Salviamoci la pelle!

Davanti allo scaffale di un supermercato la scelta di un prodotto che risponda alle nostre esigenze richiede sempre un certo tempo. Sbagliare ci costerebbe caro soprattutto se si parla di bellezza.

Trovare uno shampoo o un balsamo che fa al caso nostro diventa sempre più difficile anche perché abbiamo a disposizione diverse opzioni.

Scegliere un prodotto con un basso impatto ambientale è preferibile rispetto a quelli che invece hanno componenti non biodegradabili. Da qualche anno a questa parte spuntano diversi articoli che promettono capelli lucenti grazie ad estratti di erbe o frutta e anche nel nome troviamo un richiamo alla natura. Una volta aperta la confezione non abbiamo più dubbi: questo shampoo sa davvero di cocco e questo balsamo ha davvero un odore inebriante di frutta!

Sicuri che sia tutto vero?

Osserviamo i seguenti video:

Nel primo caso si tratta di uno spot di uno shampoo al cocco. Per rendere bene questa promessa nella pubblicità vediamo una donna immersa nell’acqua blu, colore che si richiama non solo alla confezione del prodotto ma anche al presunto potere idratante dello stesso.

Il secondo video è una pubblicità americana, con testimonial una nota cantante. Lo shampoo in questione contiene tra gli ingredienti olio di palma. La naturalità del prodotto è sottolineata dalla ricorrenza del colore verde: le immagini di foglie sulle quali scorre una goccia, presumibilmente l’estratto naturale che si trova poi nello shampoo, si alternano al vestito della ragazza.

Di fronte a queste garanzie non possiamo più avere dubbi: capelli così lucenti e idratati sono il sogno di qualsiasi donna, e anche degli uomini, inutile nasconderlo.

Questo shampoo ha tutte le premesse per essere un prodotto perfetto per i benefici che se ne avranno usandolo ed è inoltre composto da ingredienti naturali. Anche il packaging accattivante e i colori sgargianti attirano subito la nostra attenzione.

Ma se prendiamo una confezione di uno dei suddetti prodotti e la giriamo ecco che appare l’Inci.

AQUA (solvente)

AMMONIUM LAURETH SULFATE (tensioattivo)

AMMONIUM LAURYL SULFATE (tensioattivo)

SODIUM CHLORIDE (viscosizzante)

GLYCOL DISTEARATE (emolliente / emulsionante / opacizzante / viscosizzante)

DIMETHICONE (antischiuma / emolliente)

CITRIC ACID (agente tampone / sequestrante)

SODIUM CITRATE (agente tampone / sequestrante)

AMMONIUM XYLENESULFONATE (tensioattivo / viscosizzante)

COCAMIDE MEA (emulsionante / stabilizzante emulsioni / tensioattivo / viscosizzante)

PARFUM

GUAR HYDROXYPROPYLTRIMONIUM CHLORIDE (antistatico / filmante / viscosizzante)

SODIUM BENZOATE (preservante)

DISODIUM EDTA (sequestrante / viscosizzante)

HEXYL CINNAMAL (Allergene del profumo)

DMDM HYDANTOIN (conservante)

TETRASODIUM EDTA (sequestrante)

BENZYL SALICYLATE (Allergene del profumo)

PROPYLENE GLYCOL (umettante / solvente)

LIMONENE (Allergene del profumo)

LINALOOL (Allergene del profumo)

VANILLA PLANIFORA FRUIT

COCOS NUCIFERA FRUIT EXTRACT

PARAFFINUM LIQUIDUM (antistatico / emolliente / solvente)

CI 42090 (colorante cosmetico)

METHYLCHLOROISOTHIAZOLINONE (Conservante)

CI 61570 (colorante cosmetico)

METHYLISOTHIAZOLINONE (conservante)

POTASSIUM SORBATE (conservante)

Nessuno ci fa caso ma ogni etichetta, di qualsiasi prodotto, ha una lista di ingredienti che lo compongono. Ma che cos’è davvero l’Inci? Inci sta per International Nomenclature of Cosmetic Ingredients, l’elenco degli ingredienti cosmetici formulato secondo la nomenclatura standard. Se fossimo un pò più curiosi, o meglio furbi, sapremmo che questo è un ottimo strumento per evitare fregature nonché danni non solo per l’ambiente  ma anche per la nostra pelle.

L’inci riportato sopra non è certo di facile lettura per chi non ha studiato chimica.

