Poker: solo azzardo?

Spesso quando guardiamo un film ci troviamo davanti una scena con una partita di poker, quasi sempre la scena si svolge in una stanza buia e i giocatori sono persone poco affidabili, con le quali, nella realtà non ci piacerebbe avere nessun incontro. Tantissime volte ci sarà capitato di sentirci dire, soprattutto da piccoli: «Non si gioca d’azzardo! Ti rovinerai di sicuro!», spesso il riferimento implicito o a volte esplicito di questa frase era proprio il poker considerato gioco losco e pericoloso.

Negli ultimi anni però questo concetto è cambiato, soprattutto da quando un contabile di nome Chris Moneymaker vince il Main Event delle Worl Series of Poker di Las Vegas, il torneo più importante, che sino al quel momento è sempre stato vinto da dei professionisti di Texas hold’em (la variante di poker giocata negli Stati Uniti), Moneymaker si qualifica al torneo senza pagare la quota di iscrizione (di ben diecimila dollari), ma vincendo il biglietto di ingresso attraverso un torneo satellite da trentanove dollari e si porta a casa il primo premio di due milioni e mezzo di banconote. Da questo momento migliaia di giocatori amatoriali iniziano a pensare: «La prossima volta potrei esserci io al suo posto!».

Le Poker Room (dove si gioca a poker online) iniziano a intasarsi di giocatori ansiosi di provare al mondo di essere tra i migliori. Ma non è tutto oro quello che luccica, se una persona non ha la forza di fermarsi di fronte a una continua serie di perdite rischia di mettere a repentaglio la propria stabilità economica. Per far fronte a questo tipo di problemi alcuni professionisti del settore hanno elaborato il concetto di Bankroll che è la cifra che un giocatore mette a disposizione per giocare, di questa cifra ne possiamo investire massimo il 2% in un singolo torneo (ad esempio se versiamo 50 Euro in un singolo torneo possiamo investire massimo un euro).

Non esiste nessun consiglio invece, su quanto investire rispetto ai soldi totali posseduti da una persona; a questa domanda uno dei più importanti professionisti di poker e commentatore del canale tematico PokerItalia24  Flavio Ferrari Zumbini ha risposto: «Il rapporto tra soldi totali posseduti da un individuo e soldi che intende destinare al poker non è regolato in alcun modo dal concetto di bankroll, per altro è tutto molto ambiguo e personale».

Quindi la gestione delle risorse da destinare al gioco è totalmente affidata alla razionalità di ogni individuo e pertanto ci saranno vari distinguo: alcuni gestiranno al meglio le proprie risorse giocando poco e razionalmente, altri magari accecati da una lunga serie di sconfitte potrebbero anche spendere più di quanto realmente si possono permettere.

Le Poker Room sono rappresentate come luoghi fantastici, dove vincere grandi somme e confrontarsi con i migliori pokeristi del mondo è facile, il Texas hold’em è raffigurato come un vero e proprio sport, ma non lo è, sicuramente è uno dei giochi di carte dove l’abilità ha il peso specifico maggiore, ma la fortuna incide per una percentuale maggiore rispetto ad uno sport vero e proprio. Se Giuliano Ferrara e Usain Bolt facessero una gara di corsa vincerebbe sempre il campione giamaicano; nel poker in un torneo anche una persona che conosce a malapena le regole del gioco può eliminare un campione in circostanze fortunose.

Soprattutto nei tornei più economici (dai 0,50 ai 10 Euro) il fattore tecnico incide molto poco, sono colmi di individui che giocano senza criterio, trascinati solo dall’istinto, che però in  periodo sfortunato può far arrivare anche a perdere qualche centinaio di euro.

I buoni giocatori giocano ad alti livelli, non accessibili a tutti, e l’importante peso specifico della fortuna  rende il poker non uno sport, ma un gioco dove per vincere è necessario avere sangue freddo, intuito, astuzia, discrete conoscenze matematiche e dalla nostra parte la buona sorte, ma soprattutto è necessario saper gestire al meglio le proprie finanze

Molto attrattivi sono anche i bonus offerti dalle poker Room, sembra che sia automatico ricevere un bonus del 100% dopo il primo deposito ma non è così, per ottenere realmente il premio bisogna maturare dei punti assegnati automaticamente dopo l’iscrizione ad un torneo, ma per maturarne la quantità necessaria bisogna giocare più del doppio della cifra inizialmente depositata ( ad esempio avendo versato 30 euro, per ottenere i 30 euro di bonus dovremo giocarne minimo 75), qualcuno voglioso di ottenere il bonus potrebbe giocare troppo e di continuo, senza tener conto delle perdite che potrebbero anche essere superiori al bonus stesso.

Qualche anno fa in tv vedevamo spesso servizi sui videopoker, narravano della dipendenza che potevano causare e la rovina nella quale erano cadute diverse persone. Allora perché dopo la crescita esponenziale del poker online mai una campagna sociale?

Tutte le Poker Room sono certificate dall’ AAMS, (Amminitrazione Autonoma dei Territori di Stato) che controlla che il lotto e tutte le lotterie, concede le licenze, stabilisce che i montepremi siano costituiti almeno dall’80% di quanto raccolto dai tavoli e soprattutto incassa il 3% l’anno sulla raccolta, potrebbe sembrare poco ma non lo è, ad esempio nel 2010 lo stato ha incassato dai giochi circa 12 miliardi di euro(circa metà di una manovra finanziaria), almeno 2 miliardi vengono dal poker online. Lo stato non ha quindi nessun interesse nel vedere i suoi cittadini giocare con moderazione, il massimo che viene fatto è obbligare le Poker Room alla fine delle loro pubblicità a spiccicare le due parole: «Gioca responsabilmente».

Fare una campagna denigrante o proibizionista verso il poker, a mio giudizio, sarebbe inutile perché farebbe aumentare a dismisura le sale da poker clandestine e renderebbe forse anche più affascinante il gioco; invece una campagna con degli specifici consigli su quanto e come spendere i soldi divertendosi farebbe sia divertire di più chi già gioca e inoltre potrebbe anche far avvicinare a questo bellissimo gioco anche i più diffidenti.

Franco Delrio

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Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
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