Come adottare un rifiuto (con affetto)

Buttare via qualcosa è sempre un piccolo lutto, in particolare se riguarda un oggetto che in qualche modo è stato con noi per lungo tempo: la prima televisione, lo stereo che usavamo da ragazzi o la sedia della nonna, prodotti sempre perfetti ma che ormai occupano solo spazio. La vecchia tecnologia fa spazio alla nuova o semplicemente un oggetto si rompe e riaggiustarlo costerebbe di più che comprarlo nuovo.

Avete fatto caso ai prezzi degli elettrodomestici? Nei volantini dei supermercati le offerte a prezzo stracciato si sprecano. A queste condizioni, ed essendo figli di una società consumistica che da sempre meno valore agli oggetti quotidiani, il primo pensiero che ci viene in mente è: “lo butto”.

Per fortuna ci sono persone meno “arrendevoli” e disposte a qualche piccolo sacrificio piuttosto che sborsare quattrini per un oggetto nuovo.

Nasce l’iniziativa “Rifiuto con affetto”.

Parte dal presupposto che quello che noi gettiamo nella spazzatura può essere usato da qualcun altro anche perché molto spesso si tratta di oggetti ancora utilizzabili: “se qualcuno li rifiuta con affetto qualcun altro se ne può riaffezionare. Ciò che è inutile per una persona diventa utile per un’altra”.

L’obiettivo dell’iniziativa è portare a ripensare alle nostre abitudini quotidiane, al passaggio ormai troppo facile tra l’oggetto in disuso o non funzionante alla spazzatura, senza più vie di mezzo.

Spesso basterebbe qualche attenzione in più. Molte persone indigenti non possono permettersi elettrodomestici, armadi, letti o tavoli,  tutte cose che spesso buttiamo, magari per rinnovare l’arredamento.

Abituati ormai alla seduzione dell’oggetto nuovo, cercare tra le cose vecchie sembra essere rimasto un hobby solo per gli appassionati di antiquariato.

Il progetto Rifiuto Con Affetto agisce attraverso un proprio cassonetto con ante scorrevoli e trasparenti suddiviso in ripiani.

In questo modo è possibile mettere al suo interno i “rifiutati con affetto”.  L’idea riprende un pò la vetrina dei negozi: un bel vestito, un bell’oggetto esposto ci attira nel negozio per essere acquistato. Allo stesso modo questi rifiuti possono essere prelevati da qualcun altro interessato ad essi. Come è scritto nel sito l’azione del “buttar via” e quella del “rovistare” si trasformano in un “lascia e prendi”.

Il progetto punta sulla comunicazione: sensibilizzare la popolazione verso l’iniziativa, attraverso opportuni modi e canali, e le modalità di utilizzo del cassonetto RCA, il quale in realtà diventa una sorta di armadio pubblico. Il tutto dovrà realizzarsi in collaborazione con le istituzioni del territorio e con le associazioni che contribuiranno a incoraggiare i cittadini verso questa pratica del riutilizzo degli oggetti.

La tematica ecologica è centrale. Secondo l’ultimo Rapporto Rifiuti dell’Ispra ognuno di noi produce mediamente 546 kg di rifiuti solidi urbani l’anno.

Non solo il riciclo, anche il riutilizzo potrebbe essere una risposta efficace all’inquinamento e all’eccessiva quantità di rifiuti. In questo modo si incentiva un uso sostenibile delle risorse in quanto si evita il consumo di materie prime per creare un nuovo oggetto.

Per ora il progetto è attivo a Venezia, Rovereto, Mestre, Matelica e Rivignano ma nulla vieta di proporre l’iniziativa nella propria città.

Nel menù a tendina, nella colonna a sinistra del sito, è possibile cliccare sulla voce “porta RCA nella tua città“.

Non solo le istituzioni e le associazioni ma anche i singoli cittadini possono contattare i responsabili del progetto, un gruppo di ragazze riunite nel gruppo Publink, e valutare in che modo RCA possa essere applicato alla città in questione.
I cassonetti deputati per l’iniziativa possono essere installati non solo presso i normali punti di raccolta della spazzatura ma anche in scuole, musei, centri commerciali o bar e aziende, tutti luoghi che possono essere raggiunti facilmente e che si trasformano in centri di aggregazione, d’incontro e di condivisione tra i cittadini.

Il sito offre tutti gli strumenti per comunicare l’iniziativa: attraverso volantini o manifesti, organizzando eventi, convegni o laboratori didattici per bambini e ragazzi in modo da sensibilizzarli fin da subito su queste “buone pratiche” del consumo e del riutilizzo.

Ancora una volta è il singolo cittadino che si fa carico di un compito che interesserebbe invece istituzioni o associazioni ,spesso troppo pigre per ascoltare le nuove esigenze della popolazione o per rispondere in modo efficace alle emergenze ambientali sempre più pressanti.

Con questo progetto quello che buttiamo non si sentirà più un “rifiuto” ma, grazie alla “bontà” di qualcun altro, diventerà un adottato con affetto!

Valentina Sidore

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Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
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