I “naufraghi del lavoro” all’Università

Uscire dal coma indotto dalla ridotta o mala informazione, dall’affollamento televisivo di corpi siliconati, dalla stupidità di chi propone e incita vincite milionarie mettendo in vendita la propria dignità si può !

Facendo il verso a una delle tante trasmissioni della “real tv” persone comuni, giovani e padri di famiglia hanno ideato un’intelligente forma di protesta per rivendicare il proprio diritto al lavoro. È trascorso un mese, ormai, da quando i “naufraghi del lavoro” sbarcano sull’Asinara per mostrare come la realtà dei cassintegrati sia decisamente meno divertente e scintillante di quella di starlette e tronisti avidi di flash.

Da allora è iniziata una tormenta mediatica nel web ed ecco che i sostenitori che solidarizzano con i cassintegrati di Porto Torres, nella pagina di Facebook appositamente creata, diventano in poco tempo oltre 80.000. Così su quell’isola dalla natura incontaminata iniziano a recarsi truope televisive nazionali per conoscere più da vicino l’originale forma di protesta.

In quella che viene definita la “società dell’informazione” si scopre che anche le lotte più pragmatiche hanno bisogno degli altoparlanti mediatici per poter far arrivare la propria voce alle istituzioni e alle dirigenze aziendali. Non è bastato, infatti, occupare la superstrada, i porti, gli aeroporti e la Torre Aragonese. È stato addirittura necessario auto esiliarsi nell’ex carcere di massima sicurezza dell’Asinara per urlare all’Italia, e non solo, il diritto al lavoro.

Sensibile alla crisi economica del nord Sardegna e interessato a offrire la propria solidarietà ai cassintegrati, un gruppo di studenti di Comunicazione Sociale, denominatosi Socialmediares, ha organizzato il 31 marzo scorso un incontro-dibattito, nella Facoltà di Lettere di Sassari, con Andrea Spanu e Emanuele Manca, due dei “naufraghi del lavoro”. Dopo aver brevemente illustrato la drammatica situazione in cui versa l’Italia dove secondo i dati Istat i disoccupati sono aumentati nell’ultimo anno di 380.000, si sono poi ripercorse le tappe dello sviluppo del polo industriale di Porto Torres. Tra i presenti in aula c’è stato chi ha ricordato quei tempi come “anni d’oro” in cui la possibilità di lavoro offerta dalle aziende portava tanti giovani nella città turritana. Lo ha ricordato anche Pietro Marongiu “il tiranno”, altro protagonista della protesta all’Asinara, nel video registrato dalle studentesse recatesi sull’isola. I tempi passano e la crisi si avvicina con tutta la sua carica virale. Spesso gli andamenti del mercato devono far i conti con strategie aziendali zoppicanti e così, in modo non sempre chiarissimo, si arriva alla necessità di bloccare gli impianti. Nel caso specifico della Vinyls, Emanuele ha ricordato come si sia data priorità alla sicurezza degli operai e al rispetto delle leggi in materia ambientale, criticando però la sempre più scarsa attenzione alla ricerca nel campo della chimica. Se non si crea innovazione, il mercato si restringe e diventa una delle micce d’accensione della crisi di cui l’Italia (e non solo) è ormai vittima.

Il dibattito si è acceso sulla possibilità di creare ricchezza nel territorio in modo alternativo, sulle risorse che potrebbero arrivare dal turismo. Era inevitabile, poi, che il discorso si dirigesse sempre più verso l’approdo alla politica. Tante le critiche per le “belle parole” ma i pochi fatti concreti, per le promesse che stentano a essere rispettate, per la distanza della politica dai problemi reali delle persone comuni. Diversi sono stati gli interventi a questo proposito, e forse il fatto stesso che si sia parlato di politica ha portato a riflettere su quale sia la reale funzione di chi amministra e governa la cosa pubblica. Come ha ricordato Emanuele, è importante che all’interno della società ognuno rispetti il ruolo che è chiamato a svolgere. Così, a chi ha invitato Andrea e Emanuele a far “politica” perché la loro lotta non sia solo per gli operai della Vinyls ma per tutti i cassintegrati, i due ragazzi hanno ricordato la loro posizione: operai che vogliono poter lavorare.

