Vegetariani. Una scelta di vita.

Quando etica e salute coincidono.

 

“ La grandezza di una nazione e il suo progresso morale possono essere valutati dal modo in cui vengono trattati gli animali”, Mahatma Ghandi.

“ Il mangiare carne soffoca il seme della compassione” Buddha

Da vegetariana convinta, anche se non coerente come vorrei, sentendomi un poco in colpa mi sono chiesta quanto fosse presente in pubblicità il tema dello stile di vita vegetariano e se questo fosse abbastanza convincente da attrarre proseliti. Da questa motivazione nasce questo lavoro e devo dire che i risultati mi hanno piacevolmente sorpresa. Ultimamente, vuoi per i disastri ambientali, vuoi per l’effetto destabilizzante della globalizzazione sia sull’identità ma anche sulla qualità della vita e sulla salute, vi è stata, da parte di tutti i media, un’attenzione maggiore ad un recupero della qualità della vita ed un’attenzione ai cibi sani. Conseguentemente, anche il regime alimentare vegetariano ha conosciuto nuova fama.

Per cominciare vorrei portare all’attenzione alcune delle numerose campagne pubblicitarie pro vegetariano della PETA, il primo è un messaggio molto pacato, prettamente informativo, chiaro, articolato suddiviso per argomenti. Si tratta di un sito con molti video informativo.

http://features.peta.org/VegetarianStarterKit/index.asp

Il video successivo, “ Veggie love”, è in puro stile PETA, crudo, esplicito, allusivo, sensazionale.

L’idea è quella di due modelle che si fanno sedurre da due ortaggi. La linea di fondo da dimostrare è che gli studi dimostrerebbero che i vegetariani fanno un sesso migliore. La messa in onda era prevista nella pausa pubblicitaria del Super Bowl a Tampa il 1o feb. ma è stato censurato perché giudicato dalla NBC “ troppo esplicito, di un livello di sessualità sopra i nostri standard” Dopo aver visionato il video, mi sento di appoggiare alcune considerazioni lette sul web che pensano che la censura sia stata cercata volutamente perché lo spot avesse come effetto una maggiore visibilità. Io però non ritengo che questo sia un demerito e che sia perciò criticabile; è pur sempre un modo di arrivare allo scopo. Sicuramente è presente il rischio di ottenere l’effetto contrario ma questa è l’incognita di questo tipo di messaggi.

Numerosi volti noti hanno prestato la loro immagine, anche gratuitamente, a PETA per le sue campagne. Uno di questi è quello di Pamela Anderson, convinta vegetariana, la cui immagine è stata censurata in Canada perché ritenuta troppo esplicita. Io non sono assolutamente d’accordo, penso anzi che sia molto efficace e che scuota le coscienze di chi non vuole vedere.

In internet vi sono molti siti che esaltano lo stile di vita vegetariano, alcuni con slogan riferiti alla bellezza e alla salute, veicolando un messaggio che tende ad evidenziare benefici estetici; la maggior parte di essi, comunque, rimanda ad una consapevole ed etica scelta di vita. Il messaggio è veicolato con articoli che evidenziano i pro e i contro di una scelta vegetariana, con valutazioni molto generali ed accessibili ad un ampio target di fruitori. Vengono proposti incontri, news, iniziative, seminari.

www.vallevegan.org; http://www.pianetadonna.it/; http://www.pensierolibero.eu/tgeu/

Il nuovo rapporto dell’UNEP (Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite), intitolato “Il calcolo degli impatti ambientali dei consumi e della produzione”, evidenzia come il consumo di alimenti animali sia una delle prime cause d’ impatto ambientale, inquinamento, effetto serra e spreco di risorse. Cita. “Si prevede che gli impatti dell’agricoltura aumentino in modo sostanziale a causa dell’aumento di popolazione e del conseguente aumento del consumo di prodotti animali. Una riduzione sostanziale di quest’impatto sarà possibile solamente attraverso un drastico cambiamento dell’alimentazione globale scegliendo di non usare prodotti animali”. Per ottenere un kg di carne sono necessari 15 kg di vegetali coltivati con enorme consumo di acqua e di energia.

