GALLINE DALLE UOVA D’ORO 2

 

immagine spot pubblicitario brooklynE’ utile ricordare e ribadire quanto sia utilizzato il corpo femminile nel linguaggio pubblicitario. La donna continua ad essere soggetto-oggetto di messaggi per la promozione di un prodotto che deve essere immesso nel mercato, con sicuro successo. Basta guardare il nuovo spot della Brooklyn che va in onda in questi giorni. Lo spot utilizza il corpo di una bellissima donna, nudo, per lanciare il prodotto chewing-gum. Il sistema di raffigurazione della donna è quello della frammentazione del corpo femminile. Il corpo femminile viene presentato come spezzettato, ovvero ne vengono mostrate solo alcune sue parti: glutei scolpiti, bocche turgide e sorrisi smaglianti. Come se ciò fosse la normalità di tutti i corpi. Da oggetto a oggetti. Non più solo un corpo ma pezzi di corpo, con lo scopo specifico di suscitare desiderio sessuale e eccitazione erotica.

Analizziamo le inquadrature:

In primo piano solo le gambe, che camminano sinuosamente. In un campo più lungo vediamo i glutei e la schiena Si passa a un dettaglio della mano, che sensualmente porta il chewing-gum verso una bocca dischiusa.
Poi una “scia di gusto” percorre tutte le zone del corpo della modella, dalle braccia alla schiena, dai piedi alle gambe, dalle mani al ventre, sino alla bocca carnosa, che in maniera poco allusiva ricorda un orgasmo.
«Feel your sense» recita lo speaker, lanciando al pubblico l’invito a vivere le stesse sensazioni.

Il concetto racchiuso nello spot della Brooklyn dovrebbe essere: “masticare il nostro chewing-gum è un’esperienza totale che racchiude tutti i sensi!”

Ora non basta più elencare i benefit di prodotto, è necessario rimandare ad altri mondi, non farci pensare alla realtà ma portarci in un’altra, fittizia.

La mia domanda è: perché serve una donna senza veli per vendere una gomma da masticare? È possibile che il marketing non trovi altri significati da immettere nel sistema simbolico, che non sia la donna come oggetto di desiderio sessuale? E soprattutto, è possibile che una donna  possa vedere uno spot come quello in oggetto e non irritarsi, vedendo un corpo a pezzi, come quarti bue, esposto per invitare all’acquisto?

Quest’ultima domanda probabilmente si allontana da una lucida analisi dello spot pubblicitario ma forse la misura è colma.

Emma Gobbato

2 Responses to “GALLINE DALLE UOVA D’ORO 2”


  1. 1 Andrea Sperelli 22/06/2010 alle 12:40

    In questo caso l’agenzia pubblicitaria ha scelto una via facile e ortodossa: usare il corpo femminile. Non c’è nulla di male, la modella non è stata minacciata di morte, per partecipare allo spot e mi domando se dietro le quinte non sia un intero staff ricco di donne a gestire storyboard e riprese. E’ finita l’epoca delle suffragette 😉

    Comunque la risposta sarebbe: anche una donna può servire per vendere una gomma americana. In alternativa è stato sfruttato il famoso scoiattolo con problemi intestinali e ancora per le Big- Babol, in passato, una banda di marmocchi guidati da una majorette in un contesto “cartonesco”.

    Ma gli esempi potrebbero essere mille, a dimostrazione che il corpo femminile, come quello maschile è un’opzione nel panorama mediatico. Che facciamo? Distruggiamo i media? Li sottoponiamo a una censura religioso – ideologica? Ci sono cose più importanti. E questo articolo è pessimo.

    • 2 socialmediares 23/06/2010 alle 12:16

      Sapere che ritieni il mio articolo pessimo per me è un complimento. Grazie.
      Io non parlo di censura religiosa e nemmeno di moralismo. E il tuo commento dimostra che non hai capito davvero granchè di ciò che ho scritto. E non ho nemmeno intenzione di dilungarmi molto in spiegazioni. Non ritengo sia utile sprecare il tempo con personaggi come te che scrivono commenti a raffica, firmandosi ogni volta con nomi diversi. Il tempo è prezioso.


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Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
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