“Guerrilla Gardening”: diffusione di importanti messaggi sociali attraverso il ripristino volontario del verde urbano.

Il termine “Guerrilla Gardening” venne utilizzato per la prima volta nel 1973, da parte di Liz Christy ed il suo gruppo, nell’area di Bowery Houston, a New York.  Quei ragazzi trasformarono un’area abbandonata in uno splendido giardino che, dopo trent’anni, è ancora ben curato. Ora gode addirittura della protezione del dipartimento dei parchi di N.Y.

Ad un primo impatto, il nome sembrerebbe suggerire scenari violenti o comunque “ribelli”; in realtà è tutto il contrario!  I protagonisti di questo evento sono dei veri e propri guerriglieri, ma al posto delle armi imbracciano vanghe e zappe e lanciano bombe di semi e concimi.

Si tratta di un movimento del tutto pacifista che si (ri)appropria di uno spazio verde abbandonato o incustodito dalle amministrazioni comunali e lo ritrasforma in un microsistema vivo.

Ma come funziona? Molto semplice: si individua un pezzo di terra abbandonato al centro della città e ci si arma di buona volontà per ripristinarlo, arricchendo il terreno e piantandoci arbusti e fiori.

La componente di “lotta” esiste, ma è contro la speculazione edilizia (ben visibile nelle nostre città) e contro lo stato di totale abbandono e degrado in cui versano molti spazi urbani, e viene messa in atto attraverso la buona volontà e il buon esempio… non certo attraverso l’uso della forza!

I protagonisti del “Guerrilla Gardening” sono dei semplici appassionati del verde che, attraverso i loro “attacchi”,  interagiscono  in maniera pacifica e positiva con lo spazio urbano, compiendo piccoli atti dimostrativi, ma altamente significativi. Comunicano i loro ideali a chiunque si trovi nei paraggi durante i lavori, diffondendo lo spirito ecologista nella “giungla” d’asfalto e di cemento.

Il messaggio sociale che viene lanciato è semplice e chiaro, e si concretizza nell’azione non violenta contro ogni forma di degrado urbano. Un’idea che, è il caso di dirlo, merita di essere coltivata!

Dal punto di vista delle competenze, una minima formazione in materia di botanica e agraria è consigliata, ma è sufficiente anche il semplice il lavoro fianco a fianco con chi ha già esperienza, e l’emulazione e la buona volontà fanno il resto.

Prima di agire, si deve tener conto della morfologia dello spazio in cui si va a lavorare: si scelgono le aiuole e gli appezzamenti di giardino o parco bene esposti alla luce, e si valuta bene la possibilità di avere un irrigazione quotidiana. Nonostante quello di “Guerrilla Gardening” sia un gesto per lo più simbolico, infatti, non avrebbe senso piantare alcun genere di pianta se non si ha la possibilità poi di mantenerla in vita…  A volte capita che ci siano negozi, uffici o enti collaborativi nelle immediate vicinanze, e che siano loro a mettere a disposizione i loro rubinetti ai quali ci si aggancia con una pompa. Spesso sono gli stessi residenti del posto che, a turno, innaffiano personalmente le piante con i classici ‘bottiglioni’.  L’azione genera dunque consensi, e contribuisce a risvegliare un po’ di “spirito ecologista” anche in chi è semplicemente felice di avere ricevuto in regalo un pezzettino di verde.

Ci sono gruppi di “giardinieri” che agiscono di notte, preferendo un’azione più anonima e tranquilla; ve ne sono altri che, invece, lavorano più apertamente, cercando di coinvolgere le comunità locali. 

Esiste anche un libro, intitolato appunto Guerrilla Gardening”, dove Michele Trasi e Andrea Zabiello illustrano tutti i trucchi del mestiere.

Negli ultimi anni, il fenomeno si sta ramificando in modo capillare in tutta Europa, Italia compresa. I “Guerriglieri” dal pollice verde hanno anche fatto parlare di se in televisione: nella puntata di Report di domenica 6 Dicembre 2009 è andato in onda un interessante servizio dal titolo “Piantiamola!”

http://www.youtube.com/watch?v=MZlGyAlEO1g

A Milano, l’8 Marzo, le azioni di ripristino volontario del verde pubblico sono state organizzate da Action Aid (organizzazione internazionale indipendente impegnata nella lotta alle cause della povertà). In occasione della festa della donna, si è voluto strappare un lembo di terra al cemento della città come gesto simbolico, per ricordare la fatica che milioni di donne devono fare ogni giorno per avere accesso ad un pezzetto di terra da coltivare in Brasile, India e Sierra Leone, ad esempio.

A Sassari, il “Guerrilla Gardening” è stato adottato dal “Critical Mass”, la manifestazione che si tiene ogni ultimo giovedì del mese, e che tenta di incentivare la società all’uso della bicicletta come mezzo di trasporto alternativo, non inquinante.

Il primo tentativo di ripristino del verde si terrà nel bel mezzo del corteo, una volta arrivati nei pressi di piazza Colonna Mariano, giovedì 25 Marzo.  Venite numerosi!

Cristian Barracu.

4 Responses to ““Guerrilla Gardening”: diffusione di importanti messaggi sociali attraverso il ripristino volontario del verde urbano.”


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Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
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