Anche la FAO (Found and Agricolture Organization), http://www.fao.org/ ha stabilito che “ a causa dei gas originati da letame, flatulenza, disboscamento per i pascoli e dell’energia impiegata per quest’ultimo, il bestiame produce il 18% dei gas serra che intrappolano il calore nell’atmosfera”. La produzione dell’anidride carbonica è del 9%, ma a questa percentuale si sommano quelle di altri gas quali metano per il 35-40% e il protossido d’azoto per il 65%, gas dannoso 300 volte di più della CO2 per provocare l’effetto serra.

L’AVI è l’Associazione Vegetariani Italiani http://www.vegetariani.it/ che si occupa attivamente d’informazione e di illustrare i vantaggi di un’alimentazione vegetariana.

Nel sito, oltre all’invito all’iscrizione, vi sono numerosi rimandi ad altri link in cui viene illustrata la filosofia vegetariana, corsi di cucina, consigli sull’alimentazione ed eventi.

Anche la Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana www.sciezavegetariana,it è molto attiva in tal senso. Dichiara la presidente Luciana Baroni, autrice di un libro, “ VegPyramid. La dieta vegetariana degli italiani.”che “la scelta di non mangiare carne è prima di tutto personale….diventa una questione sociale quando si capisce che se tutti si comportassero nello stesso modo, l’habitat degli esseri viventi sarebbe salvaguardato”

Tra le tante iniziative dell’associazione vi sono conferenze, corsi e pubblicazioni cartacee come gli opuscoli pieghevoli da distribuire su richiesta di associazioni o privati.

La LAV, Lega antivivisezione, lancia insieme ad un’associazione di ristoratori, un programma alimentare di promozione della cucina vegetariana per promuovere una riduzione del consumo di carne al fine di ridurre i gas serra. La campagna si chiama “Cambia Menù”e parte da Capalbio, nella Maremma dove tradizionalmente si consumano bistecche e ragù. Il sito è http://www.cambiamenu.it/ e lo slogan è: “cambia menù. c’è una ricetta per non consumare il mondo”. Il sito è molto piacevole da visitare, ha sia una grafica sia le immagini come un cartone animato, è esaustivo e non invadente; allo stesso modo illustra quali sono i lati negativi di un’alimentazione scorretta, ma in modo poco invasivo, molto adatta anche ad essere recepita dai bambini.

Durante la prima settimana di ottobre si celebra la Settimana Vegetariana Mondiale , sostenuta da gruppi vegetariani/vegani, animalisti e ambientalisti, con lo scopo di spiegare al pubblico che con un’alimentazione a base vegetale si possono ridurre i problemi alla salute propri di una dieta a base di carne. www.vegetarianweek.org

Nel sito italiano www.agireora.org , vi è l’elenco degli eventi organizzati in Italia. Agireora è un Network, è un’insieme di iniziative, campagne, progetti per la difesa degli animali. Fa informazione attraverso siti web, comunicati stampa, materiali cartacei. Non è un’associazione, non ha quote d’iscrizione, né tessere. Tutte le persone che vi lavorano lo fanno come attività di volontariato non remunerato. Fa inoltre attivismo molto attivo cercando di coinvolgere altre associazioni o privati, divulgando materiale cartaceo, spiegando come organizzare sit-in o mostre fotografiche ed  inviando il materiale cartaceo occorrente.

Per quanto riguarda i video, vorrei metterne a confronto alcuni che utilizzano un metodo di comunicazione molto diverso tra loro. Il primo è un video molto interessante, ironico, gentile.

http://dailymotion.virgilio.it/video/xya50_vegetariani_fun

Ambientazione raffinata, il ragazzo è emozionato, lei è bella. Siedono al ristorante e immediatamente si pensa ad un primo appuntamento. Lui non deve commettere errori. A questo punto ha inizio un forte gioco di equivoci. Noi tutti al ristoranti siamo abituati alla vista del ragazzo che offre le rose ma normalmente pochi le comprano. Anche in questo video puntualmente arrivano le rose,;il ragazzo è impacciatissimo, teso e guarda dubbioso la ragazza, lei annuisce al che lui prende la rosa; a questo punto l’inquadratura si sposta sulla donna; il viso di lei da sorridente diventa terreo; l’inquadratura è nuovamente su di lui e lo inquadra mentre mangia la rosa, in un solo boccone e tu pensi che è tutta una pazzia, finchè appare la scritta finale che spiega tutto. Si ride di gusto; l’indecisione del ragazzo aveva ben altre origini! Molto divertente, anche la musica contribuisce all’equivoco ma, mi chiedo, funziona?

