Econcerts for green music

Il rispetto dell’ambiente diventa finalmente una prerogativa e un impegno anche della musica.

Uno studio condotto dalla “Direzione Ricerca e Innovazione” Edison ha scoperto che per ogni concerto di medie dimensioni, con 5 mila persone circa, tra impianto elettrico, spostamento dello staff e pubblicazione del materiale pubblicitario, si producono 110 tonnellate di anidride carbonica. Ma, sempre secondo lo stesso studio, è possibile ridurre le emissioni di CO2 di oltre il 70 per cento.

A questo scopo nasce il progetto “Edison – Change the music”, volto a realizzare concerti “puliti e ecosostenibili” e per sviluppare una cultura della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico nel mondo della musica, i cui maggiori fruitori sono sicuramente i giovani.

Il mondo della musica rock ha dimostrato altre volte il suo impegno nella lotta contro l’inquinamento. Per esempio con il “Live Earth”, il mega concerto a favore della Terra, dell’ambiente, del risparmio energetico e dei comportamenti eco compatibili che ha coinvolto tutto il mondo. Per 24 ore in tutti i continenti, Antartide compreso, 150 star si sono esibite di fronte a un pubblico (internet e tv) di 2 miliardi di persone. Lo scopo era quello di reclamare una svolta politica nel problema ambientale e climatico. La nuova iniziativa italiana si rivolge verso il principio del Protocollo di Kyoto, a cui gli Usa non hanno aderito, pur essendo responsabili del 36,1 per cento del totale delle emissioni. Dal momento che il  nostro Paese si è posto come obiettivo una riduzione delle emissioni pari al 6,5 per cento rispetto ai dati del 1990, e se consideriamo che negli ultimi anni in Italia si è registrato un aumento delle emissioni del 13 per cento, questa necessità diviene estremamente urgente.

Tuttavia, anche i concerti organizzati con le migliori intenzioni si rivelano spesso delle “bombe chimiche”!

Il totale delle emissioni dei concerti italiani realizzati ogni anno sarebbe pari a quello derivante da 22.500 auto che percorrono ciascuna diecimila chilometri o anche a quelle derivanti dal consumo energetico annuo di seimila famiglie di tre persone. Una quantità di anidride carbonica realmente eccessiva. Spiegano alla Edison: “Le emissioni totali annuali derivanti da eventi musicali in Italia ammontano a circa 45 mila tonnellate di CO2”.

Il progetto di Edison intende trasmettere un messaggio a favore dell’ambiente, dimostrando come ridurre le emissioni di CO2 sia possibile. Con pochi accorgimenti quali l’utilizzo di energia idroelettrica, eolica o solare, il riciclo dei rifiuti prodotti come lattine e bottiglie di vetro, l’incentivazione alla realizzazione dei concerti in giornata, l’uso di carta riciclata per stampare il materiale pubblicitario, fornire snack e bibite di provenienza locale e favorire gli spostamenti del pubblico con un servizio di car-pooling ( un auto per 4 persone) o con mezzi pubblici appositi sarebbe possibile, infatti, ridurre le emissioni di circa il 70 per cento.

L’obiettivo è quello di sensibilizzare il pubblico dei giovani al problema dell’inquinamento, coinvolgendoli nella proposizione di alternative ai consumi, compreso quello relativo alla musica.

Per fare questo è stata ideata una Community, uno spazio in internet in cui poter trovare consigli e informazioni tecniche sul risparmio energetico nella musica. I partecipanti possono inoltre a loro volta offrire dei suggerimenti per ridurre l’impatto ambientale mentre si fa musica o la si ascolta. Col Green Music Book si è data vita a una guida sul risparmio energetico aggiornabile costantemente sul sito internet www.edison.it/changethemusic, in cui i partecipanti possono proporre i loro suggerimenti.

Infine, il progetto Edison ha pensato anche ai giovani artisti emergenti creando un Contest, un concorso per musicisti non ancora impegnati in un contratto discografico, i cui brani vengono giudicati da una giuria.

