Liberati dalla gabbia dei pregiudizi

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.
Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

(Art. 1 – Dichiarazione universale dei diritti umani – 1948)

Il 10 Dicembre 1948 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite proclamava la Dichiarazione universale dei diritti umani. Per la prima volta nella storia dell’umanità, era stato prodotto un documento che riguardava tutte le persone del mondo, senza distinzioni, sottolineando l’esistenza di diritti di cui ogni essere umano deve poter godere per la sola ragione di essere al mondo. Trenta articoli, scritti all’alba di una “nuova era”, che sanciscono i diritti individuali, civili, politici, economici, sociali e culturali di ogni persona.

A distanza di 61 anni, però, ci si rende conto di quanto poco venga tenuto in considerazione questo inestimabile documento, e di come diventi sempre più necessario ricordare a se stessi e agli altri un principio fondamentale come il rispetto altrui, visto che spesso l’inosservanza e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell’umanità.

Oggi più di quattro milioni di persone di origine straniera vivono in Italia. Lavoratori e lavoratrici che, faticosamente, sono entrati a far parte della nostra comunità, e che quotidianamente contribuiscono al benessere di questo paese. Forza lavoro e ricchezza culturale, che non bastano a contrastare ed annientare la brutalità del razzismo. Al contrario, il clima xenofobo alimenta, giorno per giorno, il fuoco dell’intolleranza verso “l’altro”, impedendo una completa integrazione ed accettazione.

Cresce il numero delle persone vittime del pregiudizio, lo straniero, il diverso, l’escluso. Cresce l’intolleranza dovuta all’insicurezza e al disagio sociale, e alle campagne di criminalizzazione nei confronti degli immigrati e dei rom. E nel 2010 si rende ancora necessario dover realizzare della campagne sociali, volte a sensibilizzare, e che siano a favore del “diverso che anzichè attrarre spaventa.

Campagna contro il razzismo, l’indifferenza e la paura dell’altro, “Non avere paura, apriti agli altri, apri ai diritti”, promossa da 27 organizzazioni: Acli, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Amnesty International, Antigone, Arci, Asgi, Cantieri Sociali, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cir, Cisl, Cnca, Comunità di Sant’Egidio, Csvnet, Emmaus Italia, Federazione Chiese Evamgeliche in Italia, Federazione Rom e Sinti, FioPsd, Gruppo Abele, LIbera, Rete G2 Seconde Generazioni, Save the Children, Sei-Ugl, Tavola della Pace, Terra del Fuoco, Uil. La campagna, la stessa dell’immagine soprastante, affronta il tema dell’intolleranza razziale con un pizzico di ironia, per sdrammatizzare una situazione che, ogni giorno che passa, diventa sempre più preoccupante.

Altra campagna di comunicazione per dire no al razzismo e alle tendenze xenofobe – della quale propongo due esempi – quella promossa dalla Cgil. La campagna, dal forte impatto visivo e comunicativo, utilizza quattro segni dell’essere uomo, uguali in tutti gli uomini: sangue, lacrime, sudore e sorriso, a testimoniare l’uguaglianza razziale e la speranza in una società interculturale e rispettosa delle differenze.

Segue un esempio di campagna molto semplice, promossa dalla Feltrinelli, dallo slogan “Il razzismo è una brutta storia”.

Per concludere, una campagna che tenta di combattere sia il pregiudizio razziale che l’omofobia, quella promossa nel 2009 dall’Arci. Uno slogan piuttosto forte “Ci chiami sporco negro e lesbica schifosa, ma ti offendi se ti chiamano italiano mafioso. Il razzismo è un boomerang, prima o poi ti ritorna”, pronunciato dai due parlamentari del Pd Jean Leonard Touadi e Paola Concia.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

(Art. 3 – Costituzione Italiana – 1948)

NADIA RONDELLO

1 Response to “Liberati dalla gabbia dei pregiudizi”



  1. 1 Anonimo Trackback su 15/01/2013 alle 17:58

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




About us

Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
marzo: 2010
L M M G V S D
« Feb   Apr »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  

Paperblog


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: