Greenpeace. Emergenza per il pianeta.

Green Peace. Emergenza per il pianeta.

Nata agli inizi degli anni ’70 a Vancouver, Greenpeace conta oggi più di 60 uffici in 41 Paesi ed è una delle realtà più interessanti del settore ambientalista. http://www.greenpeace.org/italy/it/. E’ un’associazione non violenta che s’ispira al comportamento del Mahatma Gandhi. Denuncia “ in maniera creativa” i problemi ambientali del pianeta per promuovere un futuro verde e pacifico. E’ una struttura capillare e molto ben organizzata, ha un sito ricco di informazioni che riguardano il Greenpeace nel suo complesso, ma anche le realtà locali. E’ una Onlus indipendente che non accetta contributi da governi o sponsor, ma che si finanzia grazie ai contributi dei suoi 3mil.di sostenitori in tutto il mondo. In Italia i gruppi di appoggio sono 14 di componente prevalentemente giovanile.

Greenpeace fa comunicazione sociale ad ampio raggio, utilizzando tutti gli elementi propri di tale tipo di mezzo comunicativo. L’unico handicap, se così può essere definito, è rappresentato dal fatto che non ha accesso ai grandi circuiti comunicativi rappresentati dalle reti televisive; questo è dovuto principalmente ad un ridotto budget economico. Greenpeace organizza incontri, dibattiti, iniziative culturali rivolte alle scuole, azioni di volontariato, volantini, cartelloni pubblicitari, spot che manda in rete, azioni dirette a contatto con il pubblico coinvolgendolo direttamente nelle problematiche e facendolo sentire protagonista. Soprattutto, Greenpeace si differenzia dagli altri gruppi ambientalisti per il modo in cui fa comunicazione; infatti non si limita a segnalare il problema, peraltro sempre con sistemi diretti ed eclatanti, e a indicare soluzioni. Greenpeace, attraverso l’azione di numerosi e addestrati attivisti, agisce con determinazione e pragmatismo, in maniera non violenta ma decisa e ferma. Le azioni in tal senso più famose, quelle che hanno portato Greenpeace a conoscenza di un ampio pubblico, sono senza dubbio quelle attuate con i gommoni contro le baleniere. Sono azioni portate avanti con audacia e spericolatezza, spesso riprese dalle tv internazionali e mandate in onda durante i vari telegiornali. Sicuramente, nelle strategie di comunicazione di Greenpeace, queste azioni hanno lo scopo di coinvolgere emotivamente in maniera positiva il pubblico, mitizzando il ruolo degli attivisti che assurgono così al ruolo di eroi di altri tempi. Non si può che essere dalla parte degli eroi! Si tratta di una tecnica comunicativa d’indubbia efficacia che sicuramente riesce a coinvolgere lo spettatore, rendendolo fortemente partecipe riguardo la tematica di cui si vuole evidenziare il problema.Questa considerazione è suffragata dal fatto che la Onlus ha 3mil. di sostenitori in tutto il mondo.

Il 16 Marzo 2010 tre gommoni di Grennpeace, partiti dalla nave ammiraglia Rainbow Warrior http://www.greenpeace.org/italy/it/chisiamo/navi/ che si trovava al largo di Livorno, si avvicinano alla nave Far Samson che sta lavorando alla costruzione del rigassificatore offshore che diventerà la Prima Area Marina Industriale ma che sarà collocata all’interno della zona tutelata dall’Accordo sul Santuario dei Cetacei. Alcuni attivisti sono saliti sulle gru esponendo striscioni con scritte come: “Fine del Santuario, Ministro salva il santuario” chiedendo alla Ministra Prestigiacomo un incontro. Altri scrivevano sulle fiancate della nave “Balene finite”. Ovviamente, sono intervenute le forze dell’ordine che, agendo come al solito con durezza, hanno tirato giù i ragazzi e “ristabilito l’ordine”. Queste azioni eclatanti, provocatorie, scandalose, sono un po’ il marcio di fabbrica di questa associazione che si serve di questo tipo di messaggio, decisamente fuori dagli schemi e che comporta anche rischi fisici per gli attivisti. Si tratta di una scelta comunicativa che serve a connotarli senza ombra di dubbio, che ha dato loro notorietà e fama e quindi, di conseguenza, grande seguito e attenzione. Questi servizi hanno il chiaro intento di provocare uno shock in chi guarda, divengono uno scossone alla tranquilla quotidianità di tutti coloro i quali sentono parlare del problema ma non se ne occupano, lo vivono come  lontano dalla loro realtà. Le azioni più spettacolari e pericolose vengono rimandate dai circuiti di informazione internazionali per cui il target a cui arriva il messaggio diviene molto ampio; a volte accadono degli incidenti, come quando i gommoni di Greenpeace che si oppongono alle baleniere vengono prima investiti da forti getti d’acqua e poi speronati in malo modo.

