Green washing e colonizzazione nell’era del fast food

Anche McDonald’s entra nel circuito del green washing.

La catena di fast food più famosa al mondo e più bersagliata dalla critica per la qualità dei suoi pasti e lo sfruttamento delle risorse ambientali, ha visto probabilmente un declino di popolarità e ha deciso di ripulirsi l’immagine. In che modo?Tingendosi di..verde ovviamente!

Certo non basta cambiare il logo per potersi dire ecologici, ma in fatto di marketing la multinazionale sa il fatto suo. La catena McDonald’s sta riuscendo a sfruttare a proprio vantaggio una crisi mondiale per risollevare le sorti economiche della propria azienda. Di fatto, il 14 luglio 2009 è stato aperto in Nord Carolina, a Cary, il primo fast food “green”, dotato di torrette per ricaricare auto elettriche, un design d’interni che permette di illuminare il “ristorante” con luce solare, e di materiali ecologici e riciclati come il bamboo ecc.

In Inghilterra, la filiale di McDonald’s ha iniziato a convertire il sistema di alimentazione della sua flotta di 155 furgoni utilizzando come carburante l’olio da cucina riciclato. L’85% dell’olio proviene dai 900 ristoranti McDonald’s e il rimanente 15% dai semi di colza. Il piano di “big mac” punta a produrre un risparmio energetico di 1.675 tonnellate di anidride carbonica.

Certo Greenpeace non sarà soddisfatta di questo restyling da parte della multinazionale che definisce McAmazon, per il suo ruolo nella distruzione delle foreste pluviali in Amazzonia.

Grazie a immagini satellitari, ricognizioni aeree, documenti governativi inediti e monitoraggio sul campo, l’organizzazione ambientalista internazionale ha pubblicato un rapporto che rivela il percorso della soia dalle foreste pluviali alla famosa catena di hamburger americana e ai supermercati europei. Il sistema di produzione della soia è un sistema oligopolistico, controllato da poche grandi aziende come la Cargill, la Bunge e la Archer Daniels Midland, le quali sostengono la distruzione della foresta pluviale amazzonica per produrre mangimi animali. Addirittura Bunge ha costruito illegalmente un porto in Amazzonia per l’esportazione della soia, grazie al sostegno di latifondisti senza scrupoli, che si impossessano di aree di foresta pubblica e di terre indigene. Inoltre, secondo il rapporto di Greenpeace, la monocoltura della soia produce un grave impatto chimico, oltre alla diffusione di specie transgeniche in uno degli ecosistemi naturali più ricchi del pianeta. Greenpeace accusa pubblicamente McDonald’s di essere responsabile della distruzione della foresta amazzonica. Dichiara infatti Gavin Edwards, responsabile Campagna Foreste di Greenpeace: “McDonald’s sta distruggendo l’Amazzonia per vendere carne a basso prezzo. Ogni volta che qualcuno mangia un Chicken McNugget potrebbe mordere un pezzetto di Amazzonia. Supermercati e giganti della ristorazione, come Mc Donald’s, devono assicurarsi che i rispettivi prodotti non siano coinvolti nella distruzione della foresta amazzonica e nelle violazioni dei diritti umani”.

In Brasile, ad esempio, si registra il più alto tasso di deforestazione e incendi. Nello stato del Mato Grosso, il governatore Blairo Maggi, non a caso, è conosciuto come “il re della soia”! La sua azienda di coltivazione intensiva di soia controlla gran parte della produzione dello stato e, dall’anno della sua elezione, nel 2002, la distruzione della foresta in Mato Grosso è cresciuta del 30 %.

Siamo proprio sicuri che un hamburger valga tanto?

Oltre alla facciata verde, sarebbe bene che McDonald’s badasse un po’ di più alla sostenibilità dei suoi prodotti.

Laura Bocchiddi

4 Responses to “Green washing e colonizzazione nell’era del fast food”


  1. 1 Bennie 28/12/2012 alle 04:36

    Excellent post. I used to be checking constantly this blog and I’m inspired! Very helpful info particularly the closing phase 🙂 I take care of such information a lot. I used to be looking for this certain info for a long time. Thank you and good luck.

  2. 2 Visit This Link 10/06/2013 alle 23:11

    You’ve gotten impressive stuff here.

  3. 3 Home Page - ebenezereyelash.com 22/07/2013 alle 00:45

    Hi this is kinda of off topic but I was wondering if blogs use WYSIWYG editors
    or if you have to manually code with HTML. I’m starting a blog soon but have no coding experience so I wanted to get guidance from someone with experience. Any help would be greatly appreciated!


  1. 1 Mc Donald’s, quando l’hamburger ti ricarica (l’auto) | Energie Rinnovate Trackback su 30/04/2013 alle 08:29

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




About us

Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
maggio: 2010
L M M G V S D
« Apr   Giu »
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  

Paperblog


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: