Liberi dalla fame

Oggi sono circa 850 milioni le persone che al mondo soffrono la fame. Persone cronicamente sottoalimentate, o non in grado di avere un’alimentazione sufficiente a soddisfare i propri bisogni energetici di base. Oltre 1 miliardo di persone soffrono di malnutrizione, 200 milioni bambini sotto i cinque anni, soggetti ad una serie di sintomi cronici, quali calvizia, perdita delle unghie e del primo strato di pelle.

La stragrande maggioranza delle persone sottoalimentate vive in paesi in via di sviluppo, circa il 95% equivalente a 798 milioni di persone, 34 milioni nei paesi in via di transizione, e i restanti 10 milioni nei paesi industrializzati. Per fare un esempio, nel corno d’Africa, circa l’80% della popolazione soffre di gravi malattie legate alla malnutrizione.

E’ ovvio che le risorse siano mal distribuite, e che quindi non sia sufficiente aumentare la produzione alimentare per sconfiggere questo male, ma che sia, invece, necessario sviluppare l’agricoltura anche nelle zone più povere, e soprattutto correggere gli effetti dell’economia globalizzata. Molte le regioni africane e sudamericane che soffrono l’oppressione di aziende multinazionali, sfruttatrici di risorse, che approfittano della povertà dello stato in questione, senza preoccuparsi minimamente degli abitanti del luogo che ogni giorno devono fare i conti con la miseria. L’unico rimedio efficace? Che le aziende cessino una volta per tutte la loro attività di sfruttamento incontrollato delle risorse appartenenti a regioni che sicuramente ne necessitano maggiormente, per avere la possibilità di riprendersi economicamente. Insomma: un’utopia!

Un rimedio possibile, invece, può essere quello di garantire una produzione sufficiente di alimenti accessibili a tutti. Aumentare la produzione alimentare non garantirà certo l’eliminazione della fame, ma sicuramente può essere un passo importante. Così come può essere importante che ognuno di noi contribuisca, attraverso la condivisione di informazioni, l’attenzione, la partecipazione e la solidarietà, a garantire un diritto fondamentale a tutti gli essere umani. Questo mi preme ricordarlo visto e considerato che, nonostante oggi siano circa 1 miliardo le persone malnutrite, noi “benestanti” alleviamo senza alcun problema circa 45 miliardi di animali, che in termini di consumo corrispondono ad almeno 10 miliardi di bovini, mentre ci risulta difficile a volte fare una donazione o prestare assistenza a chi la necessita.

Di seguito segnalo il sito del WFP – World Food Programme (Programma Alimentare Mondiale) http://it.wfp.org, la più grande organizzazione umanitaria al mondo che si occupa di assistenza alimentare per combattere la fame.

Si tratta di un’agenzia delle Nazioni Unite di base volontaria, fondata nel 1962, che collabora con Organizzazioni per l’Alimentazione e l’Agricoltura, FAO, Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo, IFAD, governi, agenzie e ONG.

Di pochi giorni fa è, invece, la notizia della campagna denominata “Operazione fame” di ActionAid, organizzazione indipendente impegnata nella lotta alla povertà, che chiede a governi e istituzioni internazionali di cambiare le politiche ingiuste e produttrici di fame.

ActionAid vuole far riflettere l’opinione pubblica sul tema dei carburanti biologici e sulle conseguenze che questi hanno sul sistema alimentare, poichè la crescita del mercato dei biocarburanti ha causato l’aumento del numero degli affamati nel mondo. La produzione dei biocarburanti è entrata in competizione con l’agricoltura tradizionale ed ha causato l’aumento dei prezzi alla base della crisi alimentare. Per disporre di più terra coltivabile si espropriano i campi delle popolazioni locali e si distruggono le foreste, buona parte della produzione di mais alimentare in paesi come Stati Uniti, Canada ed Europa è stata convertita in etanolo per sostenere la crescente domanda, ma nonostante tutto le emissioni nocive non diminuiscono granchè con i biocaruranti.

Se anche voi “preferite avere lo stomaco pieno ed il serbatoio vuoto” http://www.lafame.it

NADIA RONDELLO

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Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
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