In realtà sono stati e continuano a essere molto di più per tanti precari e cassintegrati italiani che pian piano stanno venendo a conoscenza della loro protesta. Andrea ha infatti spiegato come la scelta dell’esilio volontario sull’isola, la scelta del logo, l’utilizzo dell’oceano di comunicazione quale è internet abbiano dato modo di estendere la protesta a livello nazionale.

L’ulteriore proposta dei cassintegrati è, infatti, quella di creare all’Asinara una sorta di “galleria dei cassintegrati” dove chiunque si trovi a condividere la stessa situazione di crisi lavorativa lasci un segno, uno striscione che mostri la presenza delle tante persone a cui non è permesso lavorare. Far sì che l’Asinara diventi simbolo della lotta operaia dei nostri giorni che si porta avanti e si diffonde nelle autostrade del web. A confermare questo anche due giovani donne cassintegrate della società Electa che da qualche giorno hanno deciso di esiliarsi sull’isola e aderire alla lotta.

Va ricordato che il supporto e il grande “successo” de “L’isola dei cassintegrati” è specularmente un grave insuccesso per lo Stato italiano, se in migliaia si riconoscono parte della stessa vertenza lavorativa. I cassintegrati non sono andati all’Asinara per far le vacanze, come qualcuno ha osato pensare, o prendere il sole e spaccare noci di cocco in attesa di una vincita milionaria, sono lì perché vogliono vincere la loro lotta per riprendere a lavorare.

E a chi ha addirittura consigliato ai cassintegrati sardi di “legare con lo spago la valigia di cartone per andare a cercar lavoro lontano dall’isola” è bene riportare alla memoria quanto scritto nella Costituzione italiana:

Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Forse in troppi si sono dimenticati l’esistenza di questo articolo, dove non pare esser consigliato alcun viaggio né una meta precisa per poter esercitare il proprio diritto al lavoro!

“L’isola dei cassintegrati” è stata, e continua a essere, una protesta intelligente e innovativa per far fronte alle problematiche lavorative del mondo contemporaneo che vive di reality irreali. Una dimostrazione concreta del potere che è in grado si svolgere l’informazione quando è ben veicolata, e aver discusso di questo alla presenza di giovani che studiano le dinamiche della comunicazione è stata anche un’occasione per vivere una lezione pragmatica, oltre le teorie dei manuali.

Forza ragazzi ! Socialmediares è con voi !

Luisella Cossu

(Versione integrale dell’articolo pubblicato il
 4.04.10 nel blog “L’Isola dei cassintegrati”)

 

3 Responses to “I “naufraghi del lavoro” all’Università”


  1. 1 socialmediares 09/04/2010 alle 23:16

    Vorrei ringraziare tutti i partecipanti del dibattito, tutti quelli che sostengono questi ragazzi che con forza e coraggio si battono non solo per loro, ma per una dura realtà che ci è intorno, purtroppo che ci coinvolge tutti….. lavoratori e non…..

  2. 2 socialmediares 11/04/2010 alle 08:44

    Ho visto “il tiranno” piangere, e non erano le lacrime di chi vuole vincere un montepremi o la popolarità, ma di un uomo che si priva della propria famiglia per cercare di riprendersi un suo diritto. Ho visto due lavoratrici che dopo aver firmato la sentenza che le ha giudicate si privano anch’esse di figli e mariti per dormire scomodamente nell’isola della protesta, mentre c’è ancora qualcuno che le giudica perchè donne. Ho letto i commenti di chi considera facebook l’incarnazione del male e ne condanna il suo utilizzo. Ho sentito rimbombare nell’aula le parole “lotta operaia”, parole lette nei libri di storia, che evocano tempi passati, capitoli chiusi, che non sarebbero più tornati…

  3. 3 Stelio Effrena 22/06/2010 alle 07:53

    Oh, anche io ho visto quello che la gente crede di aver visto!


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Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
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