Città sostenibile

La sostenibilità è la caratteristica di un processo o di uno stato che può essere mantenuto ad un certo livello indefinitamente. In anni recenti questo concetto è stato applicato più specificamente agli organismi viventi ed ai loro ecosistemi ma anche in  riferimento alla società. Questo  termine infatti indica un equilibrio fra il soddisfacimento delle esigenze presenti nella nostra società e quello delle generazioni future nel rispetto del nostro pianeta e delle risorse limitate che esso ci offre.” (Wikipedia).

In altri termini uno sviluppo sostenibile deve essere attento all’ambiente al fine di mantenere intatte le caratteristiche dell’ecosistema per il futuro,  per un tempo quindi potenzialmente e auspicabilmente illimitato.

Per fare ciò le risorse naturali devono essere impiegate in maniera responsabile, facendo in modo, quindi ,che esse abbiano il tempo di rigenerarsi. Al giorno d’oggi sappiamo bene che questo non avviene, per questa ragione risorse fondamentali del nostro pianeta quali acqua e ossigeno scarseggiano sempre di più raggiungendo anno dopo anno il limite disponibile. Per porre rimedio a questo grave problema è necessario che ognuno di noi faccia la propria parte, rendendo proprio il concetto di sostenibilità. Questo implica un cambio nel nostro stile di vita, anche nelle cose più semplici della vita quotidiana ma soprattutto all’interno delle nostre città. Per fare questo sono necessare  “cose ” semplici come l’abitudine di andare a piedi o con i mezzi pubblici  al lavoro invece che in macchina o utilizzare dei mezzi che producano energia quali pannelli fotovoltaici e tanti altri  piccoli ma grandi accorgimenti.

Ma tutto questo non basta dovremmo anche chiedere con forza a chi ci governa che le nostre cttà vengano costruite secondo standards ben definiti di sostenibilità. Ogni anno si rilevano tremende trasformazioni del suolo causati dal processo di urbanizzazione ne sono alcuni esempi città quali “Pechino, Nuova Dehli, Città del Messico e Santiago del Cile;  la drammatica crescita delle superfici deforestate in Rondonia in Brasile o nella taiga della Russia, la drastica riduzione di laghi come il lago Chad o il lago d’Aral in Kazakistan, l’incessante distruzione degli ambienti naturali nelle Everglades negli Stati Uniti o nella zona del lago Nakuru in Kenya, tanto per citare solo alcuni esempi.”

Come ha scritto lo storico John McNeill (2000): “ Nel XX secolo il processo di urbanizzazione ha avuto ripercussioni enormi sull’intera vita dell’uomo ed ha rappresentato una frattura notevole rispetto ai secoli precedenti. In nessun altro luogo come in città l’uomo ha alterato l’ambiente: ma l’impatto delle città è andato ben al di là delle mura cittadine. L’espansione urbana è stata fonte primaria di cambiamento ambientale.

Nel XX secolo le città sono diventate l’habitat più diffuso della specie umana riconfigurando anche il mondo rurale e convertendone una parte sempre più ampia alla soddisfazione delle esigenze della popolazione urbana. Questi fenomeni saranno sempre più accentuati in questo secolo.La frammentazione ambientale sta diventando uno dei fenomeni più preoccupanti per la modificazione degli ambienti naturali”.

La frammentazione ambientale è un processo dinamico, dovuto alla mano dell’ uomo, in cui  un’area naturale viene suddivisa  in frammenti più o meno disgiunti e progressivamente più piccoli ed isolati. Il processo di frammentazione quindi spezza una condizione preesistente di eterogeneità ambientale (che gli ecologi definiscono patchiness) creando un mosaico di ecosistemi, di tipo naturale, seminaturale, artificiale. Alla scala del paesaggio e nelle aree storicamente interessate alla presenza umana, il processo di frammentazione ha condotto alla strutturazione di veri e propri “ecomosaici” paesistici in cui gli esseri umani con le loro abitazioni e quant’altro producono gradualmente la scomparsa della natura circostante.[1]

Per evitare tutto questo è necessario un vero e proprio cambio di tendenza nel modo di progettare e costruire le nostre città. Questo non vuol dire che perderemo le comodità e le abitudini  che attualmente abbiamo o che dovremo perdere le nostre case e tutto quello che ci circonda ma che tutto questo sarà creato e gestito con maggiore responsabilità e attenzione per l’ambiente.