La baleniera Shonan Maru numero2 sperona il trimarano ambientalista Ady Gil. Queste sono le immagini dello scontro al largo della baia di Commonwelth tra la baleniera giapponese e il trimarano ambientalista. Gli ambientalisti sostengono di essere stati speronati di proposito. Immagini mandate abbondantemente in onda da tutti i media televisivi e che hanno fortemente contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica occidentale verso questa tematica.http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/oceani/Caccia-alle-balene/

Greenpeace si occupa anche della pesca al tonno rosso che avviene indiscriminatamente nel Mediterraneo; lo fa spesso con azioni dirette e incisive, che provocano talvolta reazioni violente da parte di chi vede lesi i propri interessi economici.

A bordo di 7 gommoni partiti dalla Rainbow Warrior e dall’Artic Sunrise, gli attivisti di Greenpeace hanno cercato di liberare i tonni dalla rete a circuizione di un peschereccio francese. Finora non erano intervenuti nel Mediterraneo in modo così diretto. I pescatori reagiscono e un attivista rimane ferito. Ovviamente anche queste immagini sono state trasmesse anche dalle reti nazionali. Ci troviamo di fronte ad un altro esempio d’intervento diretto e non soltanto di segnalazione del problema. Nel sito di Greenpeace vi è un chiaro invito all’azione attraverso diverse opzioni. Si chiede di diventare sostenitori attraverso donazioni o inviti a partecipare a manifestazioni e incontri ma è anche presente l’invito a partecipare a tempo pieno all’attività di sensibilizzazione con una vera e propria offerta di lavoro per diventare attivisti a tempo pieno. Sicuramente questo invito non manca di attrattiva specialmente per il target giovanile.

Greenpeace si è sempre occupata di sensibilizzare l’opinione pubblica contro il nucleare https://sostieni.greenpeace.it/landings/nucleare/?gclid=COLW5d2RsqgCFQRqfAod925tDg sia con la richiesta di donazioni, sia con azioni dirette com’é suo costume.

E’ un video in risposta a quello del Forum per il nucleare, bloccato dal Giurì dell’Autodisciplina Pubblicitaria in quanto ritenuto pubblicità ingannevole. Lo spot, trasmesso in tutte le reti nazionali, usava la metafora della partita a scacchi su cui due opposte versioni si affrontano: una favorevole al nucleare e una contraria. Inizialmente sembra uno spot neutro che pone nello spettatore tutti i dubbi che accompagnano un ritorno al nucleare, una cosa insolita in Italia, per cui ci si pone la domanda, ma chi lo paga? Se ci si collega al sito a cui la pubblicità rimanda www.forumnucleare.it si capisce che dietro lo spot c’è il Forum per il Nucleare presieduto da Chicco Testa, prima fervente ambientalista attualmente attivo per il nucleare. Il sito è finanziato proprio dalle aziende favorevoli al nucleare, ENEL in testa.

Il filmato è infatti realizzato per colpire la parte emotiva dello spettatore e per orientarlo verso il nucleare. Numerose sono state le proteste ed inevitabile il blocco del Giurì. Da qui la nascita dello spot di Greenpeace che fa il verso, ribaltandoli, ai codici comunicativi delle grandi compagnie energetiche caratterizzate da atmosfere sognanti, immagini mitiche e toni rassicuranti che servono a nascondere la vera entità del problema. “Con questo spot, Spiega Giuseppe Onufrio, Direttore esecutivo di Greenpeace Italia, vogliamo fornire ai cittadini uno strumento per riflettere sui problemi del nucleare in un Paese distratto da slogan ingannevoli”.

Di tutt’altro genere questo ultimo video Greenpeace Inspiring Action in cui sono riassunti sia i principali danni provocati dall’uomo al pianeta, sia le azioni forti e spettacolari che Greenpeace ha attuato contro tali pratiche.

Immagini sconvolgenti che si susseguono nel video ad un ritmo incalzante accompagnati da una musica pressante, che porta a non staccare gli occhi dal video nemmeno per un momento. Il messaggio finale è veicolato con frasi brevi, centrate, incisive che si susseguono anch’esse una dietro l’altra e che quasi obbligano alla lettura. Ti gridano “ Svegliati, apri gli occhi, agisci!” Molto efficace, di forte impatto emotivo raggiunge sicuramente lo scopo di svegliare le coscienze.

Felicita Careddu

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Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
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