Dipendenze. Quali aiuti?

Dipendenze. Quali aiuti?

Si è osservato che da quando la crisi economica e le condizioni di vita degli italiani sono peggiorate, il gioco del lotto, del gratta & vinci  e di altri sistemi come i videopoker, sono stati presi in molta considerazione dagli amanti del” rischio poco ma vinco subito”. Il fenomeno ha preoccupato diversi studiosi che hanno messo in relazione il dilagare del gioco sia con i tempi di crisi che con quelli di benessere.  I costumi sono cambiati, i ricchi negli anni ’80 frequentavano i casinò, la mutazione è notevole dato che oggi a giocare sono le casalinghe, i cassintegrati, i pensionati che cercano la fortuna nel supermercato o nel bar sotto casa.

Cambiano quindi i luoghi, se una volta era il casinò ad ospitare i cercatori di fortuna oggi anche la rete offre opportunità ed occasioni infinite. L’identikit del dipendente da gioco compulsivo è un adulto, con una famiglia,  e quasi sempre si scopre finito quando è indebitato sino al collo.

Anche la pubblicità televisiva ha la sua responsabilità. Robinson Crusoe che con gli occhi aperti da un paio di mani nere, deve indovinare il nome del suo unico compagno naufrago. Ti piace vincere facile?<a href="http://www.youtube.com/embed/407jFKGDEhI“>iframe>

Ultimamente in Italia sono stati istituiti dei servizi per le nuove dipendenze che con la loro autorità sono riusciti a far inserire la voce “attenti a non esagerare”, ma queste pubblicità che sono invitanti a giocare sono commissionate da agenzie che in qualche modo rappresentano lo stato e lo stato stesso istituisce nel suo S.S.N. un servizio che deve combattere tale dipendenza. Un paradosso.

Le altre dipendenze sempre autorizzate dallo stato ma stavolta non pubblicizzate sono quelle da alcool.

Non si pubblicizza a livello statale ma a livello commerciale si,  la dipendenza colpisce comunque il cittadino e sulla tv questa volta appare solo l’invito a bere responsabilmente.

Dipendenza da alcol, spot presentato da un normale cittadino per farlo girare sulla rete.

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L’UFSP lancia una nuova forma di campagna di prevenzione dell’alcol che sarà avviata con la settimana alcol, dal 21 al 29 maggio 2011

La nostra società è oggi alla ricerca di una nuova modalità di relazione con l’alcol. Come possiamo consumare con piacere un prodotto che fa parte integrante della nostra cultura, considerare gli interessi economici e contemporaneamente combattere gli eccessi e le loro conseguenze in un modo credibile?

Ė necessario parlarne!

Pertanto l’Ufficio federale della sanità pubblica, in collaborazione con diversi partner, lancia una nuova forma di campagna alcol, incentrata sul dialogo sociale, la conversazione e l’azione locale.

Come primo evento, dal 21 al 29 maggio 2011 avrà luogo una settimana alcol, che promuoverà il dialogo sul tema dell’alcol.

Sul sito http://www.io-parlo-di-alcol.ch è possibile seguire l’evoluzione del progetto settimana alcol. Oltre alle novità e alle informazioni di base sulla campagna, il nuovo sito web vi offre ora anche diverse possibilità di partecipare attivamente al dialogo sul tema dell’alcol.

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Dipendenza da cocaina in spagnolo. Forte, efficace.

In Italia non si parla mai in tv di questo flagello, la cocaina è ormai nell’aria, alla portata di tutti, ma lo Stato non ne parla. Sono sempre e solo le associazioni di persone che si prendono la responsabilità di parlarne ma è necessario farlo a livello ministeriale.

Spot colombiano contro la cocaina. Ridicolo

Magari anche con questi toni, scegliere degli argomenti pesanti cercando di alleggerirli con uno spot che può sembrare ridicolo, ma allo stesso tempo fà pensare alla dipendenza come un problema tangibile e iframe>

alla portata di tutti, anche di quelli che prendono un tram.

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Dipendenza da internet. Facebook, servizio televisivo

E poi sono arrivate le nuove dipendenze, ma lo Stato anche in questo caso sembra indifferente.

Dipendenza gioco d’azzardo. Tipologia associazione, aiuto.

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Spot contro il gioco molto ambiguo, invita comunque a giocare ma sicuro!!!

Parla Stato Italiano, metti in piazza i tuoi problemi, dietro il moralismo del bere responsabilmente, del giocare responsabilmente, usa i nostri soldi anche per mettere in guardia, magari con immagini forti che scuotano gli animi di persone che per nascondere altre problematiche entrano in questi giri pericolosi.

Chiara pilo

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Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
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