LEGGO ERGO SUM

Dall’ analisi dell’ indagine multiscopo dell’ISTAT sulle abitudini della vita quotidiana delle famiglie italiane emerge che complessivamente ogni anno vengono prodotte  in media 4 copie di opere librarie per abitante e, in particolare, circa 6 copie di libri per ragazzi (tra i 6 e i 14 anni) ma la quantità di lettori abitudinari è sempre minore. A fronte di questi dati nasce la necessità di una comunicazione sociale efficace che responsabilizzi all’importanza dell’abitudine alla lettura.

la campagna radiofonica  del 2008 del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: “Dicono che leggere i libri fanno bene!”mette in evidenza l’importanza della lettura prendendo in considerazione l’aspetto di alfabetizzazione e quanto leggere sia importante per imparare nuovi vocaboli, l’uso corretto della lingua e la grammatica. La campagna promossa dalla presidenza del Consiglio (Dipartimento editoria) in collaborazione con il ministero dell’Istruzione e quello dei Beni culturali vede alcuni personaggi di diverse età scambiarsi libri e riviste, lo slogan e titolo della campagna cita “Passaparola, la lettura è il cibo della mente”.

Lo spot invita tutti, grandi e piccini  ad aderire al sano vizio della lettura ed a tentare di far aderire più persone possibile tramite il passa parola, condividendo cioè con gli altri l’esperienza fatta e le proprie impressioni. Lo spot è connesso a una serie di iniziative quali un protocollo d’intesa con i ministeri dell’Istruzione e dei Beni culturali per lanciare una giornata della lettura e promuovere, nelle scuole elementari e medie un concorso per la migliore campagna di incentivazione della lettura e  un concorso per il miglior “giornalino” scolastico che verrà distribuirlo in edicola.

lo spot “Leggere un’ avventura del pensiero” è lanciato  lo dal governo egiziano ed è un invito alla lettura  prendono in considerazione come la lettura sia una bella avventura raccontata a cui con la nostra fantasia possiamo partecipare. Molto meglio che vedere un film o una fiction a cui i protagonisti dello spot egiziano si ispirano, perché leggendo il lavoro dell’immaginazione è ancora più forte.

Lo spot che mi sembra più efficace è quello del ministero dei beni culturali “ Reading more is also important”.

nello spot sono rappresentati due personaggi, un uomo e una donna che si vestono di tutto punto con bei vestiti, gioielli e tutto il necessario per partecipare a una serata di gala, ma mentre si apprestano ad uscire dalla loro abitazione la loro immagine si deforma e appare lo slogan “leggere di più è altrettanto importante”. Credo che quest’ultimo esempio di comunicazione sociale sia più incisivo rispetto agli altri perché va a colpire proprio quello che è il punto debole storico di ogni società, non solo quella contemporanea: l’apparire. Il vero messaggio dello spot infatti è sottointeso ma al tempo stesso lampante e cioè che leggere vuol dire emanciparsi vuol dire avere le armi per poter comprendere appieno quello che ci accade e uscire dalle subdole schiavitù che la società ci impone. Se infatti non abbiamo l’uso di leggere abitualmente come facciamo a capire il mondo che ci circonda, anche partendo dalle cose più semplici come la lettura del giornale, la decodifica dei messaggi che provengono dalla televisione fino alla comprensione  di ciò che ci accade quotidianamente nella vita di tutti giorni. È evidente che è impossibile. La spiegazione del fatto che esistano campagne sociali come queste è data dal fatto che la lettura preveda la costanza di uscire dalla frenesia del tempo che in quest’epoca sembra scorrere più veloce che mai, per sedersi e concedersi qualche minuto per riflettere. Certo i media non ci aiutano in questo, ci offrono surrogati di informazione consumabili velocemente come i panini del più famoso ristoratore al mondo. Ci offrono programmi stupidi quanto esilaranti, iniezioni di spensieratezza e felicità in prima serata, una ninna nanna adatta a spegnere il cervello fino alla mattina seguente. In questo quadro leggere dunque non vuol dire solo cibare la nostra mente o partecipare a una fantastica avventura ma molto di più, vuol dire fare un regalo a noi stessi molto più grande di quanto possiamo immaginare.

M.G.

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Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
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