Meglio un uovo subito o una gallina sana?

I ritmi frenetici imposti dalla vita moderna impediscono spesso di valutare il valore delle nostre scelte.

Le nostre abitudini di vita e le nostre scelte alimentari hanno enorme influenza e producono gravi ripercussioni sull’ambiente, sulle persone che vivono al di sotto del livello minimo di sussistenza, sugli animali.

La fretta, il consumismo imperante, la ricerca del risparmio (anche se solo apparente), la disattenzione generale verso argomenti che non riguardino il profitto personale immediato, sono alcuni segni che contrassegnano il consumatore medio in Occidente.

Eppure è proprio nella confusione degli scaffali e nei corridoi dei supermercati che si stanno delineando le tracce di un consumo consapevole. Sempre più persone cercano di emanciparsi dal ruolo di consumatori dotati di bancomat e tessera-punti ma non di cervello, per abbracciare una scelta di vita che preveda un impegno etico, anche se nella banalità delle esigenze quotidiane, convinti che anche un piccolo gesto come l’acquisto responsabile di un prodotto piuttosto che un altro, la scelta di un marchio meno pubblicizzato a discapito di uno più quotato, possa incidere nel bilancio complessivo della Terra.

Per consumo consapevole si intende, dunque, una presa di posizione nell’acquistare prodotti che riducano al minimo le cause della sottoalimentazione e i danni procurati all’ambiente, valutando nel contempo la sofferenza che talune scelte e abitudini infliggono agli altri esseri viventi.

Data l’ovvia impossibilità di tornare a sistemi di produzione e consumo pre-industriali, la nuova forza del consumatore consiste nel poter scegliere dove indirizzare il proprio carrello, quasi una estensione della nuova specie umana.

Forse non a tutti capita di pensare che fra i miliardi di prodotti che un supermercato ci offre, la scelta delle uova può rappresentare una discriminante importante.

Molti vedono in esse solo dei corpi inanimati rinchiusi all’interno di scatole, senza considerare che la loro generazione in contesti innaturali causa enorme sofferenza nelle produttrici: le galline.

Ecco perché la LAV, la lega antivivisezione, ha promosso una intelligente campagna di sensibilizzazione su questo tema da non sottovalutare, creando un mini sito internet dal titolo Galline libere!  http://www.gallinelibere.lav.it/ dove si impegna a informare, con una grafica e un linguaggio accattivante, forse intenzionalmente rivolto a un pubblico giovane, coi simpatici Super Chicken, Harry Chicken e Incredibile Chicken, sui sistemi di allevamento di questi animali, e su come poter evitar loro una vita di sofferenza. È possibile scegliere le uova provenienti da allevamenti di galline libere, cioè allevate a terra e non nelle terribili prigioni delle batterie in cui impazziscono, acquistano comportamenti aggressivi e si ammalano, incidendo in questo modo sulla loro e la nostra salute.  Alcuni studi (British Journal of Nutrition, Pennsylvania State University, Mother Earth News), hanno infatti dimostrato che le uova da allevamento biologico o all’aperto sarebbero più ricche di omega 3, vitamine A, E, D, B12, beta carotene, acido folico e conterrebbero meno colesterolo di quelle in gabbia.

GallineLibere_guida

Una parte dell’industria alimentare europea si sta ormai adeguando alla richiesta di uova di galline libere, in linea con la Direttiva Europea n.74/1999 che dal 2012 introdurrà il divieto dell’allevamento nelle gabbie convenzionali dove ancora sono imprigionate e costrette a una vita innaturale l’80% delle galline allevate in Italia. I consumatori, ma anche i supermercati e le Amministrazioni locali possono favorire la riconversione dall’allevamento in gabbia verso sistemi d’allevamento non in gabbia, affidando sempre la loro preferenza alle uova di galline libere. È importante, dunque, leggere con attenzione l’etichetta delle confezioni di uova dove è obbligatoriamente indicato il sistema d’allevamento di questi animali.

Da qualche settimana la LAV è impegnata anche in un tour informativo in diverse regioni con degli stand in cui i visitatori vengono accompagnati in una visita semi-virtuale dove vengono simulate le condizioni delle galline nelle batterie, negli allevamenti a terra, in quelli all’aperto e biologici per capire le differenze tra queste tipologie di allevamento.

“Le uova non sono tutte uguali, come confermano queste realtà: quelle di galline libere sono da preferire e ogni giorno i consumatori, ma anche le Amministrazioni nelle mense pubbliche e i supermercati, con le loro scelte d’acquisto possono contribuire a liberare le galline dalle gabbie, semplicemente evitando di acquistare le uova di galline provenienti da allevamento in gabbia – dichiara Roberto Bennati, vicepresidente della LAV –  Liberiamoci dalle uova di galline nate e vissute nelle strette gabbie di batteria, liberiamo 39,5 milioni di galline garantendogli quel benessere che non possono avere nel sistema in gabbia, in linea con la Direttiva Europea n.74/1999 che dal 2012 introdurrà il divieto d’allevamento nelle gabbie convenzionali”.
Pochi gesti che impegnano alcuni minuti della nostra vita: avvicinarsi allo scaffale delle uova, non lasciarsi ingannare da immagini di campi verdi e vasti, leggere l’etichetta dove è indicato l’allevamento di provenienza.

L’evoluzione della nuova specie umana è possibile: scegliete il consumo consapevole!

Laura Bocchiddi

1 Response to “Meglio un uovo subito o una gallina sana?”


  1. 1 Nicola 08/01/2016 alle 15:31

    Anche per me è così. Articolo superbo, c’è un modo per ricevere i vostri articoli sulla casella mail? grazie.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




About us

Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
aprile: 2010
L M M G V S D
« Mar   Mag »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  

Paperblog


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: