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Shock Adversting & Ambient Adversting: cosa si è disposti a fare per attirare l’attenzione (PARTE DOS)

Cosa dobbiamo fare per avere la tua attenzione? Preparati”: è lo slogan della campagna attuata dalla Croce Rossa di San Francisco per sensibilizzare la popolazione della zona sul pericolo dei terremoti. Questa iniziativa sfrutta, unendole insieme, le tecniche di shock e ambient adversting per creare un messaggio che scuota i suoi destinatari e, al contempo, che sia fortemente penetrante; attraverso delle installazioni mobili posizionate davanti agli edifici più importanti e conosciuti di diverse città, si vogliono mostrare alla popolazione della Bay Area alcuni scenari apocalittici che potrebbero verificarsi in caso di terremoto: le immagini estremamente violente hanno non solo l’obiettivo di attirare l’attenzione dei passanti, ma puntano soprattutto a smuovere le coscienze delle persone portandole ad una più seria riflessione sull’argomento; la scelta di diffondere queste immagini attraverso delle installazioni di ambient, poi, è funzionale alla diffusione del messaggio negli ambienti più vari e visibili, e questo porta ovviamente ad un aumento del potenziale di penetrazione della campagna.

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Dignità Imprigionate

« E di’ alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciar scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare i loro ornamenti ad altri che ai loro mariti, ai loro padri, ai padri dei loro mariti, ai loro figli, ai figli dei loro mariti, ai loro fratelli, ai figli dei loro fratelli, ai figli delle loro sorelle, alle loro donne, alle schiave che possiedono, ai servi maschi che non hanno desiderio, ai ragazzi impuberi che non hanno interesse per le parti nascoste delle donne.
E non battano i piedi, sì da mostrare gli ornamenti che celano.
Tornate pentiti ad Allah tutti quanti, o credenti, affinché possiate prosperare. »
(Verso 31 della Sura XXIV)

Il burqa è un indumento femminile che appartiene alla tradizione di alcuni paesi di religione islamica ed è principalmente diffuso in Afghanistan.

Fu imposto per la prima volta nel 1900 dall’Habibullah (= Prediletto di Dio) allora regnante, per evitare che le 200 donne del suo harem inducessero in tentazione gli uomini. Inizialmente, quindi, diffuso tra i ceti più ricchi, divenne mano a mano sempre più di uso comune e oggi, con il regime dei Talebani, si vieta categoricamente a tutte le donne di mostrare il proprio volto.

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De-etnicizzazione somatica: la globalizzazione sulla pelle

In Asia e Africa è boom di cosmetici sbiancanti e chirurgia estetica etnica, specializzata, cioè, nell’occidentalizzazione dei tratti somatici.

Se è vero che l’imposizione di un unico canone di bellezza riguarda tutto il mondo, come testimoniano il business globale della esthetic surgery e la preoccupante diffusione di disturbi alimentari quali anoressia e bulimia, il culto della perfezione fisica nei Paesi orientali e africani  ha subito negli ultimi anni una drammatica degenerazione.

Quando si parla di razzismo si propende a contestualizzare il fenomeno in Occidente, senza tener conto che in uno Stato come l’India, tra le potenze economiche che svolgeranno un ruolo di primo piano a livello internazionale nel prossimo futuro,  ancora oggi l’appartenenza ad una casta è spesso dettata dal colore della pelle.

La discriminazione razziale nelle ex Colonie è una realtà di cui si parla poco, per assecondare il grande mercato che vi dietro.

Le radici concettuali della carnagione diafana come pura, vergine e positiva sono ovviamente antiche e collegate all’interpretazione spirituale del bianco nell’iconografia di tutte le religioni.

Tuttavia la globalizzazione ha contribuito ad alimentare queste credenze vetuste, attraverso i regimi culturali che essa ha imposto in queste regioni, spodestando o influenzando i sistemi locali.

È soprattutto il corpo femminile a subirne le conseguenze. Così assistiamo a casi di donne pakistane, cinesi, thailandesi disposte a ricorrere ad aggressive creme sbiancanti, a volte molto pericolose per la salute, pur di compiacere il volere dell’uomo e i suoi modelli estetici.

In particolare, i corticosteroidi topici e l’idroquinone, agenti chimici basilari in questi tipi di prodotti, possono causare bruciori, acne, ma anche diabete e gravi disfunzioni ormonali fino alla sterilità.

Altrettanto allarmante è la situazione tra gli immigrati di colore, soprattutto spagnoli e francesi.

Secondo un’indagine promossa dal comune di Parigi, circa il 20% delle donne di origine africana che abitano nella capitale, utilizza cosmetici illegali e dannosi per schiarire la pelle.

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Sono i razzisti i veri diversi!

Sono molte le pubblicità che nel corso degli anni si son mosse contro chi è razzista, cioè contro quelle persone che giudicano inferiore chi è caratterizzato da diversi tratti somatici o da un diverso colore della pelle. Sono state varie le iniziative che hanno cercato di contrastare e arginare queste credenze per fare in modo che tali caratteristiche discriminatorie potessero venir abbandonate dalla popolazione, non solo in quanto ostacolo per l’evoluzione della società e della civiltà, ma anche in quanto forme immorali che manifestavano un accanimento nei confronti di chi è diverso. Nel corso degli anni molte campagne si sono succedute mostrando vari livelli di efficacia e di persuasione.

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Il mio corpo che cambia il governo si scandalizza.

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Essere padre di un gay significa essere meno padre?. Domanda sconvolgente. Questa pubblicità portoghese è bellissima, in Italia non esiste una chiarezza e un mettersi in condizione così apertamente. Ho provato a scaricare il video che tempo fa è stato mandato in onda sulla tv di stato ma con grande sorpresa il codice per incorporarlo non è disponibile.

Con un governo così attento alla compostezza istituzionale, con esponenti che di giorno in giorno ci ricordano quanto sia importante prestare continua fede ai valori ed alle regole della carta fondamentale era inevitabile che quel manifesto di Ikea costituisse una indebita provocazione. Vengono mostrati due uomini di spalle, che si tengono per mano e sotto la scritta “Siamo Aperti a Tutte le Famiglie”.

La cosa è intollerabile, un attacco al cuore dell’articolo 29, forse alla costituzione tutta, forse  un segnale eversivo e dai risvolti incontrollabili.

Ci ha pensato fin quasi da subito Carlo Giovanardi, ad indicare il pericolo insito in quella foto, nel corso del talk show di Klaus Davi di nome klauscondicio”Contrasta a gamba tesa contro la nostra Costituzione, offensivo, di cattivo gusto. […] l’Ikea è libera di rivolgersi a chi vuole e di rivolgere i propri messaggi a chi ritiene opportuno. Ma quel termine ‘famiglie’ è in aperto contrasto contro la nostra legge fondamentale che dice la famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio, in polemica contro la famiglia tradizionale, datata e retrograda.”

Giovanardi non si esime inoltre dal fornire preziosi consigli alla multinazionale del mobile svedese, indicando un cambiamento di slogan nella pubblicità: “A noi piacerebbe una campagna pubblicitaria che dicesse ‘siamo aperti all’intera comunità’. Nel senso che i clienti di una multinazionale sono uomini donne anziani giovani senza preclusioni di nessun tipo. Ma diverso è attaccare la Costituzione italiana con tale violenza. Spero che l’Ikea non utilizzi più quell’annuncio per le prossime aperture annunciate in varie città”.

Il video mostra un ragazzo che seduto dentro un Mc donalds’ telefona ad un suo amico e osserva una foto accarezzandola, la traduzione in sottotitolo fa intendere che tra i due vi è del sentimento che non è amicizia e il padre che dopo aver fatto la fila osserva la foto, evoca la sua giovinezza ricordando i suoi successi amorosi tra le ragazze.

Pubblicità della levis’ dove un ragazzo appare in una mise un po’ poco vestita e cerca di indossare un paio di jeans, l’ambiguità con il nuovo vestito e la nuova sessualità è presto assimilabile.

Analisi fotografica di una momento di partita di football parigino. Posizioni di normale assetto sportivo che vengono interpretate come? Alla fine la mascolinità di una squadra viene ridicolizzata da immagini tenerissime di affetto e baciJ

Pubblicità israeliana sui gay. Mostra un ragazzo effeminato e una ragazza mascolinizzata. Un armadio in disordine e dopo molto lavoro l’armadio prende forma.

Pubblicità della Vodafone

Pubblicità airlines

Ancora oggi, la società vuole sapere gli orientamenti sessuali del vicino di casa, dell’insegnante del figlio o del medico di base. Nel Bel Paese  tutto è concesso, ma non pubblicizzate le nostre storie private perché questo è un “mondo finto” fatto di appariscenza e non di essenza.  La moralizzazione pregnante e trasudante dalle pareti dei palazzi di governo cozza con i pettegolezzi che ogni tanto sfuggono alle guardie del corpo e finiscono in tribunale, ma queste son cose che non si posson dire….

Chiara pilo

Rispettiamo le Istituzioni!

Spesso quando un nostro lavoro o una nostra azione devono essere giudicati da un’autorità, ad esempio in un esame o dopo che facciamo una manovra azzardata in macchina, di fronte ad un giudizio che non condividiamo, reagiamo in maniera totalmente inadeguata, a volte anche mancando di rispetto a delle istituzioni. Per questo motivo, penso che le istituzioni debbano essere difese con delle forti campagne sociali, magari partendo dalle scuole, potenziando i corsi di educazione civica nelle classi. Continua a leggere ‘Rispettiamo le Istituzioni!’

Quando United Colors of Benetton incontrò lo tsunami pubblicitario Oliviero Toscani…

«Il conformismo è il peggior nemico della creatività. Chiunque sia incapace di prendersi dei rischi non può essere creativo» Oliviero Toscani.

Oliviero Toscani, figlio del primo reporter del Corriere della Sera, è forse il più discusso fotografo italiano contemporaneo, egli ha saputo coniugare l’arte fotografica a quella comunicativa, in modo originale e anticonformista ma sempre con una grande libertà di pensiero. Lavora con numerosi marchi come Prenatal, Fiorucci, ecc, diventando uno dei fotografi di moda più apprezzati a livello internazionale, ma ad aprire la strada alla nuova formula commerciale che si stacca dal tipo di comunicazione pubblicitaria del passato, è la Benetton, con la quale Toscani instaura un connubio a partire dal 1986. Per 18 anni il fotografo milanese si occupa della pubblicità dell’azienda, sviluppando anche la sua presenza online, creando Playlife, ramo sportivo della Benetton, fondando nel 1990 il giornale Colors e nel 1993 “Fabrica”, un innovativo centro studi internazionale per le arti visive e la ricerca sulla comunicazione moderna. Ha insegnato in due università ed ha prodotto diversi progetti editoriali, facendosi promotore di numerose iniziative a carattere sociale.

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About us

Questo blog nasce all’interno del corso di Comunicazione sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Sassari. Ora prosegue la sua strada al di là del lavoro universitario. Il blog, interamente gestito dagli studenti e studentesse del corso di Laurea Magistrale in Mediares – Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale, ha come obiettivo quello di riflettere e studiare il mondo della comunicazione analizzandone i contenuti e le forme e proponendo analisi critiche e teoriche su questo variegato mondo.
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