Il programma One Planet Living del WWF, evidenzia i dieci principi di sostenibilità attraverso cui dovrebbero essere costruite le nostre città:

  1. Zero anidride carbonica: 100 per cento di energia fornita da fonti energetiche rinnovabili – Fotovoltaico, pannelli solari a concentrazione, energia eolica, energia da rifiuti e altre tecnologie.
  2. Zero rifiuti: Il 99 per cento dei rifiuti dirottati dalla discarica (sono incluse misure per la riduzione dei rifiuti, il loro riutilizzo e, ove possibile, il riciclaggio, il compostaggio e la produzione di energia).
  3. Trasporto sostenibile: Zero le emissioni di anidride carbonica da trasporto all’interno della città, attuazione di misure volte a ridurre l’inquinamento dei viaggi verso le città confinanti attraverso la facilitazione e l’incoraggiamento dell’uso del trasporto pubblico, di car sharing, il sostegno di iniziative con veicoli a bassa emissione.
  4. Materiali sostenibili: Specificando un elevato contenuto di materiali riciclati all’interno dei prodotti per le costruzioni; monitorando e di incoraggiando la riduzione di energia incorporata durante tutto il processo di costruzione dei materiali sabbiosi; specificando l’uso di materiali sostenibili come il legno certificato Forest Stewardship Council, bambù e altri prodotti.
  5. Alimentazione sostenibile: Punti di vendita al dettaglio per raggiungere gli obiettivi per la fornitura di prodotti alimentari biologici e sostenibili e il commercio equo e solidale.
  6. Acqua sostenibile: Il consumo pro-capite di acqua dovrà essere di almeno il 50 per cento inferiore alla media nazionale; tutte le acque reflue dovranno essere riutilizzate.
  7. Habitat e fauna selvatica: Tutte le specie rare saranno conservate o trasferite con positivi obiettivi di mitigazione.
  8. Cultura e patrimonio: Architettura per integrare i valori locali.
  9. Equità e commercio equo e solidale: Equità di salario e di condizioni di lavoro per tutti i lavoratori (comprese le costruzioni), come definito dalle norme internazionali del lavoro.
  10. Salute e felicità: Strutture ed eventi per ogni gruppo demografico.

L’ Emirato di Abu Dhabi nel 2008 ha intrapreso un progetto  che lo porterà a diventare la capitale mondiale della rivoluzione delle energie rinnovabili attraverso il progetto “Masdar”.

Questo progetto prevede la costruzione di una città che rispetti appieno gli standard sopra citati nel tentativo di mostrare al mondo intero che la sostenibilità in campo urbanistico non è una utopia ma una realtà.

“Masdar City – che sarà a zero emissioni di CO2, zero rifiuti e senza l’energia elettrica per i sei chilometri quadrati di città sarà generata da pannelli fotovoltaici, mentre il raffreddamento verrà fornito dall’energia prodotta da impianti di pannelli solari a concentrazione. L’acqua verrà fornita attraverso un impianto di dissalazione a energia solare. Il verde pubblico all’interno della città e le colture esterne saranno irrigati con acque grigie e acque reflue trattate, prodotte dalla città”. [2]




[1]G. Bologna, Conoscere e applicare la sostenibilità. (http://www.wwf.it/UserFiles/File/News%20Dossier%20Appti/DOSSIER/Sostenibilit/ISSI%20RAP%20SOST%202007.pdf)

[2] Abu Dhabi svelerà i piani per la città sostenibile. (http://www.wwf.it/client/ricerca.aspx?root=15596&content=1)

M.G.

1 Response to “Città sostenibile”


  1. 1 Viola 22/07/2013 alle 00:25

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Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
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