Campagna governativa contro la droga 2011

Campagna governativa contro la droga del 2011. Promossa dal Dipartimento per le Politiche Antidroga del Consiglio dei Ministri, la nuova campagna antidroga è massicciamente presente negli spazi pubblicitari televisivi sia nelle fasce orarie pomeridiane sia in prima e seconda serata, rivolta alle famiglie ma, soprattutto, ai giovani e quindi concentrata nelle fasce orarie di maggior utilizzo del mezzo televisivo. L’ideazione dello spot è dello stesso ministro Giovanardi e la musica che fa da sfondo è di Nek.

Si può provare a fare un’analisi partendo dal fatto che si tratta di un racconto che ha lo schema della favola; vediamo il contesto: un gruppo di ragazzi, con i loro bei vestiti all’ultima moda, sorridenti e tranquilli, stanno partendo per una gita in montagna a sciare ma…all’ultimo momento, quando tutto sembra a posto, ecco che nel racconto viene introdotto l’elemento negativo e il ragazzo virtuoso, il protagonista, viene indotto in tentazione da un altro ragazzo, bello e pulito come lui quindi non facilmente riconoscibile come negativo. La ragazzina che lo aspetta sull’autobus assiste alla scena e naturalmente, dal momento che il suo ruolo è quello classico di tutte le donne virtuose, siano esse fidanzate, mogli o madri, di incarnare bontà, sicurezza e saggezza, resta fedele al suo clichè e si indigna in silenzio e con dolcezza. Il ragazzo la ignora e dorme, ma prima controlla di avere la roba al sicuro in tasca. Nel sonno avviene la catarsi, quasi un’epifania. Fatto degno di nota, il ragazzo non ha assunto nulla, ma sogna e nel sogno vi è la morale e il messaggio forte da comunicare; nel sogno infatti, si trova in un bosco magnifico dove, da un sentiero luminoso, innevato, bianco, puro, gli si fa incontro una ragazza bellissima, una fotomodella, irraggiungibile nella realtà, sorridente, accattivante, vestita anch’essa di bianco, che gli si avvicina e lo abbraccia ma, proprio nel momento in cui l’abbraccio sta per concretizzarsi, essa si deforma divenendo un mostro che vuole ucciderlo e con lei si modificano il paesaggio e i suoni che divengono cupi e stridenti. Il messaggio è molto chiaro: la droga deforma la realtà e porta ad immaginare bello ciò che in realtà è brutto e rovinoso. La droga è ingannevole e tentatrice; attraverso la bellezza promette piaceri facili ed altrimenti irraggiungibili che, proprio per la loro infondatezza, si trasformeranno in un dolore ed in un incubo da cui non ci si potrà liberare. Che cosa fa un ragazzo virtuoso? Sceglie la vita, non si fa scegliere per cui il ragazzo, rinsavito, scende dall’autobus e butta via la droga. A questo punto dello spot interviene un’immagine reale, un paesaggio diverso, solare, luminoso, “normale”; si vede la ragazzina che gli va incontro sorridente e loro due che vanno via insieme felici e contenti. La via giusta, il lieto fine. In questa costruzione è ben evidente lo schema della favola. Il titolo dello spot “Non ti Fare, Fatti la tua Vita”, ha un tono serio che tenta di apparire confidenziale ma che in realtà risulta perentorio, risoluto e diviene quasi un ordine; anche l’utilizzo del verbo “farsi” nasconde un tentativo di arrivare ai giovani immediatamente servendosi di un lessico che si presuppone  che anch’essi essi utilizzino. Al contrario, appare molto forzato e si presta a due chiavi di lettura: uno è quello di arrivare veramente ai giovani in modo diretto, l’altro è quello di apparire troppo finto e quindi eccessivamente perbenista e falso. Mi pare che l’effetto sia quello di una pubblicità finto-comprensiva che in realtà nasconde un profondo disprezzo per chi si droga e che inoltre mostra un mondo giovanile riferito ad una classe sociale medio-alta , senza tener conto di quei giovani che invece vivono in condizioni economiche più difficili o che semplicemente sono figli di impiegati con una economia più modesta. Ulteriore osservazione: a che target è rivolta? A chi già si droga per spingerlo a smettere o a chi potrebbe essere tentato perché non lo faccia? Non è ben chiaro. Il messaggio sembra essere: se non ti droghi vivrai in un mondo alla Mulino Bianco, avrai la scuola giusta, i genitori giusti, la ragazza giusta, gli amici giusti. Al contrario, se ti droghi o anche solo ci provi, la tua vita sarà un inferno. Sarai un perdente. Bianco o nero. Bene o male. Niente vie di mezzo. Nessuna informazione è prevista. Nessun aiuto viene offerto. Nessuna spiegazione sulle droghe. Solamente ordini, terrore, mascherati da suggerimenti. L’effetto suggerimento è reso più forte dalla struttura della favola con il lieto fine che diviene un premio di buona condotta per chi non esce dai binari. I giovani, però, vogliono altro, in primo luogo interesse reale e partecipazione, informazione e comprensione, quindi non la favoletta a lieto fine, ma uno spot basato su elementi veri e concreti, con statistiche, interviste, individuazione e caratterizzazione dei diversi tipi di droghe. Penso inoltre sia importante coinvolgere persone autentiche prese dalla strada e non attori che recitano una parte. Per finire, in tutte le favole è presente la tentazione, che costituisce quasi l’intera struttura del racconto ed è spesso rappresentata da una donna bellissima e malvagia, ripresa nello spot in una ennesima perpetuazione dello stereotipo della donna identificata con il male; ma a questa tentazione,  nelle favole, quasi sempre il nostro eroe cede, salvo poi liberarsi dai danni che questo cedimento ha comportato con molto sacrificio e sincero pentimento. La differenza consiste nel fatto che, nel messaggio ministeriale, il cedimento non è previsto e quasi s’inverte lo schema classico favolistico perché è il mondo che il ragazzo avrà come premio che nella realtà non esiste, troppo perfetto, troppo finto. Non risulta credibile e rischia di fallire nel suo obiettivo finale, perché la maggior parte dei ragazzi non si riconosce in quel mondo troppo artificiale. Alla fine, nell’ultima immagine compare in primo piano il motto che si rivela un gioco di parole con l’intento di fare presa e restare facilmente impresso nella memoria, ma che rischia di ottenere, al contrario, un effetto di confusione perché troppo contorto e lontano dal lessico dei giovani. Il tutto, sulle note della canzone di Nek “E da qui”. Forse si tratta di un messaggio che può rafforzare la convinzione di chi già non si droga più che spingere i giovani a non drogarsi.

Felicita Careddu

http://www.governo.it/Governoinforma/campagna_comunicazione/index.html

3 Responses to “Campagna governativa contro la droga 2011”


  1. 1 Angelo 19/03/2011 alle 20:56

    E’ uno spot troppo forte. Quasi horror. Sono preoccupato per i miei due figli piccoli. Ho idea di iniziare una mozione per toglierlo dalla TV.

  2. 2 dora 26/03/2011 alle 13:30

    Ho visto distrattamente lo spot in tv, ma l’impressione che ho avuto è stata subito negativa. Poi, l’ho ascoltato meglio alla radio, e concordo con Felicita quando dice che “si tratta di un messaggio che può rafforzare la convinzione di chi già non si droga più che spingere i giovani a non drogarsi”.

  3. 3 dgn2200 firmware optus.com.au 07/07/2016 alle 01:36

    I really like reading through a post that will make men and women think.

    Also, many thanks for allowing for me to comment!


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Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
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