Il prossimo video, al  contrario, è molto crudo ed infatti è stato molto discusso. Si tratta di un’iniziativa di Medici Vegetariani USA contro la Mc Donald.

I medici hanno inoltre fatto causa al Dipartimento per L’Agricoltura e a quello per la Salute e i Servizi umani con l’accusa di aver deliberatamente nascosto, nelle linee guida, quali sono i cibi di cui si dovrebbero diminuire i consumi.

http://www.societavegetariana.org/site/modules/news/article.php?storyid=268

Altro spot molto forte, crudo e crudele che ha scosso l’America è quello che paragona l’hamburger all’eroina

È uno spot ideato dai pediatri del Texas contro l’obesità infantile. Si vedono una madre e un figlio che si drogano, non di eroina ma di hamburger. La frase chiave dello spot è: “ non inietteresti mai a tuo figlio della spazzatura. Quindi perché gliela fai mangiare? ”Lo spot è veramente scioccante ma io penso che colga nel segno; le reazioni di sdegno sono utili perché riescono ad evidenziare un problema nei confronti del quale l’opinione pubblica non può continuare a nascondere la testa.

Ho voluto inserire un ultimo video che ritengo molto piu scioccante; una donna vedendosi negare ad un fast food Mc Donald una porzione di polloporzione di pollo, aggredisce la cassiera con molta violenza, comportandosi in maniera totalmente fuori controllo.

Questo video fa riflettere. In america vi è un’assueffazione ai cibi spazzatura? Se è si, come molti dati confermano, forse la pubblicità contro gli abusi sugli animali non è ancora abbastanza scioccante. Mi sembra evidente la necessità di una educazione alimentare che cominci dalle scuole; i siti vegetariani hanno il merito di promuovere una informazione che, come abbiamo visto, può colmare il vuoto lasciato dalle istituzioni.

Un filmato di impronta completamente diversa arriva dal Regno Unito. In questo video, per convincere i consumatori verso un orintamento vegetariano viene utilizzata un altro tipo di leva: quella della farsa, della comicità e dell’ironia. E’ una pubblicità realizzata per la Vegetarian Society inglese.

Un video carico di doppi sensi, pieno di richiami esplicitamente sessuali che però non sono mai volgari e non tendono allo scandalo ma alla parodia.

Una campagna animalista e quindi vegetariana è stata quella realizzata per la Pasqua 2007 dai blog Species e Gattivity.

http://gattivity.blogosfere.it/ ; http://www.species.it/

Quest’anno anche l’ENPA, Ente Nazionale Protezione Animali, dopo anni di silenzio, affronta il delicato e controverso tema “agnelli” lanciando la nuovissima e provocatoria campagna Buona Pasqua.

Questa campagna è stata ideata e realizzata gratuitamente dall’agenzia Itaca Comunicazione; ha le sue basi nel fatto che si è inconsapevoli di ciò che si mangia. La carne si trova al supermercato in confezioni asettiche che non lasciano trasparire le sue origini. Obiettivo è stimolare la reazione emotiva verso un neonato strappato alla mamma prima di poter correre libero nei prati e non ha nemmeno il tempo di brucare un po’ d’erba. Trovo che questo sistema di veicolare il messaggio sia toccante ed efficacissima, riesce ad essere commovente e coinvolgente. Centrata , raggiunge perfettamente lo scopo. Il messaggio finale è “Lasciateli vivere, mangiate altro. Buona Pasqua a chi non mangierà i neonati.”

Felicita Careddu

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Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
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