La crisi ci investe e il governo ci manda alle Terme

La crisi economica, dopo aver colpito i grandi colossi finanziari, ha picchiato duro sulle famiglie italiane, in particolar modo sulla propensione al risparmio e sui redditi. Secondo l’Istat – Istituto Nazionale di Statistica – da un’indagine effettuata relativa al secondo trimestre di quest’anno, il reddito lordo disponibile degli italiani è sceso dell’1% rispetto al trimestre precedente, per cui circa il 28,4% delle famiglie italiane non sarebbe in grado di affrontare una spesa imprevista di 600 euro.

Il calo corrisponde ad una discesa del reddito pari a ben 11 miliardi di euro, causa di ripercussioni sugli acquisti delle famiglie e sulla loro capacità di spesa. Confrontando i dati sulla povertà in Europa, l’Italia si colloca all’ottavo posto in classifica, tra Austria e Regno Unito.

Sempre secondo i dati Istat, in Italia il 38,7% delle famiglie avrebbe il desiderio di fare una settimana di ferie l’anno, ma non può permetterselo,  così come il 7,3% della famiglie italiane non può permettersi l’acquisto di un pc, e il 3,8% l’acquisto di un’auto. Se si prosegue con le statistiche, ci si rende conto che, per quanto riguarda le spese “comuni”, il 6,2% delle famiglie non può permettersi un pasto adeguato di carne e pesce almeno una volta ogni due giorni, il 9,4% è in arretrato con il pagamento delle bollette, e il 2,2% in arretrato con il rimborso di prestiti da banche e/o finanziarie.

Dato ancor più sconcertante è che oggi, nel nostro Paese, il 50% delle famiglie ha perso potere di acquisto a causa della perdita del proprio posto di lavoro e per effetto della cassa integrazione. Lo dimostra il caso Vinyls, che fino a qualche tempo fa era quasi sconosciuto al resto della popolazione, tanto da non esserne al corrente neppure il nostro Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, nonostante il 30% dell’azienda sia di proprietà dello Stato. Non è bastata l’occupazione dell’impianto che ha portato alla riassunzione di alcuni ragazzi precedentemente licenziati, né bloccare il deposito degli autobus lasciando a piedi mezza Sardegna, o il deposito dei carburanti Eni, o l’aeroporto e il porto impedendo ai passeggeri di sbarcare, per ottenere la giusta visibilità. Si è dovuto occupare la Torre Aragonese – simbolo della città di Porto Torres – e successivamente autorecludersi nella diramazione centrale dell’ex carcere di massima sicurezza dell’Asinara, e fare il verso ad un famoso reality ribatezzandolo “L’Isola dei Cassintegrati”, per dare maggior rilievo alla propria vertenza.

E allora il governo che fa? Si costerna? Si indigna? Prende provvedimenti adeguati per risollevare la situazione e dare un aiuto concreto al 50% del Paese? No, niente di tutto questo, preferisce spedirci in vacanza alle Terme. Infatti, il governo è firmatario di un decreto-legge emanato dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e firmato dal Sottosegretario al Turismo Michela Vittoria Brambilla, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale in data 25 novembre 2009, due giorni dopo la data in cui gli operai della Vinyls di Porto Torres e dell’Indotto venivano messi in cassa integrazione. Il provvedimento, a dir poco sconcertante, stabilisce le “modalità di erogazione dei buoni vacanza a favore delle famiglie economicamente svantaggiate, spendibili per il turismo balneare, montano e termale”.

I bonus, utilizzabili dal 6 Gennaio fino alla prima settimana di Luglio, e dalla prima settimana di Settembre fino al 20 Dicembre, potranno essere erogati una sola volta per nucleo familiare e fino ad esaurimento fondi disponibili (5 milioni di euro complessivi). Naturalmente occorrono dei precisi requisiti: se si è single e si percepisce un reddito lordo da 0 a 20000 euro si ottiene un bonus di 500 euro, se il nucleo familiare è composto da 2 persone e il reddito lordo è compreso tra 0 e 25000 euro il bonus è di 785 euro, se il nucleo familiare è di 3 persone e il reddito lordo è compreso tra 0 e 30000 euro il bonus è di 1020 euro, per arrivare ad un bonus di 1230 euro per i nuclei familiari di 4 persone con reddito lordo da 0 a 35000 euro.

Premesso che una famiglia italiana composta da 3/4 persone possa già considerarsi privilegiata percependo un reddito lordo annuale di 20000 euro, che in qualche modo consente di “sopravvivere” con dignità, mi domando con che criterio i requisiti sopra citati possano essere identificati come “famiglie disagiate”. Mettere sullo stesso piano famiglie con reddito pari a zero con famiglie con reddito pari a 35000 euro credo sia piuttosto di cattivo gusto ed offensivo nei confronti di chi realmente si trova nella situazione di non riuscire a provvedere al proprio fabbisogno. Qualora si trattasse davvero di famiglie disagiate e in serie difficoltà economiche, mi domando come sia possibile che ai nostri ministri possa balenare l’assurda idea di “omaggiarle” con banus vacanze, anzichè assicurarsi di fornire loro un tetto o un’aiuto economico concreto per l’acquisto di alimenti e/o beni di prima necessità.

Com’è possibile che in Italia, il paese dove il numero dei disoccupati e inoccupati cresce esponenzialmente, così come quello dei cassintegrati che alle porte del 2010 hanno raggiunto la soglia del milione, ci si preoccupi di mandare le persone in villeggiatura anzichè prendere provvedimenti efficaci per dare un aiuto concreto a chi lo necessita per davvero e un lavoro a chi non ce l’ha?

Meditate gente, meditate …

NADIA RONDELLO

2 Responses to “La crisi ci investe e il governo ci manda alle Terme”


  1. 1 socialmediares 07/05/2010 alle 11:57

    In questo Paese dove tutto va a rocescio se perdi il lavoro lo Stato ti propone il bonus vacanze, oppure ti da l’ecoincentivo per comprarti l’auto nuova, un televisore al plasma, un frigorifero di ultima generazione o un soggiorno nuovo, oppure addirittura, se hai un appartamento ti da un incentivo per ristrutturalo o ampliarlo. la crisi non c’è! la crisi è uno stato psicologico della nostra mente, indotto da cattiva stampa che vuole del male a questo governo che tanto sta facendo per noi poveri italiani. Italiani spendete! se no come fanno ad arricchirsi ancora i vari Balducci e Anemone.
    Intanto non si arriva più alle terza settimana del mese, non all’ultima, e gli operai salgono sui tetti o sulle grù o occupano supercarceri in isole disabitate…per ora, perchè se si tira la corda io non immagino cosa altro possa succedere.
    Meditate gente, meditate…

    Emma Gobbato


  1. 1 Piano Famiglie »  La crisi ci investe e il governo ci manda alla Terme « SOCIALCOM Trackback su 07/05/2010 alle 01:04

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Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
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