Pe(n)sa Differente

In seguito alla seconda guerra mondiale, e prevalentemente nei paesi industrializzati, i canoni di bellezza sono drasticamente mutati. Tutto ebbe inizio nel momento in cui Madame Chanel ruppe gli schemi, fino ad allora in voga, liberando il corpo della donna dagli orpelli della moda belle-époque, creando così il mito del “magro è bello”, che oggi ha portato ad una vera e propria degenerazione. Infatti, già a partire dalla fine degli anni Sessanta, le varie patologie alimentari hanno subito un impressionante aumento, dovuto al fatto che questi disturbi costituiscono l’espressione estrema del cambiamento delle aspettative sociali nei confronti delle donne.

Disturbi alimentari, quali anoressia nervosa, bulimia nervosa e disturbo da alimentazione incontrollata, sono vere e proprie malattie, nonchè prime cause di morte fra le malattie psichiatriche. Patologie che inducono al rifiuto del cibo, alla paura ossessiva di ingrassare e che, nel peggiore dei casi, causano malnutrizione, inedia, amenorrea ed emaciazione.

Vittime di questi disturbi, non soltanto giovani ragazze stressate e fragili adolescenti, ma anche donne e uomini di età adultà, che perdono la propria individualità per aderire ad un modello di massa malsano e pericoloso che può condurre alla morte.

Nessuno fino ad oggi ha mai adottato misure efficienti contro tutte quelle riviste e trasmissioni televisive che propongono modelli impossibili e che invitano ad avere una taglia 38. Anzi, ad oggi, numerosi sono i siti internet – circa 300mila – nei quali si inneggia all’anoressia come chiave di felicità. Le uniche azioni concrete, volte a sensibilizzare ed informare sulla gravità del problema, sono sempre ad opera di associazioni no profit, come per esempio quella svedese, Anorexi/Bulimi-Kontakt, o Ed Bosques – Eating Disorders Bosques, autrici degli spot che seguono.

Altra campagna sociale, quella promossa da ANAD – Associazione Nazionale di Anorexia Nervosa, fondata da Vivian Meehan nel 1976.

Quelli che seguono sono invece due spot italiani. Il primo, promosso da ABA – Associazione per lo studio, la ricerca e l’indirizzo alla cura dell’anoressia, bulimia, obesità e distrubi alimentari, e patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento delle Politiche Giovanili e Attività Sportive, che recita lo slogan “Molti usano il cibo per comunicare un bisogno di aiuto. Pochi lo capiscono”. Lo spot diffonde il numero verde ABA (800.16.56.16) attraverso il quale psicologi ed operatori specializzati accolgono quotidianamente le richieste di aiuto provenienti da tutta Italia. Il secondo, “Se ami qualcuno dagli peso”, è invece promosso dal Ministero delle Pari Opportunità.

A differenza degli spot precedenti, questi trattano la tematica con estrema leggerezza, evitando addirittura di mettere in luce corpi femminili “straziati”. L’ABA ha, infatti, dichiarato il proprio rifiuto nei confronti di modalità comunicative che basano il proprio successo sull’uso improprio di immagini eccessive e provocatorie, che hanno il solo scopo di strumentalizzare la sofferenza.

Concludo con uno spot ideato e prodotto da ONLUS Salomè e Big Sur, che ha come protagonisti persone comuni che giocano con disinvoltura con la propria immagine, trasmettendo la differenza psichica ed emotiva di ognuno di loro. Questo perchè ritengo sia necessario comunicare spontaneità ed autoironia nel rapporto con il proprio corpo e la propria immagine.

NADIA RONDELLO

1 Response to “Pe(n)sa Differente”


  1. 1 Ketosis Diet For Getting Ripped 29/06/2013 alle 20:12

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Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
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