Archivio per aprile 2010

Leggiamo l'”altro”

La tradizione vuole che nel “Dia de S. Jordi” ogni uomo regali alla sua amata una rosa e ogni donna al suo amato un libro, una festa degli innamorati che cade in primavera quando la natura è in fiore, una sorta di S. Valentino catalano.
L’idea della Giornata mondiale del libro e del Diritto d’autore ha la sua origine proprio da qui: in Catalogna il 23 aprile, festa di Sant Jordi, viene offerta una rosa per ogni libro venduto. La data ha un particolare valore simbolico poiché il 23 aprile del 1616 vennero a mancare contemporaneamente Cervantes, Shakespeare e l’ Inca Garcilaso de la Vega.

La Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, proclamata come ogni anno per il 23 aprile, è divenuta ormai un appuntamento fisso fondamentale nel calendario delle manifestazioni culturali italiane.

Quest’anno la Conferenza Generale Unesco (tenutasi dal 6 al 23 ottobre 2009) ha recepito le risoluzioni della Generale Assemblea delle Nazioni Unite di celebrare il 2010 come Anno Internazionale del ravvicinamento delle culture e quindi di avviare un conseguente piano di azione. L’obiettivo da perseguire consiste nel consolidare ed intensificare il dialogo tra culture per incrementare il rispetto etico alla diversità ed alla mutua comprensione, elementi chiave interni alla Carta delle Nazioni Unite e alla Costituzione dell’UNESCO. Quindi il tema dominante suggerito dall’Unesco sarà incentrato sul libro come avvicinamento e dialogo tra culture.

Il libro quindi come mezzo di socializzazione, di incontro tra culture, un mezzo di conoscenza dell’”altro”. La solidarietà spesso si esplica attraverso la donazione di qualcosa di materiale, denaro e beni di prima necessità. Il dialogo tra le culture oggi più che mai, in un mondo sempre più globalizzato e allo stesso tempo sempre più frammentato, è un bene di prima necessità a cui non dovremmo rinunciare. Leggere è conoscere. Conoscere è capire. Conoscenza e comprensione portano al dialogo e così alla “vicinanza”.

Leggiamo l’”altro”.

Emma Gobbato

Polveri maledette

Ci troviamo in Ogliastra, provincia del centro orientale della Sardegna: coste splendide, mare cristallino, falesie e scogliere fantastiche, paesaggi incantevoli che lasciano a bocca aperta: tacchi, grotte, altipiani … L’Ogliastra si dice che sia “un isola nell’isola”, chi va via da questa terra, non tarda a tornare … e chi viene solo di passaggio se ne innamora perdutamente. 

In un questo territorio aspro e selvaggio ma comunque accogliente, vi è il Salto di Quirra, in origine il feudo più esteso della Sardegna; la superficie complessiva era di quasi 5000 km quadrati. Un antico villaggio di origini romane che si sviluppò protetto dal vicino castello. Entrato in possesso degli Aragonesi, la sua storia seguì quella del castello ed entro gli inizi del 1400 si spopolò completamente.
Oggi, il villaggio comprende 150 abitanti. Confinante, vi è un piccolo paese: Perdasdefogu, dal sardo “Pietre di fuoco”. Ha più di 2000 abitanti, è posto a 599 metri al livello sul mare, confina con Ulassai, Villaputzu e Escalaplano.

  

Nel territorio di Quirra e di Perdas vi è il Poligono Sperimentale di Addestramento Interforze del Salto di Quirra; con i suoi 130 km quadrati è il più grande d’Europa. Eseguono sperimentazioni belliche che hanno fatto sorgere sospetti sulle cause di molti morti e malattie: leucemie e tumori del sistema emolinfatico che toccano gli abitanti del luogo in percentuale nettamente superiori alla media. Queste sono sindromi molto simili a quelle che hanno colpito alcuni soldati reduci delle guerre del Golfo e dei Balcani dopo l’esposizione all’uranio impoverito.. 

Secondo il Rapporto sullo Stato di Salute delle popolazioni residenti in aree interessate da poli industriali, minerari e militari della Regione Sardegna vi è un aumento del 28% dei tumori e un aumento del 12% dei linfomi. 