Anche il GreenTg, la testata ambientale multimediale realizzata dalla società di Ancona Segni e Suoni, in occasione dei tour di Jovanotti e Vasco Rossi, ha promosso il concerto a basso impatto ambientale.

Anche in questo caso sono state messe in atto delle iniziative a tutela dell’ambiente e redatto un decalogo delle buone pratiche per un concerto ecologico che riporto di seguito:

1. Se il mezzo è pubblico è meglio
Evita di prendere l’auto, se puoi usa l’autobus, ridurrai così le emissioni di CO2 e avrai il passaggio gratuito.

2. Organìzzati
Se vieni in macchina, non venire da solo ma con i tuoi amici. In gruppo è più bello.

3. Fatti furbo
Vieni  in bicicletta, emissioni zero e parcheggio a volontà.

4. Bevi  giusto
Portati bevande contenute in bottiglie in materiale riciclabile o riciclato, le potrai riutilizzare ogni volta che vorrai.

5. No JFJJ
Junk food junkies junking, non è uno scioglilingua ma è la cattiva abitudine di gettare a terra rifiuti. Dunque NO JFJJ

6. Differénziati
Fai attenzione a separare i materiali e  a gettarli nelle apposite isole ecologiche.  Il riciclo    fa risparmiare tra 51 e 72 milioni di tonnellate di CO2 annue.

7. Lìmitati
Cerca comunque di ridurre la produzione di rifiuti, ne abbiamo già troppi in giro.

8. Fai bene a te e all’ambiente
Se fumi,  evita di accederti una sigaretta. Meno C02 nell’aria e nei tuoi polmoni. Se invece non resisti raccogli il filtro, la cicca  è difficilmente biodegradabile.

9. Rilassati
Spegni il cellulare, ridurrai così il carico di emissioni elettromagnetiche.

10. Sostieni l’eco-concerto
Contribuisci a diffondere, se sei d’accordo, queste buone pratiche

Infine, anche in Sardegna,  il festival di Berchidda “Time in Jazz” rinnova il suo impegno a favore dell’ambiente,  il quale si concretizza non solo negli originali eventi musicali che si tengono nei boschi del Limbara o nelle chiesette campestri, ma anche in una maggiore consapevolezza verso l’impatto ambientale che i concerti possono avere sul nostro splendido patrimonio ambientale.

Tra le iniziative promosse “Light for Music”, con cui si è fatto ricorso per l’impianto audio-luci sul palco a dei riflettori a led, con un consumo, rispetto ai riflettori tradizionali, inferiore di circa il 50 per cento. Nei concerti campestri, invece,  è stato ridotto l’impatto dell’amplificazione grazie all’utilizzo di nuovi diffusori acustici a batteria.

Sono inoltre presenti tutti gli anni “Le isole ecologiche”, degli spazi appositi dedicati alla raccolta differenziata, i “Green Corner”, stand informativi sull’ambiente e le sue problematiche, e “Motori a strappo”, un’iniziativa di car-sharing per consentire al pubblico di raggiungere le numerose sedi dei concerti fuori paese riducendo le emissioni prodotte dalle auto.

Una novità  di quest’anno sarà invece la “Doccia Light”, un progetto di risparmio idrico ed energetico che consiste nella distribuzione gratuita di Erogatori per doccia a Basso Flusso da installare nei punti doccia degli impianti gestiti dall’Amministrazione comunale e nelle strutture turistiche e ricettive di Berchidda. Grazie a questa iniziativa si potranno ridurre i consumi di circa il cinquanta per cento, riducendo gli sprechi e l’impatto ambientale. L’acqua è stato l’elemento e il tema che ha guidato l’edizione del festival dello scorso anno e grazie al quale “Time in Jazz” ha ottenuto il patrocinio dell’Unesco in quanto manifestazione di particolare interesse culturale.

Una grande lezione di umanità pur nella semplicità dei mezzi, che ci dimostra come sia possibile mostrare maggiore attenzione ai problemi della Terra, di cui siamo tutti inquilini, senza rinunciare alla qualità dei risultati.

Laura Bocchiddi

1 Response to “Econcerts for green music”


  1. 1 http://Globalnewsdigest.com 29/09/2014 alle 04:33

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Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
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