La retorica non finanzia la cultura!

L’ Italia è un Paese a forte vocazione turistica per la presenza sul suo territorio di un patrimonio ambientale e culturale ricchissimo. Sono 4.739 i Beni culturali in Italia tra musei, monumenti e aree archeologiche di cui 419 statali e 45 siti Unesco (http://www.penisolabella.it/wordpress/italia-in-cifre/).

Gli italiani sono consapevoli di questa realtà?

Questa domanda bisognerebbe rivolgerla in particolare ai politici e ad ognuno di noi in quanto cittadino attivo!

L’iniziativa è stata promossa dal MiBAC per i giorni 13 e 14 febbraio 2011 e consentiva alle coppie che si presentavano a visitare musei, monumenti e siti archeologici statali di pagare un solo biglietto.

Il Ministero pei i Beni Culturali e Ambientali invita gli italiani a conoscere l’Italia attraverso i suoi monumenti e ad appropriarsi della propria identità nazionale attraverso di essi. Il Codice Urbani (2004) applica l’articolo 9 della Costituzione secondo cui la Repubblica tutela e valorizza il patrimonio culturale in quanto “la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale concorrono a preservare la memoria della comunità nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura”.

Su tutto il territorio italiano sono dislocati “pezzi” della nostra Storia e la loro tutela è di responsabilità non solo degli organi preposti ma di tutti noi.

Questo spot riguarda il degrado cui va incontro il nostro patrimonio artistico se non si investe sulla sua conservazione. È stato realizzato dalla Fondazione Pubblicità Progresso nel 1978 con l’obiettivo di spingere gli italiani a preferire il proprio paese come luogo di vacanza e sottolinea l’importanza di salvaguardare il turismo internazionale che alimenta la poderosa industria turistica nazionale. Il messaggio della Campagna è “Il turismo è ancora una ricchezza per l’Italia” e soprattutto “Salvaguardarlo è nell’interesse di tutti: autorità e cittadini”.

Lo spot riprende inoltre i temi trattati dalla Fondazione in tutte le sue Campagne che riguardano la difesa dell’ambiente a partire dall’inquinamento per arrivare alla cementificazione passando attraverso l’inquinamento acustico.

Gli organi istituzionali che invitano gli italiani a conoscere il proprio territorio sono gli stessi che non investono sulla sua tutela. “Gli stanziamenti previsti per il 2009/2011 sono stati ridotti di 900 mil. di euro e il finanziamento della cultura in Italia scende sotto lo 0,28 % del Pil (in Francia è pari all’1%)!”

http://www.gruppiarcheologici.org/news_pubblicazioni/nuova_archeologia/na_4-6.pdf

L’ultimo periodo è stato segnato da una serie di polemiche nei confronti del MiBAC per i tagli ai finanziamenti che hanno indotto lo stesso il Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali a rassegnare le sue dimissioni per la “constatazione dell’impossibilità” di svolgere il proprio ruolo a causa della “diminuzione degli stanziamenti al bilancio”. Lo stesso Ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, dichiarandosi vittima di un attacco mediatico in seguito alle polemiche per i crolli di Pompei si è dimesso dal suo incarico ed è stato sostituito da Giancarlo Galan che ha assunto come primo impegno ufficiale proprio la tutela dell’area archeologica di Pompei.

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali promuove la XIII edizione della Settimana della Cultura e lo stesso neo-ministro Giancarlo Galan, sul sito del MiBAC, dichiara che si stratta di un’occasione per riscoprire “il senso profondo della propria appartenenza alla comunità nazionale”.

Ma la retorica patriottica non è sufficiente per sostenere un settore come quello culturale che costituisce un elemento trainante dell’economia dell’Italia.

Gli investimenti per il settore culturale previsti dalle finanziarie sono in continua diminuzione e la prospettiva per il futuro non è migliore. Gli enti che si occupano di spettacolo e beni culturali dovrebbero essere messi nella condizione di programmare le proprie attività in anticipo ma le recenti polemiche che hanno suscitato i tagli dell’ultima finanziaria e il successivo reintegro di alcuni finanziamenti dimostrano che lo Stato Italiano ha una posizione ambigua nei confronti del settore culturale. Lo stesso è accaduto dopo il terremoto dell’Aquila nell’aprile 2009 e ora i cittadini abruzzesi si chiedono quando e come lo Stato vorrà intervenire per restituire a loro e all’Italia la propria identità.

Il 6 aprile 2011 ricorre l’anniversario del terremoto dell’Aquila celebrato in un clima di forte polemica proprio per ciò che riguarda la restaurazione del patrimonio artistico della città così gravemente colpita dal disastro.

In questo caso è stato il terremoto a portarsi via il patrimonio dell’Aquila, nello spot che segue promosso dal MiBAC (2009)  invece la rimozione dei monumenti è dovuta all’indifferenza degli italiani.

L’audience televisivo non cala ma la conoscenza della Storia e del proprio territorio si e cosi lo spot MiBAC (2010)  invita a spegnere la Tv e ad appropriarsi della propria identità.

Gli ultimi crolli verificatisi a Pompei sono la prova che una seria pianificazione conservazione dei monumenti è necessaria, al di là della retorica politica le responsabilità appartengono all’intera comunità civile e politica.

 

http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/111468/litalia_crolla_il_governo_dorme

Demandare tutto a Regioni, Provincie e Comuni non ha senso se non si provvede a pianificare dall’alto e a considerare la cultura, intesa in senso ampio, non come parassita ma come terra fertile che produce frutti se curata e preservata. Senza sacrificare all’interesse immediato il nostro già martoriato territorio.

In Sardegna ci troviamo di fronte ad un problema specifico che riguarda la salvaguardia delle coste. Il Piano Paesaggistico Regionale (2004) è l’unico redatto in Italia secondo le norme previste dal Codice Urbani per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e del paesaggio (2004). Il principio che anima il PPR è la “sosteniblità” dello sviluppo del territorio nella sua diversità. La decisione di fissare a 2 kilometri  di distanza dal mare il limite per “realizzare nuove opere soggette a concessione ed autorizzazione edilizia, nonché quello di approvare, sottoscrivere e rinnovare convenzioni di lottizzazione” ha provocato grandi polemiche ma proprio su questo si basa la sopravvivenza dell’Isola.

Il lancio del recente Piano Casa (2009) promosso dal Presidente Berlusconi rischia di compromettere gli intenti del PPR ma esso si dimostra per molti versi inattaccabile in quanto risponde pienamente ai canoni stabiliti a livello europeo e nazionale.

Tra i pericoli individuati da Legambiente (Mare Monstrum 2009) per la salvaguardia delle zone costiere il transito delle petroliere, la cementificazione, il ritorno del nucleare. Su quest’ultimo punto nel nostro Paese il dibattito è ancora in corso e tutti si devono rendere conto della gravità della scelta. In Sardegna la futura minaccia è la nautica da diporto che rischia di alterare definitivamente l’equilibrio costiero e di compromettere lo sviluppo rispettoso di un equilibrato uso delle risorse. Il piano paesaggistico  regionale agiva per conservare e migliorare le potenzialità del nostro territorio ed è questa l’unica scelta da fare e l’unico messaggio da trasmettere alle generazioni future.

 

 

 

 

 

Link immagini:

http://valentinagambino.ultra-book.com/portefolio

http://www.terranews.it/news/2009/10/sardegna-assalto-alle-coste-piu-belle-d%E2%80%99italia

Marta Gabriel

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Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
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