre maggiore di farmaci che “vanno di moda” che sono imposti dal mercato (come il “Viagra”) che sono presentati al pubblico come prodotti qualsiasi, sminuendo di molto gli effetti tremendi che possono avere sul fisico.

L’emergenza raggiunge livelli paradossali quando l’esigenza del farmaco alimenta il già affermato mercato nero dei prodotti falsificati. Quasi tutti i farmaci che vanno per la maggiore, infatti, sono reperibili anche su mercati paralleli senza controllo di alcun genere mentre nella normalità essi devono essere prescritti dal medico. Il canale privilegiato per il reperimento dei medicinali contraffatti è proprio l’immenso mare di internet in cui, con la carta di credito, è possibile avere qualsiasi cosa, anche farmaci prodotti  senza alcun controllo con conseguenze facilmente intuibili.

Questo argomento è protagonista della campagna sociale realizzata dalla “Pfizer” (stranamente produttrice della pillola blu più famosa al mondo) dal titolo “Get real.Get a prescription” .

Le immagini descrivono uomini e donne senza vita per aver assunto farmaci contraffatti. Anche lo slogan è diretto , l’idea del forte pericolo è espressa senza mezzi termini: “Farmaci falsi on line. Potresti morire pagando con molto di più che con una semplice carta di credito. Comprali originali e con la prescrizione medica”.

Prevale anche in questo spot la maniera statunitense di shoccare con le immagini e le parole ma l’operazione non convince molto negli intenti. La campagna promossa da una dei più grandi colossi farmaceutici  sembra quasi un tentativo nel voler  riparaire  un meccanismo azionato da essa stessa e che ora sembra essergli  sfuggito di mano.

Il fenomeno dei farmaci acquistati senza ricetta ha infatti la sua spiegazione  nel momento in cui si è lasciato  filtrare il messaggio che il farmaco sia una sorta di veloce rimedio per tutti i problemi di noi  comuni mortali.  Le conseguenze sono evidenti e ben più grosse e cioè che la necessità comune ad ognuno i noi di essere felice diventi una psicosi, una spirale senza uscita fatta di palliativi  mometanei  dati dall’assunzione di medicinali che si cerca di ottenere ad ogni costo, anche mettendo in pericolo la propria vita. Non c’è da sorprendersi dunque se persone del tutto normali e spesso anche sanissime invece di rivolgersi al proprio medico di fiducia decidano di autoprescriversi dei medicinali e poi comprarli in internet o altrove.

Alcuni link utili:

Le nuove tecniche dell’industri farmaceutica

http://www.docstoc.com/docs/20096752/LE-NUOVE-TECNICHE-PUBBLICITARIE-DELLINDUSTRIA-FARMACEUTICA-Per

Associazione Giù le mani dai bambini

http://www.giulemanidaibambini.org

M.G.

1 Response to “Il farmaco sociale”


  1. 1 Get the Facts 16/01/2013 alle 02:39

    Hello i am kavin, its my first time to commenting anywhere, when i read this post i thought i could also create comment due to this brilliant post.


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Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
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