Le guerre oggi. Cosa ci fanno sapere?

Le guerre oggi. Che cosa ci fanno sapere ?



Proprio perché abbiamo chiaro che nessuna guerra è giusta in sé, ma ogni guerra è giustificata da un interesse (sì, anche l’intervento più generoso di tutti, quello degli americani contro il nazifascismo, fu un intervento dettato dall’interesse di non avere un’Europa a egemonia hitleriana assai pericolosa per gli Usa), noi valutiamo come consistente l’interesse che muove l’Occidente contro il dittatore libico. Non per la tutela dei ribelli, non “per la libertà”, ma perché la geopolitica e la logica degli approvvigionamenti energetici impediscono ormai la presenza del rais al potere. La guerra contro la Libia non è giusta, è giustificata dalla necessità di tutelare l’interesse occidentale. E non c’è niente di male a immaginarla come una “guerra del petrolio”. DI fatto lo è. Ed è anche molto di più. Non tutti sono al corrente che Finmeccanica è una delle principali aziende mondiali che si aggiudica ogni anno miliardi in commesse con i vari governi occidentali.
Nel 2007 il Pentagono, sede della Difesa statunitense, ha commissionato a Finmeccanica la fornitura del valore di 6 miliardi di dollari per la costruzione di 145 velivoli per l’esercito e l’aeronautica. Nel quinquennio 2011-2016 sempre Finmeccanica si è aggiudicata un contratto del valore di circa 570 milioni di sterline con il Ministero della Difesa Britannico.
Dal 2008, dopo l’acquisizione dell’americana Drs, Finmeccanica è uno dei principali fornitori del Pentagono e dal 2009 Gheddafi è entrato nel gioco acquistando le azioni di Finmeccanica.
Gli Stati Uniti d’America sono molto preoccupati per questa pesantissima ingerenza libica nei loro sporchi affari economici e guerrafondai!

L’ITALIA RIPUDIA LA GUERRA COME STRUMENTO DI OFFESA ALLA LIBERTA’ DEGLI ALTRI POPOLI E COME MEZZO DI RISOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE INTERNAZIONALI; CONSENTE, IN CONDIZIONI DI PARITA’CO N GLI ALTRI STATI, ALLE LIMITAZIONI DI SOVRANITA’ NECESSARIE AD UN ORDINAMENTO CHE ASSICURI LA PACE E LA GIUSTIZIA TRA LE NAZIONI; PROMUOVE E FAVORISCE LE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI RIVOLTE A TALE SCOPO”.

(COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, articolo 11)

http://www.youtube.com/embed/jyY3KW7MK8Q

Lanciata in tutto il mondo il 14 dicembre 2000, RESPECT è stata la campagna di sensibilizzazione con cui l’UNHCR ha deciso di celebrare il suo cinquantesimo anniversario.

La campagna era rivolta a promuovere il rispetto per i rifugiati, sottolineando il fondamentale contributo che essi apportano ai paesi d’asilo e prevedeva uno spot TV di 60 secondi e annunci per la carta stampata.

Nello spot – prodotto dalla succursale svizzera dell’agenzia pubblicitaria Young&Rubicam, per la regia di Alistair Thain – rifugiati celebri come l’ex Segretario di Stato americano Madeleine Albright, la scrittrice Isabel Allende, il Premio Nobel per la Pace Rigoberta Menchù, ballavano e cantavano il famoso brano di Aretha Franklin, Respect.

La campagna voleva sottolineare il potenziale dei rifugiati e mettere in evidenza che tra di loro ci sono stati – e continuano ad esserci – personaggi celebri che hanno dato lustro ai paesi d’asilo nei quali hanno avuto la possibilità di esprimersi.

Nella parte finale dello spot scorrevano sul fondo i nomi dei 50 milioni di rifugiati, assistiti dall’UNHCR, che, nonostante tutte le difficoltà, ce l’hanno fatta a rifarsi una vita, affermando così il loro successo personale.

La Libia NON è la Tunisia, NON è il Marocco o l’Egitto. Lo stato Libico è sì un regime ma gli scontri ribelli sono stati creati ad hoc sulla scia delle altre sommosse popolari nel nord africa.
L’intervento guerrafondaio di Francia, Inghilterra Usa era in programma da tempo e non dopo le recenti sommosse radiocomandate.
I motivi sono assai diversi, ma il filo conduttore è sempre lo stesso: interessi economici!
Da una parte Gheddafi ha commesso il grosso errore di ficcare il naso negli affari sporchi anglostatunitensi mediante Finmeccanica, dall’altra il colonnello nel corso degli ultimi anni si è fatto alcuni potenti nemici tra cui Israele, Usa, Francia e Inghilterra.Non si può scardinare il sistema monetario internazionale senza pagarne conseguenze pesantissime.
Ultimo ma non per importanza, la Libia possiede allettanti e ricchi giacimenti (petrolio di ottima qualità, gas, acqua dolce e perfino uranio nel sahara libico). Tutto questo, per gli squali e gli avvoltoi mascherati da banchieri internazionali, è grasso che cola.
Ricordiamo che i banchieri internazionale sono gli unici che guadagnano miliardi di dollari da guerre, carestie, disastri naturali e artificiali, attentati, terremoti.

Chiara pilo

1 Response to “Le guerre oggi. Cosa ci fanno sapere?”



  1. 1 Moroccan oil shampoo and conditioner Trackback su 31/08/2014 alle 05:54

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Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
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