  

Come la “Sindrome dei Balcani”, alcune rare patologie (linfomi, e leucemie rinoplastiche) hanno colpito molti soldati italiani, lontani dalla Bosnia, in Sardegna queste malattie hanno colpito civili e militari; quasi tutti sono morti, quasi tutti avevano avuto a che fare con il Poligono di Quirra. Su 150 abitanti della frazione del Salto di Quirra, venti sono i morti per la Sindrome, denominata “Sindrome di Quirra”, cioè il 13%. Continua a leggere ‘Polveri maledette’

“EFFETTI SOLIDALI”. Piccola fiera per lo scambio e il dono di oggetti ancora utili all’umanità.

Nell’ “era del consumismo”, l’ARCI (Associazione Ricreativa e Culturale Italiana) propone un’iniziativa semplice ma efficacissima: perché gettare via un oggetto inutilizzato creando rifiuti, quando lo si può barattare con un altro, più o meno bello, più o meno costoso, attraverso un vero e proprio “scambio di beni”?

Sono numerosi i progetti che, ormai da parecchi anni e in tante città europee, incentivano il riciclaggio e lo scambio. Il più noto è sicuramente “El día de los trastos” di Barcellona: durante dei giorni ben precisi si possono depositare per strada oggetti inutilizzati, comunque integri e funzionanti come mobili, sedie, elettrodomestici, libri…e prenderne degli altri.

Per alcune ore le persone di Barcellona possono riciclare oggetti che, altrimenti, sarebbero rimasti inutilizzati o si sarebbero trasformati in dei rifiuti.

L’ARCI Sassari ha già avviato a dicembre 2009, in via sperimentale, un servizio analogo in occasione della Notte Bianca.

Nella speranza che un progetto di questo tipo possa avere delle ripercussioni positive sulla qualità della vita della nostra città, l’iniziativa messa in piedi la mattina di sabato 24 aprile in Piazza Fiume, invita i passanti a riflettere sulle nostre abitudini di vita e di consumo.

È innegabile il fatto che gli oggetti di uso comune, nel ventesimo secolo, abbiano un’aspettativa di vita sempre minore. I beni vengono rimpiazzati senza sosta e senza alcuna preoccupazione; senza dare alcun peso al problema ambientale e senza considerare il fatto che quei beni, quelli che finiscono nelle discariche, potrebbero ancora essere utili a qualcuno.

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Da spettatore a spett-ATTORE

“Ogni essere umano è teatro”

Questa affermazione può incuriosire, la si può condividere o rigettare, ma è stata il punto di partenza per una forma di comunicazione sociale che oggi ha ramificazioni in tutto il mondo: il Teatro dell’Oppresso.

Nel teatro ci si serve della voce, del corpo, delle espressioni ed emozioni, di un alfabeto gestuale che viene riproposto quotidianamente da ogni persona nella propria vita.

In ambito sociologico è stato Erving Goffman a utilizzare il mondo del teatro e delle maschere per riferirsi all’agire quotidiano dell’individuo che si muove nella ribalta della società.Ogni essere umano, infatti, è capace di recitare-agire, ogni persona produce azioni e osserva gli effetti di queste nell’ambiente circostante.

Proprio partendo da tali evidenze sociologiche e dalle potenzialità insite in ogni individuo-attore sociale, Augusto Boal, allora direttore del Teatro Arena di Saõ Paulo, dà vita nel Brasile della dittatura degli anni Sessanta, al Teatro dell’Oppresso. La prima ispirazione arriva dalla pedagogia di Paulo Freire secondo la quale il teatro può essere vissuto, da coloro che si trovano nella condizione di “oppressi”, come linguaggio e strumento che gli permetta di conoscere il circostante in maniera critica. Continua a leggere ‘Da spettatore a spett-ATTORE’

Vite spezzate

La sclerosi multipla, detta anche sclerosi a placche, è una malattia infiammatoria cronica che colpisce il sistema nervoso centrale, comprendente cervello e midollo spinale. Questa comporta la distruzione delle guaine, causando il blocco e/o il rallentamento degli impulsi che vanno dal sistema nervoso centrale verso le varie parti del corpo, e viceversa.

La malattia può presentarsi durante tutto l’arco della vita, in particolar modo in soggetti femminili di età compresa tra i 15 e i 50 anni, anche se si manifesta soprattutto tra i giovani adulti di 20-30 anni.