In questo caso i colori sono molto utili: vi basti sapere che quelli in giallo sono gli ingredienti così così, se non ci fossero sarebbe meglio, mentre quelli rossi sono assolutamente dannosi e non biodegradabili.

Cerchiamo di capirne di più.

Per prima cosa l’ordine degli ingredienti nell’Inci segue anche la quantità presente nel prodotto, quindi più in alto si trova il componente maggiore sarà la sua presenza rispetto a quelli che lo seguono.

L’Ammonium Laureth sulfate è un tensioattivo, cioè ha la funzione di sciogliere lo sporco facendolo scivolare via con l’acqua. In tutti i prodotti cosmetici vi sono tensioattivi: dai bagnoschiuma al detergente intimo. I più conosciuti, e che ritroviamo in quasi tutti i saponi, sono il Sodium Laureth Sulfate e Sodium Lauryl Sulfate. Entrambi sono potenzialmente dannosi in quanto il primo contiene molecole petrolifere mentre il secondo è molto aggressivo, in parole povere è suo il merito della sensazione di secchezza alla pelle.

Arriviamo al Dimeticone, uno dei più diffusi siliconi tra i prodotti cosmetici. Per capire di cosa si tratta riportiamo le parole di uno dei più importanti siti italiani di biocosmesi: “Molecole assolutamente artificiali, non  biodegradabili e prodotte con processi inquinanti“.

Niente di buono quindi. La loro particolarità è quella di rendere le creme molto spalmabili, i fondotinta “setosi” e gli shampoo più lucidanti. Avete presente quando nello spot di un prodotto per capelli vi si promette che li renderà più lucidi? Bene, questo grazie ai siliconi che creano sul capello una patina lucida che lo fa sembrare sano.
Nel caso delle creme questi sono responsabili di una pelle apparentemente liscia “come una pesca”. Le ricerche in merito alla loro dannosità sono ancora insufficienti. È chiaro però che se usate questi prodotti di naturale c’è ben poco e se i vostri capelli sono lucenti e la vostra pelle liscia è merito dei siliconi!

Passiamo ora al Paraffinum liquidum. Già il nome dovrebbe far scattare qualcosa. Un altro termine con il quale è conosciuto è Petrolatum ed ora sarà ben chiaro che si tratta di un derivato del petrolio. È superfluo sottolineare come questo componente non sia assolutamente biodegradabile. Quello che invece bisogna evidenziare è la sua comedogenicità, cioè è responsabile della comparsa dei comedoni, cioè gli odiatissimi punti neri, i quali si formano quando la pelle non riesce a “respirare” correttamente.

Perché il Sodium Laureth sulfate, il Petrolatum e i siliconi sono gli ingredienti più utilizzati nei prodotti cosmetici se sono così dannosi? Semplice, perché costano meno rispetto ad altri componenti naturali e biodegradabili!

Cosa possiamo fare per difenderci da eventuali irritazioni ma anche per sentirci meno in colpa verso l’ecosistema?
Prima di tutto familiarizzare con l’Inci che potrebbe diventare un ottimo strumento per non farci ingannare da false promesse.

Qui di seguito riportiamo una guida facile che può essere stampata e portata nella borsetta, dal sito saicosatispalmi.it:

Cosa evitare:

-petrolatum

-paraffinum liquidum

-quasi tutte le cose che finiscono in -one, -thicone oppure -siloxane: sono siliconi

-tutti i numeri (nell’ottanta per cento dei casi sono sostanze da pallino rosso)

-i PEG e PPG

-i DEA, MEA, TEA, MIPA

-l’EDTA (es. tetrasodium EDTA)

-il carbomer assieme a radici quali crosspolymer o acrylate(s) o styrene o copolymer o nylon

-la triethanolamine

-i triclosan, DMDM hydantoin, imidazolidinyl urea, diazolidinyl urea, formaldheyde, methylchloroisothiazolinone, methylisothiazolinone, sodium hydroxymethylglycinate

-chlorexidine

-nonoxynol o poloxamer

-mentre invece i C seguiti da un numero dispari sono sintetici, come pure iso-

-poi i -trimonium e i -dimonium sarebbero pure da criticare, come anche i glicol

Con queste semplici dritte non avremo più la scusa dei nostri pessimi ricordi di chimica. Per tutelare l’ambiente non basta solo riciclare o differenziare ma anche eliminare possibili inquinanti dalle acque che si riversano poi nell’ecosistema. E se proprio non vi interessa nulla dell’ambiente pensate almeno alla vostra pelle!

Valentina Sidore

3 Responses to “Salviamoci la pelle!”


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Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
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