La comunicazione sociale ai tempi del web 2.0

Affinché un messaggio sia efficace deve essere recepito correttamente da chi lo riceve. La difficoltà sta nel mezzo di questo processo: non sempre il messaggio che si vuol trasmettere riesce ad arrivare al destinatario, in quanto interviene una serie di fattori quali disturbi dell’attenzione.

Una simile problematica riguarda anche la disciplina della Comunicazione Sociale: una campagna di comunicazione, per trasmettere il proprio messaggio, deve prima di tutto arrivare al ricevente, al target di riferimento.

Da qualche anno a questa parte si assiste ad un nuovo fenomeno: l’affiancamento della Comunicazione sociale al web.

Internet è ormai presente in quasi tutte le case degli italiani. Secondo le statistiche di AW Trend il 64,6% della popolazione tra gli 11 e 74 anni naviga sul web, così anche la comunicazione sociale si avvale di questo importante strumento per rendere i suoi messaggi più efficaci.

Partiamo dai siti web.
Quasi tutte le associazioni no profit si appoggiano ad un sito internet ufficiale che permette di dichiarare i propri obiettivi, scopi e far conoscere tutte le iniziative ed eventi da queste proposti.
Di seguito alcuni esempi:

Aido- Associazione Italiana Donatori Organi

Andi Associazione Nazionale Disabili Italiani

ETTA SOS – Contro la violenza domestica

Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini

Anche i banner pubblicitari dei siti in questione svolgono un ruolo importante, in quanto appaiono all’improvviso nei motori di ricerca,  mentre si visitano altre pagine web, rimandando ai siti ufficiali delle associazioni.

Un ulteriore strumento è il sito Youtube attraverso il quale è possibile caricare dei video o filmati. Capita spesso che uno spot non abbia una lunga vita all’interno dello spazio televisivo ed ecco che questo sito ci aiuta a recuperare e a visionare tutta una serie di pubblicità sociali attuali o degli anni passati. Anche le stesse istituzioni si avvalgono di Youtube per diffondere le proprie iniziative e messaggi:

AIDS – Spot Ministero della Salute

Il fumo uccide : Campagna del Ministero del lavoro e della salute

“Se non lo visiti, lo portiamo via. ” Ministero per i beni e le attività culturali

Ma i siti web delle associazioni e gli spot televisivi non bastano se nessuno conosce la loro esistenza.

Nella nuova era della comunicazione “2.0”, basata sulla condivisione, i social network rivestono un ruolo sempre più importante. Anche la comunicazione sociale cerca di avvalersi di questo strumento sfruttando la possibilità di diffondere il messaggio attraverso più persone possibili.

Infatti il social network è uno spazio favorevole per proporsi, per farsi conoscere e divulgare messaggi ed eventi.

In particolare è interessante studiare il rapporto tra la Comunicazione sociale e uno dei più utilizzati social network del momento: “Facebook”.

Basta dare uno sguardo ai gruppi presenti sul sito:

No alla violenza sulle donne”, “No alla pedofilia”, “Io dico si all’energia eolica e solare!”, “Romania: piacere di conoscerti”, “Azzurra Associazione malattie rare Onlus“.

Si tratta di pagine fan o gruppi aperti da normali utenti o anche da vere e proprie associazioni. Il vantaggio, rispetto ad altri strumenti di comunicazione, è che in questo modo si è costantemente aggiornati su attività, iniziative, eventi, manifestazioni o notizie relative all’argomento al centro del gruppo.

L’unico neo è rappresentato dal fatto che bisogna necessariamente aderire al profilo o fan page per ricevere gli aggiornamenti. Questo ostacolo viene aggirato nel momento in cui i partecipanti utilizzano la propria bacheca per diffondere il gruppo/fan page. Volenti o nolenti ne veniamo così a conoscenza.

Chiaramente “Facebook” da solo non basta. È necessario che vi siano già dei contenuti in rete, così che questi possano essere condivisi. Attraverso il social network è possibile postare sulla propria bacheca, ma anche su quella di altri gruppi o amici, siti e filmati.

Oggi le campagne sociali non hanno lunga vita solo facendo riferimento ai normali mezzi di comunicazione. Ecco che le vediamo apparire sotto forma di FanPage:

Riconosci la violenza

Spesso il motivo per il quale l’opinione pubblica rivolge l’attenzione verso una problematica sociale è il numero di iscritti ai gruppi di Facebook. Anche in questo caso non basta essere in rete, è necessario avere anche un discreto numero di “seguaci” o “fan”. Più sono i contatti, più alta è la possibilità che la comunicazione sociale abbia successo.

Ci chiediamo: è giusto? Ci sono argomenti più importanti di altri solo perché più persone se ne interessano?

L’argomento è complesso, non basterebbe un articolo su un blog per trovare risposta a tutti gli interrogativi che ne derivano.

Quello che sappiamo è che tutte le emergenze e problematiche sociali hanno la stessa importanza, a prescindere dal numero di utenti nel loro gruppo di “Facebook”.

Valentina Sidore

2 Responses to “La comunicazione sociale ai tempi del web 2.0”


  1. 1 Potentiometer taper 26/06/2013 alle 01:53

    I believe what you wrote made a lot of sense. However, what about this?
    what if you added a little information? I mean, I don’t want to tell you how to run your website, however suppose you added something that grabbed people’s attention?
    I mean La comunicazione sociale ai tempi del web 2.

    0 | SOCIALCOM is a little vanilla. You could peek at Yahoo’s front page and see how they write news headlines to grab people to click. You might add a related video or a picture or two to grab readers interested about what you’ve written.
    In my opinion, it would bring your blog a little livelier.


  1. 1 La comunicazione sociale ai tempi del web 2.0 | Memegeek.it Trackback su 22/03/2010 alle 08:09

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About us

Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
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