Oggi la sclerosi multipla colpisce al mondo quasi 3 milioni di persone, di cui 58.000 italiani. Ogni anno si verificano circa 1800 nuovi casi, e purtroppo la soluzione al male è ancora molto lontana. Anche se è di pochi mesi fa la notizia di una pillola anti sclerosi multipla, sperimentata a Milano, in grado di ridurre di un terzo la progressione della malattia, che potrebbe essere in commercio già a partire dall’anno prossimo.

Diverse sono le associazioni che operano sul territorio nazionale. Prima fra tutte la AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla – organizzazione non lucrativa di utilità sociale, che da oltre 40 anni, e grazie ai suoi 10.000 volontari, opera su tutto il territorio italiano, promuovendo ed erogando servizi a livello nazionale e locale, rappresentando ed affermando i diritti delle persone con SM, e sostenendo e promuovendo la ricerca scientifica. Dal 1998 la AISM è affiancata da un’altra associazione onlus, la FISM – Fondazone Italiana Sclerosi Multipla.

Presidente dell’associazione dal 1983, e presidente onorario dal 1986, Rita Levi Montalcini, senatrice, medico, ricercatrice e vincitrice del premio Nobel per la scoperta del Nerve Grow Factor, a fianco dell’associazione fin dagli esordi.

La AISM nel corso degli anni ha promosso diversi eventi volti a sensibilizzare, e alla raccolta fondi per finanziare la ricerca. Uno tra tutti “Una mela per la vita”, iniziativa storica dell’associazione, nata nel 1994 in collaborazione con UNAPROA – Unione Nazionale tra le Organizzazioni Produttori Ortofrutticoli, Agrumari e di Frutta in Guscio. Nel 2009, per l’occasione, nelle piazze di tutta Italia, sono stati distribuiti oltre 4 milioni di confezioni di mele, la cui vendita ha permesso di raccogliere circa 26 milioni di euro che sono serviti per sostenere il progetto “Giovani oltre la Sclerosi Multipla”.

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Uguale o diverso?

Verona Salah, 25 anni, marocchino, omosessuale, ha ottenuto da pochi giorni lo status di rifugiato in Italia ed è in attesa del rilascio del permesso di soggiorno. La Commissione territoriale che valuta le richieste di asilo l’ha ritenuto idoneo, perché nel suo paese l’omosessualità viene punita in quanto tale.  (http://www.peacelink.it/sociale/a/23357.html)

In molti Paesi gli atti omosessuali sono ancora condannati dalla legge, prevedendo una pena che varia da pochi anni all’ergastolo, o addirittura alla condanna a morte.

L’omofobia è una paura immotivata e irrazionale può essere definita come una paura nei confronti dell’omosessualità e di gay , lesbiche, bisessuali e transessuali ed è a tutti gli effetti una forma di razzismo.

In rassegna alcuni spot di diverse nazioni a riguardo:

Il ministero per le pari opportunità lancia la campagna pubblicitaria “Rifiuta l’omofobia, non essere tu quello diverso”

Lo spot ha come scopo quello di paragonare l’omofobia a una vera e propria malattia, da cui però si può guarire. Ci si chiede se l’essere a conoscenza delle preferenze sessuali di una persona sia più rilevante dell’essere a conoscenza di che numero porta di scarpe. La risposta è scontata e cioè che “non fa differenza” e lo slogan finale recita “Non essere tu quello diverso rifiuta l’omofobia”. Continua a leggere ‘Uguale o diverso?’

LEGGO ERGO SUM

Dall’ analisi dell’ indagine multiscopo dell’ISTAT sulle abitudini della vita quotidiana delle famiglie italiane emerge che complessivamente ogni anno vengono prodotte  in media 4 copie di opere librarie per abitante e, in particolare, circa 6 copie di libri per ragazzi (tra i 6 e i 14 anni) ma la quantità di lettori abitudinari è sempre minore. A fronte di questi dati nasce la necessità di una comunicazione sociale efficace che responsabilizzi all’importanza dell’abitudine alla lettura.

la campagna radiofonica  del 2008 del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: “Dicono che leggere i libri fanno bene!”mette in evidenza l’importanza della lettura prendendo in considerazione l’aspetto di alfabetizzazione e quanto leggere sia importante per imparare nuovi vocaboli, l’uso corretto della lingua e la grammatica. Continua a leggere ‘LEGGO ERGO SUM’


About us

Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
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